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Maccagno con Pino e Veddasca | 8 Settembre 2018

Inaugurato il Monumento ai Caduti di Maccagno, la comunità omaggia i suoi giovani eroi

Una cerimonia che ha visto la presenza di oltre un centinaio tra sindaci, amministratori, forze dell'ordine, alpini e volontari. A partecipare anche il senatore Alfieri

Inaugurato il Monumento ai Caduti di Maccagno, la comunità omaggia i suoi giovani eroi
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Un caldo sole ancora estivo ha accolto il centinaio di persone presenti all’inaugurazione del Monumento ai Caduti, tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, di Maccagno Superiore, per una cerimonia solenne che ha voluto rendere omaggio ai tanti eroi giovani che hanno sacrificato la loro vita per il bene della comunità.

Oggi, come allora, alla presenza di sindaci, autorità, forze dell’ordine, Alpini, Protezione Civile e tanti amministratori di lungo corso del territorio, l’obiettivo, come ha ricordato il senatore Alessandro Alfieri (anch’egli a Maccagno), è quello di tutelare libertà e democrazia, impegnandosi quotidianamente. E la mattinata è stata perfetta con il susseguirsi di interventi, preghiere degli Alpini e canti del Coro Città di Luino (guidato dal maestro Andrea Gottardello), grazie anche all’ottima gestione del noto Piero Rossi.

Dopo i saluti di rito, è stato Rino Marchione, uno dei fondatori della Protezione civile di Maccagno, a scoprire il Monumento, consegnando il tricolore al sindaco Fabio Passera, prima della deposizione della tradizionale corona e della lettura del nome dei caduti, al quale tutti gli Alpini hanno risposto al grido di “Presente”. A benedire sia il Monumento che la corona, è stato don Franco, che ha ricordato la solennità del momento e l’importanza di cerimonie come queste che conciliano la popolazione con sentimenti e pensieri profondi, dando buoni propositi e speranze per il futuro.

“Oggi mi sento di compiere uno dei gesti più belli che un sindaco può fare nei confronti dei suoi cittadini, quello di restituirgli un pezzo della città perché diventi parte della loro quotidianità – ha esordito il primo cittadino di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera -. Non è una cosa che si inventa sui due piedi. Dietro ci sono mesi e mesi di programmazione, di lavoro, di fatiche, di qualche delusione e tantissime gioie”.

Il lavoro di restauro e di riqualifica dell’area, infatti, è iniziato nel 2014, con l’arretramento ricavato all’abbattimento di una porzione dell’edificio che ospitò l’ex Canonica e il superamento della strozzatura della SS 394, che Anas aveva chiesto al comune di farsi carico, all’interno del progetto per i lavori di ammodernamento della medesima arteria stradale tra Colmegna e Maccagno. “Sarebbe rimasto l’unico punto critico non risolto e mi parve normale che anche noi facessimo la nostra parte – continua Passera -. Di questo, ancora una volta, devo ringraziare l’assessore regionale Raffaele Cattaneo che, da maccagnese acquisito, volle fortissimamente portare a termine quell’operazione. Mi spiace non sia qui con noi oggi, ma di certo noi non lo dimentichiamo. In quell’occasione, la Sovrintendenza, oltre a determinare la sagoma dello svincolo per la strada verso la Veddasca, autorizzò l’intervento – ma solo a condizione – di ridisegnare completamente l’accesso pedonale alla Chiesa di S. Materno, per il tramite di una scalinata e di un percorso per persone diversamente abili. E così abbiamo fatto, avendo a cuore innanzitutto la sicurezza dei pedoni”.

Particolare, però, è anche la storia dell’immobile, che l’allora comune di Maccagno nel 1965 aveva ceduto gratuitamente (tra mille mal di pancia della maggioranza di sinistra e con una votazione ottenuta per il rotto della cuffia) alla Parrocchia, per sgravarsi dalla ingenti spese di gestione e che poi, per uno strano scherzo del destino, lo stesso Comune nel 2008 ricomprò.

Ringraziando lo Studio Biason, la Ditta Micheli di Besozzo e il restauratore Marco Catenazzi, il sindaco ha voluto anche ricordare il lavoro di Mario Catenazzi: “All’interno del percorso pedonale, proprio dinnanzi a dove vi parlo, sono stati collocati cinque pannelli in bassorilievo che ricordano diverse vicende delle due grandi guerre del ‘900 e realizzati nel 1976 da Mario Catenazzi, quando fu posata questa stessa statua che ancora oggi campeggia sul Monumento. Mario si definiva un artigiano, ma era un artista vero. Maccagnese doc, aveva provato sulla sua pelle l’orrore della guerra e l’onta della deportazione in Germania. Da attivo componente della locale Sezione dei Combattenti e Reduci, volle regalare al suo paese un’opera che ricordasse le paure e le speranze nate dai due conflitti mondiali. Quei bassorilievi, duramente provati dagli agenti atmosferici, oggi sono stati recuperati in tutta la loro bellezza da Marco Catenazzi, figlio di Mario e restauratore professionista”.

Questo luogo, questo monumento hanno rappresentato tantissimo per il nostro paese, e per Maccagno superiore nello specifico – ha continuato Passera -. Qui si è incrociata la passione politica e la vita della Parrocchia, il ricordo perpetuo dei Caduti e il valore di sentirsi figli di uno stesso Paese. So che mettere mano a tanti simboli del passato è tema complesso e delicato. Ma se c’è una cosa che non mi ha mai fatto difetto è il coraggio di decidere, di prendermi sulle spalle il futuro della mia comunità e di provare a darle una speranza per il futuro”.

Passera, poi, ha voluto ricordare quanto fatto in questi anni: “Da tanti anni questo paese riconosce e premia questa mia capacità e con la stessa, garbata ostinazione, sono qui ancora a sottopormi a testa alta al giudizio della mia gente. In un paese, Maccagno con Pino e Veddasca, che nel frattempo dopo la Fusione dei Comuni è diventato grandissimo, e che in ogni angolo di esso ripone aspettative, speranze che non possono andare deluse. Sarà così, sarà sempre di più così. E’ l’impegno che mi prendo davanti a voi tutti”.

Inoltre, Passera ha aggiunto un passaggio dall’enorme significato simbolico, vale a dire che l’ex Canonica, ormai dal 2016, ospita “un gruppo di ragazzi arrivati da una terra lontana spinti nel nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore, fuggendo da violenze e tragedie che è sciocco banalizzare o fingere di dimenticare. Siamo tra gli antesignani in questa materia nella nostra Provincia, ma io e i miei colleghi amministratori non abbiamo mai avuto dubbi. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno. No al buonismo a tutti i costi, no a una carità pelosa che si aspetta sempre qualcosa in cambio. Al contrario: l’integrazione è l’unica risposta possibile a un problema tanto complesso. Grazie all’aiuto costante e concreto di don Franco abbiamo stipulato con la Cooperativa Agrisol un patto che prevedeva la possibilità di dare in cambio la nostra amicizia a un impegno vero e costante nel lavoro al servizio degli altri, all’interno della nostra Comunità, viva e operosa. Un’operazione che non è costata un centesimo alle casse del Comune e che, soprattutto, non ha tolto assolutamente nulla ai nostri concittadini, anche a quelli più bisognosi. Una scommessa senza dubbio vinta, che dice tantissimo del mio impegno politico e del mio modo di essere, senza lasciare nessuno indietro. Nessuno, appunto”.

Chi mi conosce davvero sa che non mi interessa modificare le cose per il solo motivo di alterarne l’assetto passato. Non mi interessa proprio, credetemi – ha commentato ancora Passera, rispondendo ad alcune critiche ricevute dal ‘Movimento Civico Insieme – Maccagno con Pino e Veddasca’, negli scorsi giorni -. Credo di avere ben altra visione delle cose. Sono invece convinto che bisogna avere il coraggio di guardare avanti, a patto di migliorare e di mettere sempre più in risalto le ragioni del nostro stare insieme. Invece di ragionare di quanti gradi abbiamo ruotato la statua che campeggia sopra di noi, pensiamo di quanti metri l’abbiamo innalzata da terra, dandogli una rinnovata visibilità. Fermo restando che mi piace ricordare che quella direzione c’è Pino, che è parte del nostro nuovo Comune. E pazienza se qualcuno è rimasto a Maccagno superiore. Pensiamo piuttosto al tricolore che da oggi ci accompagnerà ogni giorno, alla lapide con i nomi dei caduti sistemata quasi fosse un leggio. Una scelta azzeccata, che ci ha fatto riscoprire il basamento originale del monumento, che porta la data della Grande Guerra del 1915 – 1918 e che nessuno più conosceva. Cento anni dopo, siamo riusciti a rendere omaggio a un pezzo di Storia locale che sembrava seppellita per sempre“. Il sindaco ha chiuso poi l’intervento ringraziando ancora tutti i presenti.

“Per me è un onore essere qui – ha affermato il sindaco di Cassano Valcuvia e vicepresidente della Provincia, Marco Magrini -. In più di un’occasione ho partecipato ad eventi di questo tipo a Maccagno e da sempre sono legato al sindaco Passera da un rapporto di amicizia. Lavoriamo insieme da tanto per il territorio. Le sue sono state scelte importanti e la fusione, anche con un pizzico di fortuna, è stata fondamentale per i tre borghi. Significa che ora i cittadini di Maccagno, Pino e Veddasca hanno più servizi che rispondono alle problematiche della società. Una scelta voluta con forza, come l’inaugurazione di oggi, un momento particolare per tutti, ma soprattutto per gli Alpini”.

Ad intervenire, infine, il senatore Alessandro Alfieri e il presidente della Sezione degli Alpini di Luino, Michele Marroffino. Se il senatore Pd ha ringraziato il sindaco e tutti i paesi dell’Alto Varesotto per avergli ricordato, ancora una volta, quanto sia fondamentale il volontariato e l’associazionismo sul territorio, aspetti ormai andati spesso persi nelle grandi città, Marroffino si è commosso ricordando i ragazzi che si sono sacrificati per noi dopo aver lasciato la loro casa, le loro famiglie e, talvolta, i loro figli. Il presidente ha poi ricordato l’appuntamento per il 3 novembre, a Maccagno, dove a partire dalle ore 19 sarà reso omaggio, come in tutta Italia, al cippo dei Caduti della Grande Guerra.

Da sottolineare anche la presenza dei sindaci Luca Baglioni di Agra, Ambrogio Rossi di Curiglia con Monteviasco e Roberto Stangalini di Tronzano, dei consiglieri comunali luinesi Franco Compagnoni e Pietro Agostinelli, del consigliere provinciale Valerio Mariani, e dei Carabinieri, con il Maresciallo Andrea Zucca, della Guardia di Finanza, con il Luogotenente Angelo Bellantonio, e della Polizia di Stato con l’Ispettore Superiore Prospero Romano.

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