Valganna | 4 Gennaio 2019

Incendio in Valganna, la stima di Coldiretti: “Quindici anni per ricostruire il bosco”

L'associazione interviene per un primo bilancio sui danni causati dalle fiamme. "Manca la prevenzione, investire nel territorio anche per la sorveglianza"

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Dopo la conclusione delle operazioni di spegnimento delle fiamme, che dalla serata di ieri hanno interessato il Monte Martica e successivamente la Valganna, tramite un comunicato Coldiretti regionale interviene per un primo bilancio delle conseguenze che l’evento sta producendo.

L’incendio è infatti ancora in corso su due fronti, e sul posto fino a poco fa erano al lavoro senza sosta trenta vigili del fuoco, affiancati da un centinaio di volontari AIB di Comunità Montana del Piambello e dall’azione continua di due canadair e due elicotteri, che per tutta la giornata hanno sorvolato l’area per contrastare il rogo ed evitare che potesse raggiungere le abitazioni del vicino Alpe Cuseglio. Con il sopraggiungere del buio, però, hanno dovuto terminare le loro operazioni, che riprenderanno domattina.

Nel frattempo, invece, “Ci vorranno almeno quindici anni per ricostruire il bosco andato a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento al rogo divampato sul Monte Martica, dopo che la sala operativa di Regione Lombardia aveva emesso un avviso di moderata criticità per la persistenza di condizioni meteorologiche favorevoli all’innesco e alla propagazione di incendi boschivi.

“Il fuoco – sottolinea Coldiretti – ha pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità con animali morti e piante distrutte, e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Nelle foreste andate a fuoco – precisa ancora l’ente – saranno impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi”.

Un costo che l’Italia è troppo spesso costretta ad affrontare perché, dal punto di vista dell’associazione, manca l’opera di prevenzione nei boschi a causa dell’incuria e dell’abbandono forzato. “Per difendere il bosco italiano – conclude Coldiretti – occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti dei piromani”.

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