Germignaga | 16 Ottobre 2018

Germignaga, su un filo di seta era tessuta la vita di un intero paese

L’ex setificio Stehli è ancora lì, lambito dalle acque della Tresa, imponente come allora, ma inerme, come un gigante assopito. Una mostra per riscoprirlo

Germignaga, su un filo di seta era tessuta la vita di un intero paese
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Saranno gli oggetti, le immagini, i ricordi a raccontare la storia, a ripercorrere un itinerario mai dimenticato da coloro che hanno vissuto direttamente quell’epoca e a ricostruirne le tappe anche da parte di coloro che ne hanno solo sentito parlare dai familiari, dai vicini di casa , dagli amici.

È la storia di un glorioso passato industriale che, nell’epoca in cui il paternalismo aziendale addolciva la dura vita di coloro che si alternavano nei turni al setificio Stehli, permetteva a un intero territorio di godere di una certa prosperità. Ed è grazie alla caparbietà di coloro che dell’amore per la storia, soprattutto di quella vissuta all’ombra della quotidianità, ma che spesso si intreccia con quella delle grandi vicende, in grado di segnare le epoche e i cambiamenti della società, che Germignaga si appresta a riportare alle luci della ribalta le vicende del tessile nel luinese.

Sono stati mesi di intensa e minuziosa ricerca di documenti e fotografie, di indagini quasi investigative, per ricostruire, attraverso le testimonianze dirette, quel mondo di instancabile laboriosità che solo negli ultimi anni ha dovuto lasciare il posto alle inesorabili e impietose leggi di mercato. L’ex setificio Stehli è ancora lì, lambito dalle acque della Tresa, imponente come allora, ma inerme, come un gigante assopito, in attesa di trovare il modo per risvegliarsi da un sonno che dura ormai da alcuni anni.

Eppure, come uno scrigno prezioso, ha rivelato e restituito brandelli di vita, di sogni, di vicende vissute da donne, uomini, ragazze poco più che bambine che si avvicinavano al mondo del lavoro e che in quell’industria tessile avevano trovato una forma di emancipazione dalla vita contadina del tempo.

Sul prezioso tessuto della memoria si è sviluppata la mostra che sarà inaugurata sabato 20 ottobre, alle ore 10, presso il Cinema Teatro Parrocchiale Italia e sarà anche l’occasione per presentare il libro “ Terra di seta”, curato dagli storiografi germignaghesi Renzo Fazio e Alessandro Pisoni. In realtà si tratta di un progetto ben più articolato, che, sempre nella giornata di sabato, vedrà la visita guidata all’esposizione presso l’ex Colonia elioterapica, mentre alla sera, alle ore 21, si tornerà al Cinema Teatro Italia per assistere alla proiezione del video documentario “Gli Stehli – Una storia”, per la regia di Valentina Malcotti, realizzato dal gruppo di cittadini che hanno partecipato ai laboratori del progetto triennale “Limes” ideato dal Teatro Periferico di Cassano Valcuvia.

Ma il tutto non si esaurirà nella sola giornata di sabato, perché tutta la settimana sarà possibile non solo visitare la mostra, ma anche partecipare ad una serie di iniziative collaterali, tutte presso l’ex colonia elioterapica: mercoledì 24, alle 20.30, una serata sul baco da seta e sui gelsi; venerdì 26, alle 20.30, serata su moda e riconoscimento dei tessuti pregiati, a cura degli ex tecnici Stehli e delle sarte di Germignaga. Domenica 28, a partire dalle ore 16, giornata di gioco, attività e spettacolo per bambini.

Orari di apertura della mostra: tutti i giorni dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19. Le visite guidate per le scuole saranno possibili lunedì 22 e venerdì 26 dalle 9 alle 12. La chiusura della mostra è fissata per lunedì 29 alle ore 20.

Tutti gli eventi sono gratuiti e non occorre iscriversi, ma per la serata moda, il pomeriggio bambini e le visite guidate è gradito un avviso-prenotazione via mail a rapatidino@gmail.com oppure chiamando il 329 4483940.

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Una risposta a “Germignaga, su un filo di seta era tessuta la vita di un intero paese”

  1. Paolo A. Pavan ha detto:

    Bello pensare al passato fecondo. Ma triste perché certa gentaglia ha distrutto il tessuto industriale del paese. E continua a farlo anche adesso che il loro committente è morto da trent’anni. Segno che la popolazione di gente che lavorava a testa bassa è stata soppiantata un branco di fannulloni. Le inesorabili e impietose leggi di mercato c’entrano fino a un certo punto. Figlio di uno che agli Stehli lavorava di giorno, di notte, al sabato e alla domenica, come tanti, ormai purtroppo estinti. Questa è la prima cosa che va detta.

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