Fútbol sala, Fútbol de salón, o ancora più semplicemente Futsal e calcio a 5, sono i nomi con cui si identifica una disciplina che ha origine in Uruguay all’inizio degli anni Trenta, e che oggi in Italia raccoglie decine di migliaia di spettatori.
Lo sanno bene alcune note emittenti televisive italiane, che a inizio mese hanno scelto di trasmettere le finali playoff del campionato di massima serie, andate in scena all’interno di palazzetti sempre gremiti, di fronte ad un pubblico di appassionati che si estende per tutto il paese.
Se da un lato sono evidenti i punti di contatto con il calcio giocato sui terreni in erba e con undici giocatori per squadra, quello delle strutture indoor, praticato con un pallone più piccolo e più pesante fa comunque storia a sé, a cominciare dalla componente del ritmo che alimenta le azioni e garantisce un alto tasso di spettacolarità.
Il bagaglio tecnico dei giocatori è dunque una prerogativa, chiave d’accesso per azioni molto rapide, tocchi di prima, movimenti all’interno di spazi stretti. E tanto gioco di squadra. Tutte caratteristiche che un buon arbitro di futsal, questo il termine ufficiale tra quelli elencati, sa gestire con grande cura in ogni fase del match.
Giuseppe Brunacci, classe 1990, originario di Brusimpiano, è un fischietto che nonostante la giovane età ha già accumulato importanti presenze in ambito italiano e internazionale, dopo alcuni anni trascorsi come direttore di gara sui campi di calcio a 11, dal 2012 al 2014. Qualche settimana fa ha preso parte alle finali italiane di Follonica del circuito AMF, dopo aver partecipato agli ultimi Europei futsal, su richiesta della Federazione italiana e di quella europea, e alla Champion’s League di club.
E’ arbitro FIFS dalla stagione 2016/2017, come recita il suo profilo ufficiale sul sito della Federazione Italiana Football Sala, e vanta una esperienza anche sui campi svizzeri della Seconda Interreg. Giuseppe introduce il suo sport con l’elemento dello spettacolo, e non potrebbe essere altrimenti, garantito anche da chi si occupa di applicare il regolamento mentre il cronometro è in funzione.
“Questa attività mi porta spesso a viaggiare, con trasferte che si svolgono pressoché ovunque – racconto il fischietto -. Quello che si vede in campo è frutto di una grande tecnica accumulata con il tempo dai giocatori. Basti pensare che stelle mondiali come Neymar e Coutinho hanno mosso i primi passi proprio nel futsal, da bambini, compiendo poi il salto di qualità, grazie alla loro classe, nei team che tutti conosciamo”.
Il talento nel futsal, come in tutti gli sport, siano essi individuali o di squadra, si sviluppa appunto già durante la tenera età, e Giuseppe Brunacci, ventisette anni, avrà un’occasione d’oro nei prossimi mesi per osservarlo da molto vicino, come uno dei protagonisti del Mondiale Under 20 in Colombia, che si terrà nel mese di novembre.
“Non vedo l’ora di partire. Sapevo della possibilità che questa esperienza si concretizzasse davvero – spiega -, ma in lista con me c’erano altri due arbitri di talento. A livello europeo non ce ne sono tantissimi, e tra gli altri selezionati dalla federazione sono presenti due spagnoli, un belga e un russo”.
Questo significa che Giuseppe, in Sud America, sarà l’unico arbitro italiano a scendere in campo. Una soddisfazione per lui e per tutto l’Alto Varesotto.
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