Luino | 6 Aprile 2019

A Luino è ancora scontro tra maggioranza e minoranza su bilancio, progetti e visioni

Rimarcata giovedì sera in consiglio la distanza tra i due gruppi sulla gestione delle risorse. Batti e ribatti su proposte presentate ed emendamenti

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Che la scelta dell’amministrazione luinese di aumentare IMU ed IRPEF abbia creato profonde divergenze tra maggioranza e minoranza è un dato di fatto appurato, a poche settimane di distanza dall’assemblea cittadina in cui il tema è stato ampiamente discusso, senza lesinare critiche e prese di posizione anche decise entro i confini di un dibattito che, impattando in modo diretto sulla quotidianità delle famiglie, si è rivelato fin da subito incandescente.

Per questo motivo la seduta di consiglio comunale che si è svolta nella serata di giovedì, la prima dopo le grandi polemiche del mese di marzo, non ha fatto altro che confermare l’assoluta divisione dei due gruppi sul punto. All’ordine del giorno una nota di aggiornamento al DUP (documento unico di programmazione), il principale strumento per la guida strategica e operativa in mano agli amministratori, e l’approvazione del bilancio di previsione 2019/2021.

Rapido e conciso l’intervento introduttivo dell’assessore Dario Sgarbi che ha illustrato, a proposito di entrate ed uscite dalle casse comunali, gli incrementi su alcuni stipendi, per aumento contrattuale, e l’integrazione di personale per far fronte a stati di quiescenza e mobilità. Centrato l’obiettivo di mantenere invariata la spesa corrente. “Per chiudere il bilancio – ha spiegato Sgarbi – ci siamo trovati davanti alla necessità, per ragioni già spiegate, di aumentare IMU e IRPEF proiettandoci verso un incremento di 300mila euro, al quale prevediamo di aggiungerne altri 500mila circa derivanti dall’attività che un’azienda specializzata nel recupero crediti sta svolgendo per conto del comune”.

Ma per un aspetto sicuramente positivo per l’equilibrio del bilancio (36 milioni di entrate e spese complessive), ce n’è un altro che costringe l’amministrazione a importanti sacrifici. Si tratta dell’azione esercitata sulle risorse dell’ente dal “fondo crediti di dubbia esigibilità”, meccanismo di imposizione statale che obbliga il comune a congelare fondi per ipotetiche spese non preventivate. “1 milione e 92mila euro – ha sottolineato l’assessore – sottratti al bilancio di entrata e resi inutilizzabili, come già accaduto con i due milioni e mezzo degli anni precedenti”.

E’ a questo punto che terminata l’analisi, la miccia si è di nuovo innescata. La maggioranza infatti non ha digerito le parole della consigliera de “L’altra Luino” Enrica Nogara e ha risposto a tono, prima con l’intervento dell’assessore Caterina Franzetti e successivamente con la consigliera Simona Ronchi. “In questo bilancio manca la partecipazione dei cittadini – ha affermato Nogara – utenti e finanziatori dei servizi pubblici che dovrebbero avere voce su questa materia. L’impostazione è stata ancora una volta prettamente ragionieristica, un insieme di numeri senza prospettive per il futuro, che ha incrementato con l’aumento delle tasse le perplessità e le domande di chi quotidianamente deve già fronteggiare le difficoltà della crisi”.

Il riferimento alla comunità lacustre è servito inoltre alla consigliera per rilanciare alcune istanze raccolte proprio dai luinesi e già più volte portate all’attenzione dei colleghi in aula consiliare: “A che punto è la trattava con RFI per il recupero dei locali in stazione promessi alle associazioni del territorio? Polo nautico e palazzetto dello sport sono idee definitivamente tramontate? Sul piano asfaltature recentemente annunciato, come saranno coinvolte le frazioni?”. Ai quesiti riproposti hanno fatto poi seguito due considerazioni finali: “Sport, turismo e cultura sono sottovalutati in questo bilancio, eppure hanno un valore educativo altissimo per i ragazzi. Sul piano dell’impegno sociale, invece, non posso che ringraziare l’assessore Franzetti per il suo appoggio all’associazione Donna Sicura. Sono certa – ha concluso Nogara – che il suo impegno materiale e morale non verrà meno in futuro”.

Un cenno di apertura e un pubblico apprezzamento dal sapore amaro però, vista l’impossibilità, dagli scranni della maggioranza, di accettare il pesante commento su spese ed investimenti. “E’ difficile per me parlare di sociale in questa sede – ha ribattuto l’assessore Franzetti – avrei bisogno anche di stimoli e di suggerimenti, oltre il mio operato, che da parte della minoranza non sono mai giunti. Niente idee per emendamenti, ma soltanto questa lettera di critiche che documenta la mancanza di attenzione da parte vostra”.

L’attività svolta dal comune in campo sociale durante gli ultimi mesi è spiegata dall’assessora: “100mila euro di flessione economica dovuta non a tagli ma ad interventi precedentemente finanziati – ha ricordato Franzetti – come ad esempio sul fondo affitti e sul progetto contro il gioco d’azzardo. Il bilancio del servizio sociale per il 2019, escluse spese per il personale, è di 1 milione e 250mila euro. Di questi, 850mila euro da versare alle strutture che ospitano minori, anziani e disabili. Sono cinquanta gli accessi costanti di persone che hanno un problema e cercano sostegno. Quaranta sono invece gli anziani seguiti quotidianamente da una apposita cooperativa per assistenza e trasporto. Venticinque sono in media i casi per cui è prevista l’assistenza educativa di minori a domicilio, per una spesa di 80mila euro a sostegno delle fragilità familiari. Gli spazi per giochi sono frequentati da cinquanta bambini residenti, trentacinque sono i tirocini attivati in ambito lavorativo. Ottanta le persone, tra i nuclei familiari, che hanno beneficiato del reddito di inclusione”.

Ci ha provato il capogruppo de “La Grande Luino”, Giuseppe Taldone, a smorzare gli animi riconoscendo al comune lo sforzo per far quadrare i conti, considerando “le risorse scarse e le manovre statali che hanno penalizzato le amministrazioni locali”, ma il successivo intervento della consigliera Simona Ronchi ha definitivamente posto l’accento sulla mancanza di alternative per scongiurare le scelte poi adottate: “Ho sentito molte critiche rivolte all’amministrazione, su vari temi. L’opposizione però non deve limitarsi a vigilare, ma spingersi anche a fare proposte che per quanto riguarda il bilancio devono poi essere tradotte in emendamenti. In assenza di tutto ciò restano soltanto le parole“.

Anche il capogruppo de “L’altra Luino”, Franco Compagnoni, ha preso la parola per un commento che ha di fatto evidenziato, una seconda volta, la distanza tra le due visioni, al momento decisamente incolmabile: “Ci sono delle fasi in cui è inesorabile pensare all’essenzialità e alla qualità della vita – ha affermato Compagnoni impostando nuovamente la riflessione già condivisa durante l’ultima seduta – e questo è uno di quei momenti. Il comune pertanto dovrebbe proporsi come vero elemento di ammortizzazione sociale. E’ qui che ricade la necessità di non aumentare le tasse, aspetto che pone sacrifici rispetto ad altre scelte e che rimane un must da non alterare. Non credo centri la politica, ma la concezione delle priorità“.

In termini di proposte il consigliere Pietro Agostinelli , intervenendo, ha poi ribadito di averne fatte a centinaia, attraverso un atteggiamento di apertura alla collaborazione che indipendentemente dal focus sul bilancio non è mai venuto meno. “Respingo le accuse della consigliera Ronchi sulla mancanza di proposte – dichiara Agostinelli -. L’amministrazione vuole emendamenti? Il bilancio è fatto anche per analizzare quanto hanno fatto e realizzato del programma elettorale. Sono stati eletti per questo, mentr la minoranza fa il suo, controlla e segnala”.

Ancora scontro tra Enrica Nogara e Antonio Palmieri, poi, sugli ammanchi in comune, che secondo la minoranza saranno coperti dall’aumento di tasse, IMU e IRPEF, accusa che il capogruppo leghista rimanda al mittente.

Dopo le dichiarazioni di voto, l’ultimo atto dell’assemblea si è svolto con le parole del sindaco Andrea Pellicini: “Non discuto l’impegno dei consiglieri che è costante, fatto di segnalazioni e di tutto ciò che compete il loro ruolo. In sede di bilancio però, dove si stanziano risorse per ogni capitolo, il ricorso all’emendamento della minoranza rimane sacrosanto“. Nessuna sorpresa al momento del voto: maggioranza favorevole all’unanimità, minoranza contraria con astensione del capogruppo Taldone.

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