“Oltre le lenti” è il titolo del corso di microchirurgia in programma per mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio all’Ospedale di Circolo di Varese. Ed effettivamente lenti, microscopio e, ovviamente, bisturi sono gli strumenti di lavoro abituale di chi ha scelto di dedicarsi alla microchirurgia ricostruttiva che lavora su scala micrometrica, ricostruendo nervi, tendini e arteriole eccetera, visibili appunto con il supporto di strumenti di ingrandimento.
Il corso, organizzato dall’ASST dei Sette Laghi, è indirizzato a tutti gli specialisti in formazione o neo specialisti in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Maxillo-Facciale, Vascolare e Neurochirurgia e si pone come obiettivo l’acquisizione completa da parte dei partecipanti delle tecniche microchirurgiche di base.
Presidente dell’evento è il prof. Luigi Valdatta, Direttore della Chirurgia plastica dell’Ospedale di Circolo, mentre Responsabile scientifico è il prof. Mario Cherubino, Responsabile della S.S.D. Microchirurgia e Chirurgia della mano.
“Il nostro è un lavoro di precisione estrema, lavoriamo sul piccolo, anzi piccolissimo, ma le soddisfazioni sono enormi, come quando ad esempio si riesce letteralmente a restituire un naso a chi lo ha perso a causa di un trauma o di un tumore utilizzando della cartilagine prelevata dal ginocchio, oppure ad evitare ad un paziente l’amputazione di un arto o a restituire il movimento ad una mano ustionata” spiega il prof. Cherubino.
La S.S.D. di Microchirurgia e Chirurgia della mano è una struttura piccola e giovane: due specialisti in dotazione fissa, un chirurgo plastico, il prof. Cherubino, e un ortopedico, il Dott. Alessandro Fagetti, che si completano ed integrano a vicenda, e un altro specialista ‘in interscambio’ con la chirurgia plastica del prof. Valdatta, il dott. Federico Tamborini, tutti under 40 e molto motivati.
“La nascita della nostra struttura ha permesso di gestire i pazienti con piccoli traumi della mano in modo efficiente e sicuro, grazie all’impegno del personale infermieristico del Poliambulatorio, in particolare le signore Maria Teresa Lotito e Carmen Carion, e di tutto il personale della Day Surgery, che hanno dimostrano una flessibilità e una professionalità tale da poter garantire il miglior trattamento a qualsiasi paziente entro una settimana dal trauma. Inoltre, le cure sono correlate dalla possibilità di offrire una fisioterapia immediata con fisioterapiste dedicate e specializzate nel trattamento delle patologie complesse dell’arto superiore. Questa realtà rappresenta una situazione unica in Italia e di altissima qualità. La gestione, l’ottimizzazione delle risorse umane e la buona volontà di tutto il personale coinvolto, ha significato un enorme riduzione degli sprechi e dei ricoveri impropri, garantendo i migliori standard possibili in termini di assistenza ai pazienti” spiega Cherubino.
Sono 800 gli interventi eseguiti ogni anno, in gran parte si tratta di operazioni in DaySurgery per problematiche tipo tunnel carpale, dito a scatto, cisti, ma almeno 200 sono grossi interventi condotti in stretta collaborazione con altri chirurghi: “Mentre l’Otorinolaringoiatra o il chirurgo generale asporta un tumore, ad esempio, noi microchirurghi interveniamo contestualmente per ricostruire la parte lesionata. La collaborazione è intensa anche con i Ginecologici, i Neurochirurghi e gli Ortopedici. Insomma, siamo piuttosto flessibili e soprattutto creativi, nel senso che il nostro lavoro non è mai standardizzato: ogni lesione, ogni trauma è un caso unico e il nostro compito è quello di trovare la soluzione ottimale per ciascuno” conclude Cherubino.
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