Dai risultati dell’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, relativa al secondo trimestre 2018, si evidenzia una stabilizzazione dei livelli produttivi e degli ordinativi complessivi.
I dati sul commercio estero, relativi al primo trimestre del 2018, confermano l’apertura internazionale della provincia che registra un export di circa 2,8 miliardi di euro, ed un saldo commerciale che sfiora gli 1,2 miliardi. Ci sono tuttavia dei segnali che consigliano cautela nei mesi a venire.
In prima battuta, i dati di cassa integrazione vedono una variazione positiva, se misurata sul semestre. In secondo luogo, gli effetti di annuncio e l’inasprimento della politica commerciale statunitense non sono stati ancora registrati dai dati di export, che sono relativi solo al primo trimestre 2018. Ci sono dei tempi di trasmissione tecnici che potrebbero far registrare più in là un impatto sia diretto, sui settori esplicitamente interessati dai dazi, sia indiretto, sui settori collegati e l’indotto. A ciò si aggiungono le preoccupazioni legate ai trend in rialzo del prezzo del petrolio e più in generale delle materie prime e dei loro derivati.
Sotto il profilo della produzione, nel secondo trimestre, il 62,2% delle imprese intervistate ha dichiarato livelli produttivi in linea con quelli di inizio anno. Il 28,3% ha dichiarato invece un ulteriore aumento della produzione, mentre solo il 9,5% ha segnalato una riduzione. Questa dinamica porta ad un saldo complessivo nelle risposte delle imprese intervistate pari a +18,8.
La dinamica del portafoglio ordini mantiene un saldo nelle risposte ancora positivo, +16,4, che si rispecchia in tutti i settori oggetto d’indagine, sebbene con delle differenziazioni. Con riferimento agli ordinativi complessivi, il 50,6% delle imprese intervistate ha segnalato una stabilizzazione intorno ai livelli di inizio anno, il 32,9% una crescita, mentre il 16,5% una riduzione. Sul fronte degli ordinativi provenienti dall’estero, il 49,2% delle imprese intervistate segnala ordini in linea con il trimestre precedente, il 33,8% ha dichiarato livelli in aumento ed il restante 17% in diminuzione.
Nel secondo trimestre 2018 sono state autorizzate 710.912 ore di cassa integrazione nel comparto industriale, che sotto il profilo tendenziale, ovvero confrontate con quelle autorizzate nel secondo trimestre 2017, risultano in riduzione del 41,4%. Gli ultimi dati relativi al commercio estero varesino, invece, rivelano che l’export ha registrato una considerevole crescita, nel primo trimestre 2018, arrivando a sfiorare i 2,8 miliardi di euro.Tale crescita è dovuta principalmente al settore aerospaziale, il cui export ha mostrato il maggiore incremento in valore tra i settori, recuperando così il calo del primo trimestre del 2017.
“Prosegue la stabilizzazione dei livelli produttivi e degli ordinativi complessivi della nostra provincia, già registrata ad inizio anno – ha commentato Riccardo Comerio, presidente dell’Unione Industriali di Varese -. Tuttavia, nonostante qualcosa si sia mosso in questi ultimi mesi, non possiamo comunque ancora dirci, ne come territorio, ne come singoli settori manifatturieri, definitivamente fuori pericolo. La prudenza ci impone di non analizzare i dati mese per mese, ma di avere una visione globale e strategica di lungo periodo. Per creare quelle necessarie sinergie in grado di permettere, anche alle imprese ancora in difficoltà, di poter essere trainate da chi invece riesce a crescere”.
Considerando la complessità degli scenari internazionali, nonché la necessità di attendere per conoscere nel dettaglio la politica economica del nuovo governo, il presidente Comerio ha specificato che “non è il momento di fare il passo più lungo della gamba. Bisogna capire se i pronostici di un rallentamento dell’economia mondiale, in parte dovuti ad un nuovo protezionismo, si tradurranno in realtà e con quali numeri. Inoltre, guardando dentro i nostri confini, occorre capire quali saranno gli effetti degli ultimi provvedimenti dell’Esecutivo sul mercato del lavoro. Come sempre – ha concluso Comerio -, per comprendere l’orientamento del nuovo corso del governo, il banco di prova è la Legge di Stabilità. Lì capiremo veramente quali saranno le disposizioni che caratterizzano le politiche del prossimo futuro, e se le esigenze delle imprese, che con tanta fatica stanno cercando di rialzare la testa dopo anni di crisi, saranno tenute in considerazione”.
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