Maccagno con Pino e Veddasca | 29 Novembre 2018

Maccagno con Pino e Veddasca, 800mila euro da Regione per rivoluzionare il Giona

Interessata una gran parte del corso d'acqua lungo il centro abitato. Il sindaco Passera: "Grande soddisfazione, ma servono 50mila euro all'anno per la manutenzione"

Maccagno con Pino e Veddasca, 800mila euro da Regione per rivoluzionare il Giona
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Era il settembre 2017 quando il sindaco di Maccagno con Pino e Veddascsa, Fabio Passera, tuonava contro Regione Lombardia e l’allora Governatore Roberto Maroni, denunciando i rischi che i suoi cittadini, quotidianamente, vivevano nel centro abitato del paese lacustre a causa delle condizioni del fiume Giona.

Oggi, dopo il primo intervento di messa in sicurezza del corso d’acqua e per la rimozione del materiale alluvionale, avviato nello scorso aprile (circa 150mila euro), Regione Lombardia ha totalmente finanziato un altro progetto, il secondo, di ben 800mila euro. Venerdì scadranno i termini del bando per la presentazione delle domande per l’assegnazione dei lavori, dopo l’affidamento del progetto esecutivo, redatto dalla studio Majone e Associati di Milano.

Per gli 800mila euro messi a disposizione ben 600mila sono inerenti ai lavori a base d’asta, per uno degli interventi più importanti degli ultimi anni lungo il fiume Giona: diversi i lavori in programma tra lo scavo del torrente, la sistemazione delle briglie e dei muri laterali e il materiale da portare via. Sarà la ditta che vincerà il bando ad occuparsene in toto.

Più nel dettaglio, però, il cantiere che sarà aperto nei prossimi mesi andrà a rivoluzionare l’intero Giona: un consistente lavoro di pulizia e dragaggio sarà effettuata dal punto in cui la linea ferroviaria interseca con il fiume fino al depuratore, mentre nell’area nei pressi del Museo Civico “Parisi Valle”, 4mila metri quadrati circa, sarà costruito un selciatone che andrà a uniformare il letto del torrente.

Questi lavori saranno utili per gestire le criticità create dal materiale che scende a valle, sedimenta e alza il livello del fiume. L’acqua, infatti, arrivando ai piedi del museo, durante le forti piogge, non sempre riesce a defluire a causa della grande mole di piante e legno vario e, come avvenuto nel 2004, c’è il rischio di esondazione, che potrebbe causare non pochi problemi e disagi ai residenti della zona, creando una piccola “diga” sotto il museo.

Nell’ultimo tratto di Giona, dal Museo alla foce verso il lago Maggiore, infatti, vi è poca pendenza e l’acqua scorre mediamente a lento andamento. Questo significa che il flusso non avrà mai la forza di trascinare con sé il materiale smosso dagli argini, dalla sorgente verso il centro cittadino. Così il selciatone che verrà realizzato, avendo anche una maggiore pendenza, aumenterà la velocità del flusso e permetterà al legname vario di andare verso il lago senza problemi, permettendo anche una sorta di attività di “auto-pulizia”.

C’è grande soddisfazione per i fondi che Regione Lombardia ha stanziato, con l’obiettivo di risolvere la nostra emergenza – spiega il sindaco Fabio Passera -. Significa che ha creduto in modo importante a mettere in sicurezza il nostro centro abitato. Il Giona, però, soffre di parecchi problemi, anche a monte, dove il terreno non è in perfette condizioni. Questo è un lavoro importantissimo, ma mi auguro che da Milano non facciano in modo che sia solo un lavoro spot. Noi crediamo che servano 50mila euro ogni anno, per garantire la giusta manutenzione, e non dover intervenire in fretta e furia, ogni dieci anni, per i pericoli imminenti che potrebbero capitare”.

I lavori, che saranno assegnati nei prossimi giorni, potrebbero partire ad inizio 2019 e la loro conclusione, da quanto si apprende da fonti comunali, dovrebbe avvenire qualche mese più tardi, in primavera. In estate, infatti, il selciatone sarà realizzato a tutti gli effetti: se da una parte garantirà una maggior sicurezza, dall’altra, dal punto di vista turistico, potrà essere un posto dove i bagnanti potranno rinfrescarsi senza pericoli, in uno dei punti più frequentanti dell’Alto Verbano.

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Una replica a “Maccagno con Pino e Veddasca, 800mila euro da Regione per rivoluzionare il Giona”

  1. Paolo A. Pavan ha detto:

    La vera porcata sono i pilastri del museo nell’alveo del fiume. Niente di meglio per far fermare le piante e fare un tappo. Aumento della velocità di flusso? Con qualche centimetro di pendenza in più? Ma non facciamo ridere! “auto pulizia”? Ma per favore! Ai bagnanti, poi piaceva molto la sabbia depositata a lago. Che non ostacola il deflusso delle acque, non il “selciatone”. Si fanno le vaccate e poi si chiedono i soldi per pagarne le conseguenze.

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