Luino | 10 Gennaio 2019

Monteviasco, “Un elicottero ogni tre settimane in attesa della ripartenza della funivia”

Si riaccende il dibattito sulla gestione della funivia annunciata dalla consigliera provinciale Reguzzoni, mentre tutti gli enti attendono risposte dalla società AVT

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Mentre l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (USTIF) prosegue le verifiche sulle misure di sicurezza relative alla funivia di Monteviasco, il piccolo borgo è tornato a respirare grazie all’iniziativa organizzata nel pomeriggio di sabato scorso.

Tre viaggi in elicottero, per un’ora circa di operazione, che hanno fornito una risposta concreta all’appello precedentemente lanciato da Roberto Tosi, gestore del “Vecchio Circolo”, ristorante della frazione, a nome di tutta la comunità. Il gesto del luinese, grazie anche al supporto di altri cittadini, ha permesso di rimuovere la spazzatura da giorni accumulata fuori dalle abitazioni e portare in quota i beni di prima necessità fondamentali per la sopravvivenza del borgo in questo periodo di grande disagio.

La giornata di sabato è stata però importante anche per un altro avvenimento legato al futuro di Monteviasco, l’annuncio della consigliera provinciale ai Trasporti, Paola Reguzzoni, che ha di fatto risposto al desiderio di Cipriano, e di tutte le persone che hanno contribuito al suo progetto in collaborazione con la società Volitalia, di avvicinarsi ad una svolta che sia davvero decisiva per la comunità di montagna, isolata dal giorno della tragedia che ha portato alla morte del sessantenne Silvano Dellea. Grazie ad un accordo raggiunto da Villa Recalcati prima delle vacanze natalizie, questo il messaggio della consigliera, affidato alle pagine di Malpensa24, la società AVT, partecipata del comune di Varese, sarebbe pronta a farsi carico della gestione della funivia, tagliando così i tempi ancora incerti della burocrazia per il ritorno alla normalità.

Un annuncio che tuttavia, con riferimento a specifici passaggi contenuti nella dichiarazione a sorpresa della consigliera, ha suscitato più di una perplessità in Gianfranco Cipriano, al rientro dal pomeriggio dedicato all’emergenza del borgo e da tempo particolarmente sensibile alla causa della frazione di Curiglia. Tutti i suoi dubbi, correlati inoltre ad una nuova controproposta per il rinnovato periodo di attesa che gli abitanti stanno già scontando, sono contenuti nella lettera inviata alla redazione che riportiamo di seguito in forma integrale.

Ho letto con sorpresa l’articolo di sabato sera su Malpensa24, apparso in un inconsueto momento, in merito alla ventilata soluzione ai problemi dell’impianto funiviario di Monteviasco. Mi riferisco al comunicato scaturito dalle dichiarazioni della consigliera provinciale ai Trasporti Paola Reguzzoni, la quale esordisce con queste parole: ‘La funivia di Monteviasco riparte grazie alla provincia di Varese‘, e dopo poche righe insiste, ‘Ora però è stata trovata la strada per risolvere la questione. E questo grazie all’intervento della Provincia di Varese che ha così rotto l’impasse’. La nota, quindi, si conclude rincarando la dose: ‘Una situazione, quella della ripresa dell’attività dell’impianto, che è rimasta così bloccata. Finché Villa Recalcati, durante una riunione in Prefettura avvenuta qualche giorno prima di Natale, si è presa l’onere, pur non avendo competenze, di trovare un percorso che portasse alla soluzione positiva. E così è stato fatto’.

La soluzione descritta nel pezzo, che prospetterebbe di risolvere il problema nelle prossime settimane, è però cosparsa da vari condizionali. ‘L’impianto di salita e discesa da Monteviasco dovrebbe passare sotto la gestione dell’AVT, la società partecipata del comune di Varese che già si occupa della funicolare del Sacro Monte’. Segue: ‘E’ questa l’intesa raggiunta proprio qualche giorno fa, e che ora dovrà essere affinata e resa concreta’. Altra incognita, i costi. Ecco il virgolettato della Reguzzoni: ‘Investimenti che, pur non avendoli ancora quantificati, non dovrebbero essere eccessivi, e permetteranno così alla funivia di essere allineata con tutte le prescrizioni previste per essere a norma’.

Questo racconto piacevolmente ottimistico lo apprendo pur sapendo che, fino a poco prima, pareva Regione Lombardia, nella persona del consigliere Cosentino, ad occuparsi della questione, e della necessità di elargire i fondi necessari per ristabilire la normalità della funivia. Per quanto ne so, comunque, e credo di essere ben informato, la sopracitata società dovrebbe prendere in carico l’impianto, quindi assumere dipendenti e quant’altro, per un’attività di pochi mesi, forse due o tre, per poi partecipare ad una gara pubblica che potrebbe anche non aggiudicarsi. Tutto ciò mi lascia molto perplesso, in quanto dubito che l’AVT accetti senza riserva tale incombenza.

Dato che sono abituato a fare proposte, dopo eventuali critiche, credo che la soluzione più sensata e percorribile sia quella di far intervenire un elicottero ogni tre settimane, fino alla definitiva assegnazione dell’impianto, visto che la soluzione ipotizzata dalla Provincia consentirebbe, almeno inizialmente, solo il trasporto di cose e non di persone. Dettaglio non trascurabile e non riportato nell’articolo. Degno di nota negativa poi, se mi permettete, è come viene descritto l’incantevole borgo di Monteviasco: ‘La frazione non è altro che un pugno di baite che si affaccia sulla Val Veddasca‘. Il dubbio mi rimane: uno spot per la Provincia o pochi giorni alla soluzione con il dovuto merito? Alla fine di gennaio manca poco, avremo presto la risposta.

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