“Così non si può andare avanti. Il servizio offerto da Trenord sulla linea ferroviaria Luino – Gallarate è una vergogna nazionale“. Con queste parole inizia il duro sfogo del sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che fa seguito alle tante lamentele dei pendolari raccolte in questi mesi, dove soppressioni, ritardi e disagi sono ormai all’ordine del giorno, a discapito di tutti i cittadini del territorio.
“Oggi, per far fronte alla quotidiana indecorosa soppressione di treni – spiega il sindaco luinese -, l’azienda ha deciso di sostituire alcune corse con gli autobus. Si va, dunque, a colpire un territorio, quello del Nord della provincia di Varese, già molto penalizzato sul fronte della mobilità e dei trasporti”.
“Confidiamo, quindi – continua il primo cittadino -, nell’azione del Presidente Fontana, al quale alcuni giorni fa ho scritto domandando un incontro urgente tra Regione, Trenord e sindaci dei comuni insistenti sulla linea Luino – Gallarate. Pretendiamo, infatti, di sapere se Trenord abbia o meno un piano aziendale per uscire da questa disastrosa situazione. Nel frattempo, appoggiamo fortemente la richiesta del Presidente Fontana di avere molte più risorse dal Governo per sostenere il trasporto locale nella regione più forte d’Italia”.
“I nostri lavoratori pendolari e gli studenti non possono continuare ad essere trattati in questo modo – conclude Pellicini -. A subire un grave danno non sono soltanto loro ma tutto il sistema competitivo lombardo. È assurdo che si buttino al vento miliardi di euro per misure assistenzialistiche come quelle previste nella Finanziaria e si decida, al contempo, di colpire la parte del Paese che lavora e produce”.
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Tutti vediamo che ogni 10/15 giorni la linea rimane interrotta per frane o problemi con i tuttora esistenti passaggi a livello. E pensare che su questa linea a binario unico fra meno di due anni dovranno passare un centinaio di treni merci porta container lunghi anche un chilometro (AlpTransit).
Chissà se gli amici Svizzeri, tra un traforo e l’altro (Gottardo prima ed ora Monte Ceneri) vorranno – finalmente – riflettere sulle scelte fatte. Parliamo di un investimento svizzero di circa 40 miliardi di franchi speso per una linea inaffidabile, oltretutto a binario unico.
Se oggi le ferrovie proteggono il traffico passeggeri con degli auto pullman come provvederanno ai 70/100 chilometri di carri merci giornalieri? Alcune note su: https://www.luinonotizie.it/2017/03/07/alptransit-lettera-redazione-piu-un-rinascimento-un-vero-harakiri/115894