Laveno Mombello | 16 Marzo 2019

Laveno Mombello, stop al progetto del lungolago. Nuova mobilitazione per la potatura dei lecci

La giunta revoca il piano, aspetti economici e giuridici da rivedere dopo la scelta di salvare le piante. Per la manutenzione, idea crowdfunding degli ambientalisti

Laveno Mombello, Legambiente:
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Il progetto per la riqualifica del lungolago di Laveno Mombello è revocato. La conferma è arrivata nella giornata di lunedì 11 marzo a seguito della giunta comunale, durante la quale gli assessori e il sindaco, Ercole Ielmini, hanno riacceso il confronto sul futuro del piano, quello già accennato ai cittadini nell’ultimo incontro pubblico di fine gennaio, conclusosi tra gli applausi per la scelta, influenzata dalla grande mobilitazione ambientalista del paese lacustre, di salvare gli storici lecci di viale De Angeli.

Se da una parte la decisione ha soddisfatto tanti lavenesi, che vedevano nella prospettiva di un nuovo e moderno lungolago la minaccia di dover dire addio ai lecci, dall’altra il sindaco, già a fine gennaio, aveva anticipato le future difficoltà, in termini di costi e di procedure giuridiche, per rimettere mano al progetto inserendo una variante. Il risultato, ora ufficiale, è quindi il seguente: i lavori previsti con l’inizio della primavera non partiranno. L’amministrazione dovrà capire come riorganizzarsi da un punto di vista economico ma anche tecnico, e non è affatto scontato che verranno stilate nuove linee guida per rivoluzionare l’aspetto dell’area più affascinante della città. Ma non è tutto.

Un ruolo decisivo, nel determinare il destino dei lecci lavenesi, lo ha giocato anche la perizia agronomica commissionata appositamente dall’amministrazione per fare chiarezza sullo stato di salute delle piante, e accantonare così ogni dubbio sul da farsi. Accanto al parere positivo (dodici gli esemplari che godono di buona salute, uno solo da abbattere), i tecnici hanno inoltre sottolineato la necessità di ricorrere ad un periodico controllo “a vista” e alla potatura. Operazione quest’ultima dal costo non indifferente che il comune, pur avendo stanziato un budget di 60mila euro per la cura del verde pubblico, non può permettersi. In particolare dopo aver lavorato per mesi sull’idea di un lungolago senza lecci.

Sono dunque nuovamente gli ambientalisti della città, esponenti della delegazione di co.n.al.pa (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggi Onlus), a riattivarsi per il destino delle amate piante chiamando a raccolta la comunità, come già fatto peraltro a inizio dicembre con la petizione online “pro lecci” firmata da circa settecento persone.

L’idea ora è quella di un crowdfunding (raccolta fondi online) con cui fare fronte alla carenza di liquidità delle casse comunali. Un’idea, appunto, almeno allo stato attuale. Ma considerando il legame profondo con gli alberi del viale, espressione del patrimonio naturale, storico e dell’identità culturale del paese, le novità non tarderanno ad arrivare.

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