Luino | 6 giugno 2018

Per i ragazzi luinesi di YORCI numerose scoperte in un anno nella natura dell’Alto Varesotto

A un anno dalla fondazione del collettivo di divulgazione scientifica, i giovani luinesi si raccontano. Tra ricerche e collaborazioni con le realtà locali

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Riccardo Bacilieri, Gabriele Brambini, Matteo Cristiano e Riccardo Lattuada sono i quattro ragazzi che dai banchi del Liceo di Luino, forti di una grande passione condivisa, quella per la natura e per la fauna dei nostri boschi, hanno gettato le basi per un progetto di divulgazione scientifica al servizio della comunità, oggi conosciuto con il nome di YORCI.

Li incontriamo nuovamente, dopo la presentazione della scorsa estate, con cui il team spiegò obiettivi e metodo di lavoro applicati a quello che a questo punto è molto più di un semplice passatempo, per scoprire quali sono i risultati raggiunti dal gruppo nel corso degli ultimi mesi, e quali le prospettive per il futuro sulla base dei rapporti stretti dal collettivo YORCI con le realtà del territorio.

Proprio in termini di traguardi raggiunti, dopo un anno di fototrappolaggio e attenta osservazione delle aree boschive dell’Alto Varesotto, i ragazzi comunicano in primo luogo la conferma di una teoria già ipotizzata dalla compianta dottoressa Laura Rinetti, quella sulla presenza del camoscio (Rubicapra rubicapra) in Val Veddasca, a quote molto più basse rispetto alla norma. “Lei stessa – spiegano i ragazzi citando la ricercatrice – affermava che in Val Veddasca si ha la popolazione di camosci che vive alle quote più basse rispetto al resto degli esemplari in Italia”.

Novità in termini di abitudini e presenza delle specie monitorate sul territorio, giungono anche dalle escursioni compiute per osservare gli spostamenti del muflone (Ovis musimon), ovviamente con l’indispensabile supporto di fototrappole e macchina fotografica. “Abbiamo rilevato un netto incremento della popolazione, sia nel numero di esemplari nel gruppo, sia per la formazione di nuovi branchi. Abbiamo contato più di cinquanta esemplari muoversi insieme alla ricerca di cibo. Sempre a proposito dei mufloni abbiamo verificato la curiosa abitudine a non spostarsi mai di troppe centinaia di metri dai luoghi dove vengono rilevati. Questo ci porta a credere che il muflone, presente in Valcuvia e in Valtravaglia, sia estraneo alla tendenza di colonizzare altre aree del luinese, tra cui la Val Dumentina e la Val Veddasca, nonostante quella manciata di chilometri che separa una zona dall’altra”.

Una parte delle attività di YORCI, come anticipato, ha riguardato anche il confronto con le realtà locali attratte dal potenziale dei giovani e dai contributi messi a disposizione di tutti attraverso il web. “Abbiamo ricevuto una chiamata dall’emittente televisiva Rete 55 – spiegano – che ci ha proposto un’intervista all’interno della rubrica ‘Varese Natura’. Un servizio ha mandato in onda il nostro materiale, tra video e immagini, mentre è nata l’idea di ritornare presso gli studi per un ciclo di puntate dedicato ai mammiferi presenti nell’Alto Varesotto”.

Altri contatti hanno spinto la missione del team verso ulteriori forme di collaborazione, come quella con la pagina Varese Selvatica o con gli organizzatori dell’evento internazionale “Earth Price” che si terrà a Luino a fine giugno, e che ospiterà uno stand di YORCI tutto incentrato sul materiale raccolto e sulle caratteristiche del progetto. “Persino le Guardie Ecologiche ci hanno contattato per complimentarsi e offrirci l’opportunità di entrare a far parte della loro squadra”.

“Sui social, dove tutto ha preso forma, abbiamo già ampiamente superato il migliaio di followers (persone che seguono il gruppo, ndr), sempre entusiasti e incuriositi per il nostro lavoro. Con scatti e riprese abbiamo raggiunto numeri che mai avremmo immaginato, superando addirittura in alcuni casi le diecimila visualizzazioni. La forza della condivisione online ha spinto un filmato sugli allocchi verso una pagina americana che si occupa di rapaci notturni, la quale ha visionato e poi ripubblicato il nostro contributo”.

L’entusiasmo del collettivo per i risultati raggiunti prosegue di pari passo con gli studi universitari dei giovani, giunti al terzo anno dei rispettivi corsi di laurea: Riccardo Lattuada a Torino, presso la facoltà di Produzione e Gestione Animali Selvatici, Gabriele Brambini e Matteo Cristiano a Pavia, dove frequentano i corsi di Scienze Naturali. Il quarto membro invece, Riccardo Bacilieri, affronterà quest’anno la maturità presso il Liceo Sereni, portando come tesina proprio il progetto di YORCI.

Trarre giovamento dai sacrifici delle ore trascorse sui libri, per una futura occupazione che valorizzi interessi e qualità, è un sogno condiviso da molti ragazzi e i membri del team hanno al riguardo le idee piuttosto chiare: “Gli animali e la natura hanno sempre fatto parte della nostra vita e ci hanno portato ad intraprendere percorsi di studio vicini alla nostra passione, fondamentali per un lavoro in questo ambito”.

Sono tante le idee che quotidianamente prendono forma dalla dedizione dei quattro fondatori, in attesa del meritato tempo libero utile per una sessione di foto al Boschetto di Germignaga, luogo dove immortalare volatili da postare su Instagram con l’hashtag #yorcidsf.

“C’è infine un altro progetto che ci piacerebbe concretizzare al più presto – concludono -, entrando nelle scuole per farci conoscere dagli alunni di elementari e medie, oggi sempre più lontani dagli animali e dalla natura che li circonda. Proporre le nostre ricerche in un contesto come quello scolastico può essere la mossa vincente per rilanciare la bellezza che si trova semplicemente osservando i nostri boschi e i nostri prati“.

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