Dopo la riapertura nel 2016, il Museo del Paesaggio di Verbania, a Palazzo Viani Dugnani, prosegue la sua stagione con una mostra intitolata “Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al Novecento”, nata dalla collaborazione tra Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del VCO. La rassegna, inaugurata già lo scorso marzo e visitabile per tutta l’estate fino al 30 settembre, è la quinta tappa dell’iniziativa Open, tour di eventi espositivi che sta portando il patrimonio artistico dell’ente milanese in tutta la Lombardia.
La mostra, curata dalla storica dell’arte Elena Pontiggia e dalla responsabile della Collezione Cariplo Lucia Molino, si svolgerà in 3 sezioni (Scapigliatura, divisionismo, naturalismo; Artisti del Novecento Italiano; Oltre il Novecento) e svelerà l’incanto di una cinquantina di opere. Un suggestivo e affascinante viaggio tra capolavori d’arte da fine Ottocento alla prima metà del Novecento, che si snoda lungo scenari di grande poesia, bellezza e colori, per indagare il rapporto senza tempo tra uomo e natura.
La panoramica delle opere scelte testimonia le variazioni dell’interpretazione del paesaggio, dalla centralità ancora di origine romantica che il tema occupa nella pittura di fine Ottocento, all’interpretazione volumetrica degli Anni 20, dove il paesaggio è costruito come un’architettura e suggerisce un senso di solidità e di durata, per arrivare al nuovo senso di precarietà espresso a partire dagli Anni 30.
La mostra muove dai paesaggi di Ranzoni, maestro della Scapigliatura, alla bella veduta di Gignous, per proseguire con Bianchi, Ashton, Cressini e Gnecchi. Poi, dalla fine dell’Ottocento al tempo di guerra, a tener viva una pittura di paesaggio sono soprattutto i divisionisti. Ecco dunque Grubicy, Maggi e Fornara, ma anche Cinotti e Pugliese Levi. La sezione si conclude con i paesaggi brianzoli di Gola e le vedute di Fragiacomo, Wolf Ferrari ed Pasinetti.
Il paesaggio, poco considerato dai futuristi che amavano la città industriale e la macchina, torna a riaffermarsi in pittura col Ritorno all’ordine e con il Novecento italiano, cui è dedicata la seconda sezione della mostra. Qui sono esposte opere di Tozzi, Sironi e Tosi. Subentrano poi esempi caratterizzati da forza costruttiva e solidità. Presenti Rosai, Carpi, Cascella, Penagini.
Con gli Anni 30 le cose cambiano nuovamente: vengono abbandonate le forme volumetriche e la pittura torna ad esprimere un senso di finitezza e precarietà. Lo si vede in De Pisis, Lilloni, Dudreville e Soffici.
L’ingresso ha un costo di 5 euro per il biglietto intero e 3 euro il ridotto. Ulteriori informazioni sul sito del museo.
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