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Brezzo di Bedero | 4 Marzo 2019

A Brezzo di Bedero allarme per la carenza di medici di base

Lo scorso anno, in estate, lo stesso problema si era riscontrato a Porto Valtravaglia. Un problema che riguarda tutta la nazione, incertezza sulle assunzioni

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Le criticità riguardanti la carenza dei medici di famiglia coinvolgono tutta la nazione e nelle scorse settimane erano stati proprio la Federazione italiana dei medici di medicina generale e del sindacato dei medici dirigenti Anaoo a denunciare che “i pensionamenti ‘nei prossimi cinque-otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale”.

Il disagio è dettato dall’incertezza per le nuove assunzioni, come spiegato dal vice-segretario nazionale Anaao Carlo Palermo, che ha raccontato di non sapere quando saranno banditi i concorsi dalle regioni e quali saranno i numeri, ricordando anche che in alcuni territori vi è ancora in atto il blocco del turn-over parziale o totale.

Anche nell’Alto Varesotto la situazione non è diversa e ieri è arrivata in redazione una lettera indirizzata all’ufficio relazioni con il pubblico dell’ATS Insubria, inviata da Marta Solari, figlia di un’abitante di Brezzo di Bedero, per denunciare la situazione ormai drammatica, a causa della carenza di medici di famiglia, in cui versano i cittadini del comune e dei paesi limitrofi, rendendo pubblico il grave disagio con l’obiettivo di ottenere un qualsiasi tipo di interessamento da parte delle istituzioni preposte.

“Mia madre è molto anziana e, seppur, fortunatamente, non soffra per il momento di patologie invalidanti, ha tuttavia bisogno di attenzioni costanti e di frequenti prescrizioni di medicinali – racconta Marta Solari nella missiva inviata all’Agenzia di Tutela di Salute dell’Insubria -. Sono venuta a conoscenza del fatto che la dottoressa Ligabò andrà in pensione ad ottobre: ora, come ben saprete, l’assistenza sanitaria fondamentale, qui a Brezzo e nei paesi limitrofi, è andata progressivamente peggiorando a causa dei numerosi abbandoni da parte dei medici di base: il dott. Piovanelli, la dottoressa Veicsteinas, la dottoressa Catenazzi, la dottoressa Frapporti e, per ultima, la dottoressa Ligabò”.

Questa situazione – continua la donna – ha costretto i pazienti, in maggioranza anziani, a migrare continuamente da un medico ad un altro con la conseguenza che le cure e le attenzioni a loro dedicate fossero sempre più superficiali, spesso anche del tutto inadeguate per l’abnorme incremento degli assistiti di cui ciascun professionista deve occuparsi. Le chiedo pertanto di intervenire al più presto per porre fine a questa situazione di seria difficoltà sociale. È necessario che si disponga la nomina di un medico sostituto disposto a frequentare gli ambulatori della zona, di modo che le persone anziane non siano più costretti a compiere spostamenti difficoltosi e a sopportare attese infinite”.

Stessa situazione, lo scorso anno, a Porto Valtravaglia, dove il sindaco Adriano Giacobazzi aveva richiesto un intervento alle istituzioni, per risolvere il problema che interessava molti malati, anziani e persone senza patente. Insomma, i problemi ci sono e non interessano solo l’area di competenza dell’ATS Insubria. Nel frattempo continuano a registrarsi dati allarmanti, con la necessità di risolvere con urgenza le situazioni di maggior criticità come a Brezzo di Bedero.

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