Varese | 11 luglio 2018

Cultura e creatività: il valore generato dalle imprese del settore supera il miliardo

Il sistema produttivo a Varese conta su più di quattromila aziende, pari al 7,8% del totale. Un approfondimento dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio

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A Varese pesa di più che nella media nazionale: è il sistema produttivo costituito dalle imprese che operano nei settori della cultura e della creatività.

Questo il primo interessante dato che emerge da un’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, partendo dal rapporto di Unioncamere che ricostruisce la filiera del comparto per tutte le provincie italiane. E ciò, in riferimento alla numerosità delle imprese attive, agli occupati e al valore aggiunto prodotto.

Assommando sul nostro territorio circa 4.800 imprese, pari al 7,8% del totale di quelle attive al Registro tenuto dalla Camera di Commercio, il sistema Cultura&Creatività varesino ha un’incidenza maggiore rispetto al valore italiano, che è del 6,7%.

Se nel nostro paese il valore aggiunto prodotto dalla filiera delle imprese della cultura raggiunge i 90 miliardi di euro, a Varese tocchiamo 1 miliardo e 184 milioni. Una cifra pari al 5% del totale del valore aggiunto creato dalle 62mila imprese che operano sul nostro territorio. Questo colloca la provincia di Varese al trentatreesimo posto nella relativa classifica italiana.

Di particolare interesse risulta poi la tendenza alla crescita della filiera: in Italia, il sistema imprenditoriale del comparto registra infatti un’espansione del valore aggiunto dello 0,8% tra il 2011 e il 2016, mentre a Varese, nello stesso lasso di tempo, l’incremento è stato del 3%.

Non meno importanti i dati sull’occupazione: qui Varese si posiziona al trentesimo posto nella graduatoria nazionale, con 20.500 occupati pari al 5,8% del totale provinciale degli uomini e delle donne con un lavoro. In Italia, invece, le persone impiegate nelle imprese culturali sono 1.495.000, corrispondenti al 6% degli occupati complessivi.

Resta da precisare che nel rapporto di Unioncamere, da cui trae origine l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Varese, sono state prese in considerazione imprese appartenenti a diversi ambiti. Il primo è quello delle industrie culturali in senso stretto, comprendenti il cinema, la televisione, l’editoria e l’area musicale. Il secondo è quello delle industrie creative quali l’architettura, l’alimentazione, la comunicazione, oltre alle attività collegate al made in Italy che puntano sul design e sullo stile, e vengono svolte anche in forma artigianale, come nel caso dell’artigianato artistico.

Il terzo ambito è connesso alle attività, svolte sempre in forma d’impresa, aventi a che fare con la conservazione, la fruizione e la messa a valore del patrimonio storico-artistico-architettonico. Sono poi state prese in considerazione le “performing arts” e le arti visive, cui s’aggiunge la dimensione “creative driven“. In quest’ultima confluiscono le attività economiche non appartenenti al “core culturale”, ma soggette a processi di culturalizzazione: dalla moda fino alla manifattura evoluta.

Ulteriori approfondimenti sull’analisi sono disponibili tramite il portale statistico www.osserva-varese.it. Allegati in galleria i due grafici dello studio (fonte: Unioncamere – Fondazione Symbola).

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