A poco più di dieci mesi dalla chiusura, che ha portato dietro sé una grande sconfitta per tutto il territorio dell’Alto Varesotto, con il trasferimento di decine e decine di ospiti ed il licenziamento del personale, sembra si stia muovendo qualcosa per far rinascere la RSA Albertini Vanda di Agra.
A nulle erano valse le oltre 2mila firme raccolte a tutela della struttura, che non erano riuscite a mantenere aperta la casa di riposo. Nel giro di pochi anni, però, la Albertini Vanda aveva visto crescere il numero di anziani, facendosi largo tra la comunità luinese e piano piano riuscendo a conquistarsi la fiducia di tante famiglie che hanno affidato i loro cari nella mani degli operatori sanitari che, a detta dei parenti, non hanno mai fatto mancare nulla agli anziani.
I politici, sia a livello locale sia regionale, si erano mossi per provare a scongiurare la chiusura, con continui tiri e molla che, alla fine, hanno causato solo grande malcontento tra la popolazione. Il riferimento non riguarda solo le persone interessate che avevano dovuto portare i propri cari anche a decine di chilometri di distanza, affinché venissero accolti in altre strutture adeguate, ma anche tutta la comunità del territorio.
“Oggettivamente, tre anni fa la struttura è stata aperta – commenta l’ex direttore della RSA Vanda Albertini, Fausto Turci -, riempita di anziani assistiti almeno bene come quelli di altre strutture del territorio, e lo scorso anno chiusa perché non ha ricevuto il sembra promesso contributo regionale”.
“Da allora – continua Turci – ho cercato di mettere insieme diversi attori per un nuovo progetto che realizzi veramente un polo assistenziale per le valli adiacenti, con una RSA di 32 posti accreditati e contrattualizzati, centro di prima assistenza sanitaria ed ambulatorio per piccoli interventi, un centro diurno di aggregazione sociale per anziani e disabili ed un centro di studio, cura ed assistenza psicopedagogica alle famiglie. Insomma, un punto strategico di cui la politica locale aveva fatto ampia promozione, di fatto poi solo a parole. I fatti che mancano ancora sono risposte della Regione, della Ats e degli amministratori locali”.
Infatti, sembrano mancare i medesimi elementi dello scorso anno, vale a dire il contributo regionale. In questi giorni Regione Lombardia sta pensando alle regole di sistema per i prossimi anni, con la consapevolezza che sono loro gli unici a poter fare davvero qualcosa per il bene dei cittadini del territorio. “Se per il contributo basterebbe quello necessario a fare stare in piedi il conto economico, per il territorio basterebbe mettersi insieme per ottenerlo”, conclude Turci.
Ed è proprio da qui che deve ripartire la politica locale. I presupposti per far rinascere la struttura ci sono tutti, ma bisognerà capire anche quanto gli amministratori locali cercheranno di aiutare la RSA Vanda Albrtini per ricevere il tanto agognato sostegno di Regione Lombardia.
Per leggere tutti gli articoli relativi al caso “RSA Agra”, cliccare qui.
© Riproduzione riservata








Che il problema per la Regione Lombardia sia solo economico ho seri dubbi Sul bilancio della Regione il contributo, non la spesa, è una goccia nel mare. Se si considera il valore per la comunità e le eventuali ricadute non si giustifica il solo problema economico, fra l’alro comparato con le altre Province
Comunque al di la dei commenti Ben venga