Dopo il completamento del murale per il vecchio lavatoio, a cura di Leonora Rapezzi, e della Porta della Passione, eseguita da Pierluigi Bruno, un altro progetto interno al sodalizio creativo stretto da Ponte degli Artisti con Maccagno raggiunge la sua forma definitiva.
Ne avevamo parlato solo alcuni giorni fa, in merito alla presenza della restauratrice Daniela Denti nei pressi dell’antico fontanile situato in via Goffredo Mameli. Da ieri anche il suo contributo è finalmente consegnato alle passeggiate di cittadini e turisti tra le vie del borgo, che fu antico feudo imperiale di Ottone I sotto la signoria degli Sforza.
L’artista originaria di Trezzo sull’Adda ha avuto modo di lavorare circondata da un prezioso clima positivo, costruito anche grazie ai consigli, ai pensieri e alle storie lasciate dai maccagnesi durante la fase di lavorazione.
Lo ha ricordato attraverso il suo profilo personale di Facebook anche Savi Arbola, consigliere dell’associazione milanese, sottolineando la partecipazione attiva della comunità e ringraziando il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera. L’opera completa, riportata in copertina e all’interno della galleria, mostra ora il panorama del lago illuminato da un raggio divino.
Daniela Dente, conosciuta anche come Dade, lavora in qualità di restauratrice presso la Sovrintendenza ai Beni Culturali e per le Collezioni Private. E’ stata referente artistica dell’associazione culturale Milanocosa e ha collaborato come art director con l’associazione Arte da Mangiare e con Circuiti Dinamici. Ha inoltre insegnato restauro, impiegando un progetto personale, in diverse scuole primarie. Dopo aver abbracciato il pensiero dell’Ecosofia, nel 2015 ha fondato il Movimento Arte Inessente. Le sue aree di ricerca si concentrano prevalentemente attorno allo studio del cromatismo e della rifrazione ottica, spesso applicate alla denuncia delle problematiche e delle alienazioni di carattere sociale. Molti dei lavori di Dade sono esposti all’interno di mostre permanenti tra cui quelle allestite presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, la Franklin Furnace Artist’s Books Collection di Brooklyn e la Biblioteca dell’Università di Betlemme in Palestina.
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