Varese | 2 Aprile 2019

Rubano carne dal ristorante chiuso, ma i carabinieri li sorprendono: due uomini in manette

Le celle frigorifere de "Il Ponte di Vedano" a Lozza erano ancora in funzione, nonostante la cessata attività. A casa di uno dei ladri ritrovati quintali di rame

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Che quel ristorante sia chiuso da qualche tempo è cosa nota ai cittadini di Lozza, Vedano Olona e Malnate, ma nei locali de “Il Ponte di Vedano” si svolgeva ancora un’attività di magazzino e le celle frigorifere, fino al pomeriggio di ieri, risultavano in funzione e contenevano quintali di carne.

Dettaglio di cui doveva essere a conoscenza la coppia composta da un quarantanovenne pregiudicato del posto e da un giovano ragazzo cubano, classe 1999, che poco dopo mezzogiorno si è introdotta furtivamente nell’esercizio, servendosi di martello, scalpello e di tutti gli arnesi necessari a creare un ampio foro nel muro.

Il buco non è passato inosservato ai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Varese, in zona per un servizio di prevenzione dei reati predatori, che avvicinandosi al vecchio ristorante, per verificare la situazione, hanno colto in flagranza i due, proprio mentre erano intenti a prelevare dal magazzino generi alimentari, arredi e merce varia.

Notevole la quantità di carne sottratta, come specificato dai militari in mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri, dove i due uomini sorpresi a delinquere sono stati trattenuti in camera di sicurezza, in attesa di essere condotti davanti all’autorità giudiziaria per l’udienza di convalida del fermo. Quattro quintali, che sommati agli arredi e a tutti gli oggetti che i malviventi stavano portando all’esterno, costituiscono una refurtiva del valore complessivo di oltre duemila euro.

A questi però vanno aggiunti altri dieci quintali di rame ed ottone, alcolici, generi alimentari, arredi, suppellettili e oggetti sacri rinvenuti nel corso di una perquisizione effettuata a margine del fermo presso l’abitazione del quarantanovenne. Un ricco bottino probabilmente frutto di un precedente raid all’interno del medesimo esercizio. Per il soggetto, piuttosto conosciuto nella comunità locale a causa dei suoi problemi con la giustiziaè scattata quindi una seconda denuncia per ricettazione.

Notevole la soddisfazione per i carabinieri di Varese, particolarmente attenti ai reati contro il patrimonio e alle segnalazioni dei cittadini, che anche in questo caso sono risultate preziose, come per l’arresto del “boss dello spaccio nei boschi”. Due successi comunicati contestualmente dai capitani Alessandro Volpini e Marco Currao questa mattina.

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