Consiglio comunale particolarmente breve quello svoltosi ieri sera presso la sala delle adunanze del Municipio del Comune di Laveno Mombello. Tempi celeri ed un unico punto all’ordine del giorno: “Costituzione parte civile del comune di Laveno nel procedimento penale n. 12873/2015 RG GIP 908/16”. Mentre la maggioranza, dopo la dichiarazione del sindaco Ercole Ielmini, ha tolto la seduta, l’ex primo cittadino Graziella Giacon ha letto una sua nota nella quale attaccava l’attuale giunta.

A Laveno Mombello seduta lampo, la maggioranza lascia l’aula: “Il giudizio spetta alla magistratura”. A seguito della convocazione del consiglio comunale per la serata di ieri, giovedì 29 settembre, nella sala delle adunanze di Laveno Mombello, si è riunita l’assemblea cittadina, Nadia Marvasi unica assente. L’ordine del giorno relativo alla seduta prevedeva la trattazione di un unico punto all’ordine del giorno: “Costituzione parte civile del comune di Laveno Mombello nel procedimento penale n. 12873/2015 GIP 908/16”. La richiesta, infatti, è arrivata ed è stata avanzata direttamente dalla minoranza: “Vogliamo capire chi tutelerà gli interessi del comune visto che c’è un conflitto di interesse – spiega l’ex sindaco Graziella Giacon -. La nostra non è una presa di posizione politica, ma chiediamo trasparenza per tutti i cittadini. Per quanto riguarda l’aspetto giudiziario ci penserà chi di dovere”. La situazione alla quale fa riferimento Giacon riguarda il sindaco e nove tra ex ed attuali amministratori, che hanno ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio, da parte del pm, per abuso di ufficio a metà settembre.
Le parole del sindaco Ercole Ielmini, la maggioranza lascia l’aula. La seduta entra subito nel vivo e al termine del rituale appello è il sindaco Ercole Ielmini a prendere la parola annunciando che la convocazione del consiglio comunale si è resa necessaria poiché lo prevede la legge, ma che l’argomento trattato all’ordine del giorno, e dunque la costituzione del comune di Laveno Mombello quale parte civile nel procedimento in oggetto, non compete al consiglio comunale. “In riferimento alla richiesta di convocazione del consiglio comunale abbiamo aderito, anche perché la legge ci imponeva di convocare il consiglio comunale ai sensi dell’art. 42 del nostro regolamento di funzionamento del consiglio comunale. Ma devo precisare che ai sensi dell’art. 42 del decreto legislativo 267 la competenza della costituzione di giudizio non compete al consiglio comunale. Quindi la seduta è tolta”, affermai il primo cittadino Ercole Ielmini, concludendo la seduta a pochi minuti dalla sua apertura.

L’intervento in aula di Giacon, subito dopo che il sindaco Ielmini ha tolto la seduta
Dura la reazione dell’ex sindaco Graziella Giacon. Terminata la seduta a restare in aula con la volontà di esporre comunque le motivazioni che hanno portato la minoranza a chiedere la convocazione della seduta, Graziella Giacon. “Di fatto è successo un grave fatto: ci hanno impedito di svolgere democraticamente un consiglio comunale adducendo a false motivazioni tecniche che tra l’altro il sindaco proprio perchè in conflitto di interessi non poteva neanche lui decidere – dice l’ex-sindaco -. Credevano di farci fare una figuraccia dicendo che avevamo usato una procedura sbagliata, ma lui ha bloccato il funzionamento della seduta levando la parola e la discussione dell’ordine del giorno. Neanche in un regime totalitario sarebbe successo, scappati dal consiglio comunale più veloci della luce”.
In ogni caso, tralasciando le questioni politiche, il 19 ottobre sarà una data molto importante, giorno in cui vi sarà la prima udienza preliminare, nel quale il giudice deciderà se procedere o meno.
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