Dopo le vicissitudini e le indiscrezioni degli scorsi giorni arriva l’ufficiale documento e presa di posizione dal gruppo “Liste civiche Valli del Verbano” dell’assemblea dei sindaci di Comunità Montana. “La grave situazione del territorio – si legge nel documento protocollato stamane presso l’ente – richiede la necessità di interventi urgenti a sostegno dell’occupazione e di un nuovo sviluppo, in questo importante contesto sono venute meno le ragioni che motivano un’azione comune di rilancio territoriale, quale premessa di una condizioni imprenscindibile del lavoro comunitario”.
“Si è incrinato, nel corso di questi ultimi anni – si legge ancora nel documento -, lo sforzo unitario di un ente che nella sua condizione di secondo livello deve saper rappresentare tutte le componenti amministrative che per Statuto la compongono e che per interessi generali e non di parte sono da considerarsi le risorse essenziali, così come previsto nei principi fondamentali dello Statuto Comunitario, approvato nella seduta assembleare del 26 marzo 2010″.
Così, con queste poche righe, gli amministratori del gruppo “Liste civiche Valli del Verbano” ufficializzano di aver presentato al protocollo dell’ente Comunità Montana una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Giorgio Piccolo, sottoscritta da diciassette amministratori (dei 32 totali nel territorio di competenza, ndr).
“Un atto indubbiamente forte – spiegano i sindaci della lista -, ma che giunge dopo numerosi (e infruttuosi) tentativi di riportare l’ente ad una condizione di maggiore condivisione tra tutti i sindaci. Malgrado nei giorni scorsi siano apparse sulla stampa indiscrezioni rispetto all’individuazione del sindaco di Gavirate, Silvana Alberio, nome senza dubbio apprezzabile e con caratteristiche super partes che lo renderebbero adatto al ruolo, quale futuro presidente dell’ente, riteniamo che non sia questo il momento per parlare di nomi“.
“Il presidente Piccolo – concludono – tragga le dovute conseguenze politiche e permetta l’apertura di una fase nuova di gestione dell’ente. A tal fine, lanciamo un invito a tutte le forze politiche e civiche, con l’obiettivo di aprire canali di dialogo che conducano ad una conduzione finalmente unitaria di un ente fondamentale per i nostri territori e in particolare per i piccoli comuni”.
A firmare la mozione di sfiducia i gli amministratori di Azzio, Brenta, Brezzo di Bedero, Brinzio, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Cittiglio, Cocquio Trevisago, Curiglia con Monteviasco, Gemonio, Grantola, Germignaga, Laveno Mombello, Maccagno con Pino e Veddasca, Masciago Primo e Orino.
A balzare all’occhio, però, è proprio l’assenza del comune di Gavirate che, stando alle informazioni degli scorsi giorni, sarebbe stato vicino ad ottenere la presidenza. Si tratta di un’ulteriore mossa che andrà ancora a rimescolare le carte in tavola oppure basteranno le diciassette firme per far saltare l’amministrazione Piccolo? Lunedì il primo atto ufficiale, quando si riunirà l’assemblea.
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