Luino | 23 Novembre 2018

Comunità Montana Valli del Verbano, il destino dei Gal infiamma il confronto tra amministratori

Nell'assemblea di ieri il sindaco Ielmini è tornato a chiedere chiarezza sul dissesto dei Gruppi di azione locale. La gestione dell'Ispe tornerà nelle mani dell'ente

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Sicurezza, turismo e cultura sono i temi che troveranno ampio spazio nella tabella di marcia della nuova Comunità Montana Valli del Verbano, i cui rappresentanti, a quaranta giorni dall’elezione del presidente Francesco Paglia, si sono riuniti nella serata di ieri per un primo punto della situazione.

Riconosciuto il clima di intesa, che per il sindaco di Duno mette in luce una gran voglia di fare, e dopo aver rispettato un minuto di silenzio in ricordo di Silvano Dellea, il sessantenne di Dumenza vittima della tragedia consumatasi nei pressi della funivia di Curiglia, dieci giorni fa, la discussione ha però riguardato soprattutto specifici aspetti legati al bilancio dell’ente.

Una questione ha tenuto banco più di tutte rispetto ai cinque punti inseriti all’ordine del giorno: l’approvazione del bilancio consolidato del Gruppo Amministrazioni Pubbliche Valli del Verbano per l’esercizio 2017. Un argomento che ha riaperto vecchie ferite per la lettura attribuita ad un dato in particolare, la perdita di 109mila euro a fronte di una partenza in positivo di 29mila. Torna così d’attualità il destino dei due Gal (Gruppi di Azione Locale), istituiti nel 2009 come il prodotto di una strategia di sviluppo indirizzata verso il futuro delle cosiddette “aree svantaggiate”. Un’esperienza conclusasi con il dissesto economico delle due società promotrici, Gal Valli del Luinese e Gal dei Laghi e della Montagna, e con il successivo processo di liquidazione attivato nel 2016. Già due anni fa il fallimento delle due srl aveva generato accesi dibattiti in assemblea sulle ragioni del crollo e sulla presunta mancanza di monitoraggio da parte della maggioranza.

Oggi come allora, il sindaco di Laveno, Ercole Ielmini, non ci sta ad archiviare la faccenda Gal prima del dovuto, ovvero senza che i soggetti incaricati della gestione delle due società abbiano risposto con precisione in merito agli scompensi di carattere finanziario generati, “indipendentemente dalle modalità di transazione che gli istituti bancari decideranno o meno di accogliere“. Inequivocabile la posizione di Ielmini, tanto da diventare, poco dopo l’intervento, la motivazione per il voto contrario sull’approvazione del bilancio consolidato, che passa inoltre con l’astensione degli amministratori di Dumenza, Grantola e Porto Valtravaglia (ventitré in tutto quelli presenti ieri sera presso la sede di via Asmara).

Ma il giudizio sul bilancio, come anticipato da Paglia in apertura di seduta, si è rivelato fondamentale per un altro passo compiuto ieri dal nuovo corso dell’ente, questa volta varato all’unanimità: il rientro delle competenze affidate all’Istituzione Servizi alla Persona Valli del Verbano (ISPe) sotto l’ala di Comunità Montana.

“Su questo fronte puntiamo a garantire continuità di servizio e maggiore soddisfazione dei comuni – ha spiegato il presidente Paglia – ma anche avanzamenti di carriera e rinnovi contrattuali per quella parte di personale bloccata per il superamento del limite temporale di attività. Quello dell’ISPe è un ruolo delicato – ha precisato ancora il primo cittadino di Duno – che incide sul percepito delle persone e sui bilanci delle amministrazioni. Per questi motivi l’attenzione alle modalità con cui si procede è massima. La reinternalizzazione semplificherà inoltre le fasi burocratiche, consentendoci di proporre ai comuni una modalità operativa più definita. Indagheremo in questo senso su punti di forza e debolezze, tramite un questionario che sarà distribuito nei singoli territori, per avere un’idea completa del nuovo scenario entro la fine dell’anno“.

Soddisfatto per l’impostazione del reintegro l’ex presidente Giorgio Piccolo, il quale ha inquadrato l’operazione come la strada migliore da percorrere. Ok alla reinternalizzazione dell’ISPe anche da parte di Ercole Ielmini, che accantonato il tono polemico ha però avvertito: “Non sottovalutiamo la procedura, che in caso di sviste o calcoli azzardati, circa i servizi gestiti o meno in forma autonoma dai comuni, può condurre a duplicati e costi aggiuntivi per i comuni stessi”.

Ma approfondire le problematiche e le esigenze di tutti è una priorità assoluta all’interno di questa fase, come ha ricordato anche l’assessore luinese Simona Ronchi, citando l’intenzione di creare un nuovo dialogo con i dipendenti per riorganizzare con equilibrio le risorse. Se ne riparlerà dunque nelle settimane a venire, dati alla mano, mentre già il prossimo giovedì l’assemblea sarà nuovamente al lavoro per smaltire tutte le pratiche inerenti il comparto economico e finanziario della struttura.

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