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Laveno Mombello | 30 Settembre 2018

Laveno Mombello contro fascismo e razzismo, stop ad attività e eventi su aree pubbliche

Le modifiche ai due regolamenti approvati senza minoranza. Il capogruppo consiliare Francesco Anania: "Fondamentale la difesa dei valori della democrazia"

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Il comune di Laveno Mombello, nel consiglio comunale dello scorso 27 settembre, ha modificato due regolamenti comunali, quello per “l’applicazione della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche e per la disciplina delle relative occupazioni” e quello per “utilizzo degli immobili di proprietà comunale“.

L’obiettivo, come si legge sulle delibere, è quello di preservare la piena attuazione dei principi e dei valori della Costituzione nell’ambito delle iniziative pubbliche che interessano la comunità locale, visto l’intensificarsi della minaccia neofascista in Italia e nel mondo e del fenomeno dei razzismi e della xenofobia.

Così, nel primo regolamento citato, sono state “vietate le occupazioni per iniziative che possano anche indirettamente implicare la lesione dei diritti e delle garanzie fissati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dalla Costituzione della Repubblica italiana e dal complessivi quadro normativo internazionale, volti a sancire il divieto di condotte riconducibili al fascismo, a regimi totalitari o alle discriminazioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di disabilità di orientamento sessuale e identità di genere e di ogni altra discriminazione prevista dalla legge”.

Nel secondo caso, invece, per quanto riguarda l’utilizzo degli immobili di proprietà comunale, il Municipio non concederà spazi o aree pubbliche per lo svolgimento di conferenze, incontri e manifestazioni di qualsiasi natura alle organizzazioni ed associazioni che direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali fascisti, alla sua simbologia, e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale, o per ragioni di lingua, di opinioni politiche, o per condizioni personali o sociali”.

In entrambi i casi, chi vorrà utilizzare le aree pubbliche o gli immobili comunali, da oggi dovrà presentare una dichiarazione in cui si impegna a rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana, secondo la quale “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”, e di ripudiare il fascismo ed il nazismo”.

Se Biddau (Fronte Nazionale – ora Indipendente) ha abbandonato la seduta in apertura (prima del primo punto all’odg) dopo aver letto una dichiarazione in polemica con la modifica antifascista, Giacon e De Bernardi hanno abbandonato l’aula durante il punto numero 5, che riguardava la presentazione del Documento Unico di Programmazione.

Così le modifiche sono state approvate dalla sola maggioranza, votate poco dopo l’intervento del capogruppo consiliare Francesco Anania. “Con queste modifiche confermiamo e valorizziamo la cultura democratica e civile che caratterizza, da sempre, Laveno Mombello. La decisione nasce dal presupposto che non possa essere concesso l’utilizzo degli spazi pubblici a chi professa apertamente valori contrari a quelli del rispetto dell’altro, delle diversità e dei valori democratici sui quali deve fondarsi la nostra società. E che chi chiede spazi pubblici debba conoscere e rispettare le norme che sanzionano anche sotto il profilo penale l’apologia di fascismo. Un’ideologia che è stata nefasta per il nostro Paese, basata sulla negazione della democrazia e dell’uguaglianza delle persone, sulla limitazione dei diritti, sull’oppressione dei diversi”.

“Come già hanno fatto altri comuni italiani – continua Anania -, questo è un segnale forte che Laveno Mombello intende dare contro un pericolo sempre presente nella società, ma è anche indubbio come gli ultimi tempi abbiano visto la minaccia neofascista diventare più forte e le manifestazioni e gli episodi di intolleranza, in particolare a sfondo razzista e xenofobo, diventare più frequenti nel nostro Paese ma non solo. Una situazione segnalata anche dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, che nelle scorse settimane inquadrando tutto il contesto europeo ha perfino manifestato l’intenzione di inviare personale delle Nazioni Unite in Austria e Italia, e parlando in particolare del nostro Paese, allo scopo di valutare il netto aumento segnalato di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di origine africana e rom”.

“In questi giorni si ricorda l’entrata in vigore in Italia delle leggi razziali, avvenuta 80 anni fa, una delle pagine più nere della storia italiana responsabilità del fascismo. L’approvazione di queste norme regolamentari a pochi giorni da questo anniversario ci consente, infine, di rafforzare anche attraverso la memoria, la difesa dei valori democratici e repubblicani“, conclude il capogruppo di maggioranza.

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