Valganna | 6 Gennaio 2019

Valganna, il Canadair blocca nuovamente l’incendio. Continua il monitoraggio

Le operazioni, dopo gli ultimi sopralluoghi di oggi, dovrebbero terminare in giornata. Il grande lavoro da parte degli uomini che hanno a cuore il territorio

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Aggiornamento ore 17.15

Grazie al lavoro del Canadair è stato domato il focolaio che aveva ripreso a bruciare i boschi del monte Martica. Il mezzo aereo è così rientrato alla base, dopo un intervento di due ore circa. Sul posto oltre ai vigili del fuoco, alle squadre antincendio boschive e alla Protezione Civile, anche il sindaco di Induno Olona, Marco Cavallin (sua la foto di copertina). Questa notte rimarrà un presidio di cinque vigili del fuoco con due automezzi a tutela dell’abitato dell’Alpe Cuseglio.

Aggiornamento ore 15

Intorno alle 14.45, a causa del vento che si sta alzando nelle zone della Valganna, un nuovo focolaio, probabilmente nel territorio di Bregazzana, ha preso vigore. Nuovamente operative le squadre antincendio, i vigili del fuoco e la Protezione Civile, dopo la chiusura delle operazioni avvenute intorno alle 12. Sul posto sta arrivando anche il Canadair, visto che l’elicottero avrebbe problemi a sorvolare la montagna a causa delle raffiche e della posizione impervia da raggiungere. Il campo base di San Gemolo ancora attivo.

Aggiornamento ore 11.30

È proseguito tutta la notte il lavoro degli operatori. L’abitato dell’Alpe Cuseglio è stato presidiato da una squadra di vigili del fuoco che, durante la nottata, ha spento alcune ceppaie, mentre alcuni volontari A.I.B hanno monitorato la situazione nella zona boschiva.

Gli specialisti del nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) dei vigili del fuoco, hanno effettuato degli ulteriori sorvoli con i droni, grazie alle immagini acquisite con telecamera termica (dispositivo che permette di convertire in immagini, le differenze di temperature emesse dagli oggetti) è stato possibile escludere particolari problematiche.

Questa mattina, invece, si è svolto un briefing al campo base di San Gemolo tra tutti gli enti e il D.O.S. (Direttore Operazioni di Spegnimento). Nella giornata odierna è prevista la chiusura delle operazioni.

Aggiornamento ore 10.30

Dopo le grandi preoccupazioni di ieri mattina, con le fiamme scese fino a fondovalle in Valganna, con il passare del tempo ed il grande lavoro dei sette mezzi impiegati, quattro Canadair e tre elicotteri, e degli operatori da terra, già a metà giornata aleggiava un certo ottimismo nel campo base di San Gemolo, da dove in questi giorni sono state coordinate gli interventi di spegnimento dell’incendio sul monte Martica.

Fortunatamente il vento non ha fatto capolino e anche le azioni di bonifica del territorio colpito dalle fiamme sono state portate a compimento, fino al sopraggiungere del buio nel tardo pomeriggio di ieri. Oltre cento operatori tra vigili del fuoco e volontari A.I.B. hanno lavorato alacremente in queste ore e sono riusciti, anche grazie ai circa cento lanci dai mezzi aerei, ad avere la meglio sull’incendio che ha bruciato e distrutto circa 200 ettari di area boschiva.

Questa mattina, il briefing in loco, per capire lo stato della situazione: grande il sollievo dei Dos, dei vigili del fuoco, delle squadre antincendio boschivo e della Protezione Civile, nel constatare che tutto fosse sotto controllo. Probabilmente nelle prossime ore, effettuati gli ultimi sopralluoghi, le operazione termineranno.

Nel frattempo, durante le operazioni, sono iniziate le indagini condotte da parte dei Carabinieri forestali e dalla Procura della Repubblica di Varese, coordinate da Daniela Borgonovo. Sono da accertare, infatti, le cause che hanno innescato l’incendio, ma al momento non emerge nessun dettaglio. Difficilmente, infatti, si tratta di autocombustione e il rogo, partito dalla zona della Motta Rossa, è stato fatto partire da qualcuna.

Non necessariamente da un piromane, che si muoverebbe con l’intento di danneggiare ambiente, comunità ed economia montana, anche se al momento l’ipotesi non è scartata, ma potrebbe essere anche colposo, vale a dire che si è scaturito per motivi accidentali e non voluti. Saranno le indagini a chiarire quanto avvenuto, ma sicuramente non sarà facile trovare il colpevole, mentre continua l’allerta codice rosso sui rischi degli incendi boschivi.

Lo spegnimento delle fiamme e il presidio nella notte

La cronaca di ieri, sabato 5 gennaio

Un lavoro, sia da terra che dal cielo, che è stato a dir poco lodevole ed è continuato nel corso di questi duri giorni con il solo obiettivo di tutelare l’ambiente e garantire l’incolumità alle comunità dell’Alto Varesotto. Squadre antincendio boschivo, vigili del fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine e soccorritori, in prima linea, per gestire l’emergenza e domare le fiamme. Missione compiuta.

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