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Luino | 17 Novembre 2018

Luino, Checco Pellicini e i Legnanesi: “Dopo tanta gavetta ora una bellissima sfida”

L'artista luinese, dopo il debutto nei primi spettacoli insieme alla nota compagnia teatrale, si racconta a 360° tra lavoro, passione, affetti di famiglia e futuro

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Dopo aver archiviato il successo del Festival della Comicità della scorsa estate e con il Festival dei Laghi lombardi in corso in tutto il territorio regionale, Francesco Pellicini, uno dei protagonisti e direttore artistico delle rassegne, traccia il quadro della sua carriera artistica fino a questo momento.

Dopo la direzione artistica del Teatro Pasta di Saronno, Pellicini da qualche giorno ha debuttato sul palco entrando a far parte della famosissima compagnia teatrale “I Legnanesi”, che da anni ormai porta in scena le avventure della famiglia della Teresa, riscuotendo un enorme successo in numerosi teatri del nord Italia.

Proprio per questo siamo andati ad intervistarlo, e così si è raccontato a 360 gradi parlando non solo della gavetta che ha fatto in tutti questi anni, ma anche facendo riflessioni riguardanti la sua carriera e il traguardo che oggi ha raggiunto, senza dimenticare un pensiero di grande affetto nei confronto del padre, il compianto senatore Piero Pellicini.

Ecco l’intervista.

Francesco, come stanno andando questi primi spettacoli?

Dopo l’emozione, quando mi hanno proposto di entrare a far parte dei legnanesi, posso dire di essere molto orgoglioso di come stanno andando le cose. Faremo centosessanta date durante l’anno, un grande impegno, ma sono soddisfatto. Provasio penso mi abbia scelto in modo particolare per la passione e perchè sa che da anni faccio questo mestiere. È una bellissima sfida che mi onora fortemente: mettere in scena gli spettacoli dei legnanesi è molto gratificante. Il loro è un messaggio nobile e diretto, che arriva dritto al pubblico. Sono onorato di questo, sarà dura e difficile conciliare tutti gli impegni, ma ce la farò.

Come hai preso la proposta di entrare tra i legnanesi quest’estate?

Beh, entrare a far parte di una delle compagnie teatrali delle tradizione lombarda più importanti in Italia mi ha reso contento, ma allo stesso tempo mi ha impaurito perché è una cosa che mi ha totalmente cambiato la vita. Per me è una consacrazione artistica dopo anni di gavetta, sacrifici e tanto lavoro. È un bel momento per me a livello lavorativo, anche se non è facile coniugare famiglia e quotidianità. Saremo in giro cinque giorni su sette fino all’anno prossimo.

Oltre a questo, stai portando avanti altri progetti artistici?

Sì, ho avuto il piacere di collaborare con Andrea Vitali, uno degli scrittori oggi più considerati e che vende di più in Italia, e ora presenta un racconto inedito, “La notte della vigilia di Natale”. Andrea mi ha chiesto di recitarlo e leggerlo insieme a lui, anche questa proposta mi ha onorato tanto. Venendo dall’arte della canzone teatro apprezzo molto il suo lavoro. Un plauso al Premio Chiara che lo ha scoperto: da medico comasco ad artista pluripremiato a livello nazionale.

E invece come sta andando l’esperienza al Teatro Pasta?

Dopo un inizio difficile, dettato anche dalla difficile situazione in cui versava, la scorsa stagione teatrale è stato un autentico successo, con il record di incassi dal 1990 ad oggi. Quasi 100mila euro di utile solo dalla stagione teatrale, e ben 140mila euro in tre anni grazie ad un bando vinto della Fondazione Cariplo, che dici hanno permesso di ristrutturare la struttura.

E l’esperienza con il Festival della Comicità e dei Laghi Lombardi?

Un grande successo quest’estate, con decine e decine di spettacoli in tante piazze e teatri riempiti su tutto il territorio. Qui a Luino il fascino del Parco a Lago ha regalato un concerto di primissimo livello grazie all’arte di Fabio Concato, peccato per la pioggia. Il Festival dei Sette Laghi invece sta andando alla grande, con artisti di fama nazionale che compongono un cast stelllare. Un bel mix questi due festival, che ci portano ad organizzare in Lombardia eventi apprezzati e di successo.

Come riesci a coniugare tutti questi impegni?

Non è facile per me gestire tutto, mi aiutano quattro persone formidabili e pazienti, che mi stanno vicine per dividere impegni e lavoro, costantemente. Sono veramente contento, ma faccio mio quello che mi diceva il grande “Rombo di tuono”, Gigi Riva: “Ho fatto tantissime cose, ma il mio più grande rammarico è non averle condivise con la mia famiglia”. Mi sarebbe piaciuto condividere con mio padre questo momento, che mi avrebbe dato una grande forza e sarebbe stato felice di me. Ma è questa la vita.

Cosa ti diceva?

Da ragazzo mi diceva di smettere di fare il pirla, di smettere di andare in giro per le osterie con Nanni Svampa. Mi sgridava, dicendomi di mettere la testa a posto, poi invece quando ha capito che era quello che volevo fare è diventato veramente il mio primo fan. Sono convinto che se oggi fosse qui con noi se la ghignerebbe di brutto a pensare di avere tre figli così: uno serissimo, diventato sindaco e che ha proseguito la sua carriera, l’altro filosofo, grande professore e sportivo, e l’altro ancora… che sono io.

E tornando a Luino, che aria si respira sul lago?

Secondo me ci aiuta molto la tradizione, anche se Dario Fo un giorno ha detto che tutti i matti sono a Luino. Il maestro Salvi dice che è una questione di contrabbando, Iacchetti che è l’onda lunga del mare… il lago sbatte sulle rive e ti colpisce in testa e qualcuno è riuscito a farsi venire idee molto interessanti che hanno portato anche a scrivere romanzi. La noia, il paesaggio e il lago stesso, soprattutto in inverno, ti spingono ad aver voglia di fare qualcosa di diverso, dandoci così un grande spirito di appartenenza e di arte.

Infine, cosa consiglieresti ai ragazzi che vogliono diventare comici?

Anzitutto bisogna avere grande perseveranza, credere nelle proprie potenzialità. Fondamentale è fare esperienze fuori Luino, soprattutto a Milano. Ci vuole passione, ma inutile negarlo, bisogna avere bravura e grandi doti. Bisogna fare proprio quello che ci circonda qui a Luino. Se ci si riesce è il top, un grandissimo punto di partenza.

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