Milano | 28 Giugno 2018

Da Philadelphia 50 capolavori dell’impressionismo e avanguardie a Palazzo Reale

Per tutta l'estate, fino al 2 settembre, sarà possibile visitare la mostra, con opere di grandi nomi come Monet, van Gogh, Dalì e Chagall e non solo

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Quasi fosse l’apertura di un nuovo museo di arte moderna: fino al 2 settembre prossimo il Philadelphia Museum of Art si trasferisce a Milano per l’eccezionale periodo di 180 giorni, nella cornice di Palazzo Reale con una selezione di 50 capolavori. Un’occasione unica per ammirare opere dei più grandi pittori a cavallo tra Otto e Novecento nel loro periodo di massima espressione artistica, in un allestimento studiato per valorizzare ogni singola opera.

Saranno esposte opere di artisti celeberrimi come Pierre Bonnard, Paul Cézanne, Edgar Degas, Edouard Manet, Paul Gauguin, Claude Monet, Vincent van Gogh, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir per passare alle sperimentazioni di Georges Braque, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Henri Matisse, Marc Chagall, Constantin Brancusi, Pablo Picasso, fino al surrealismo di Salvador Dalí e Joan Mirò. A questi si aggiungeranno i lavori di tre grandi artiste: Mary Cassatt, Marie Laurenzio e Berthe Morisot.

In un percorso affascinante si potranno incontrare i luminosi paesaggi di Monet con, tra gli altri, “Il sentiero riparato” (1873) e “Il ponte giapponese” (1895), mentre di Sisley “Le rive del Loing” (1885) e di Pissarro “Paesaggio (frutteto)” (1892). E ancora Cézanne con “Le Quartier du Four, à Auvers-sur-Oise” (ca.1873) e “Paesaggio invernale” (1894), de Vlaminck con “La Senna a Chatou” (ca.1908), Soutine con “Paesaggio, Chemin des Caucours” (ca.1924) e Dufy con “Finestra sulla Promenade des Anglais” (1938). Ma anche le imperdibili scene cittadine come “I grands Boulevards” (1875) di Renoir e “Place du Tertre” a Montmartre (ca.1912) di Utrillo.

Sfileranno poi magnifici ritratti come “Ritratto di Isabelle Lemonnier” (ca.1877) di Manet, “Donna con collana di perle in un palchetto” (1879) di Mary Cassatt, “Ritratto di bambina” (1894) di Berthe Morisot, “Ragazza con gorgiera rossa” (ca.1896), “Ragazza che fa il merletto” (ca.1906) e “Bagnante” (ca.1917-1918) di Renoir, “Ritratto di Madame Cézanne” (1885-1887) di Cézanne, “Ritratto di Madame Augustine Roulin e la piccola Marcelle” (1888) e “Ritratto di Camille Roulin” (1888) di van Gogh, “Nudo femminile seduto” (1908-1909), “Uomo con violino” (1911-1912) e “Donna e bambine” (1961) di Picasso, “L’ora del tè (donna col cucchiaio)” (1911) di Metzinger, “Uomo al balcone (ritratto del dottor Théo Morinaud)” (1912) di Gleizes, “Omaggio a Maillol (1917) di Bonnard e Donna seduta in poltrona” (1920) di Matisse.

E ancora indimenticabili composizioni di frutta e fiori come “Natura morta con rose centifolia in un cestino” (1886) di Gauguin, “Natura morta con mazzo di margherite” (1885) di van Gogh, “Cesta di pesci” (ca.1910) e “Natura morta con piatto di frutta” (1936) di Braque e “Natura morta sul tavolo” (1925) di Matisse.

E sculture come “L’atleta” (1901-1904) di Rodin visivamente legata al “Pensatore”, che ritrae Samuel S. White III, tra i maggiori donatori del museo, l’enigmatico “Il giullare” (1905) di Picasso e la bellissima scultura in pietra “Il Bacio” (1916) di Brancusi.

Altre imperdibili opere come “Marina in Olanda” (1872) di Manet, “La classe di danza” (ca.1880) di Degas, “Una sera di carnevale” (1886) di Rousseau, “Cerchi in un cerchio” (1923) di Kandinsky, “Carnevale al villaggio” (1926) di Klee, “Simbolo agnostico” (1932) di Dalí, “Pierrot con rosa” (ca.1936) di Rouault e “Nella notte” (1943) di Chagall.

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