Canton Ticino | 27 Aprile 2018

“Per la difesa della libertà di stampa, per la difesa dei giornalisti del Caffè sotto accusa”

"La difesa della libera informazione è oggi indispensabile in una realtà dove la pluralità giornalistica si sta drammaticamente impoverendo"

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Ha avuto inizio nella giornata di ieri il processo ai quattro giornalisti del “Caffé”, accusati di “diffamazione” a seguito della querela inoltrata dalla Clinica Sant’Anna dopo un articolo pubblicato sulla rivista ticinese. A sostegno dei giornalisti è stato rinnovato l’appello lanciato un anno fa che aveva con primi firmatari Matteo Pronzini, Jacques Ducry, Gianni Frizzo, Giuseppe Sergi, Sergio Rossi, Christian Marazzi, Renato Martinoni, Franco Cavalli. Ecco le loro parole.

“Più di un anno fa ci eravamo fatti promotori di un appello in difesa della libertà di stampa e per la difesa dei giornalisti del Caffè sotto accusa. Un appello che aveva raccolto migliaia di firme a difesa dell’indispensabile ruolo dell’informazione e delle inchieste giornalistiche. Il Caffè aveva svolto inchieste che sollevavano interrogativi, tuttora irrisolti, fondamentali dal punto di vista dell’interesse pubblico: salute, sanità, sicurezza delle cure. Quegli interrogativi andavano a toccare, come e logico e normale che sia in un paese democratico, interessi di parte, in particolare di gruppi ospedalieri potenti e importanti. Allora questi gruppi, con la loro azione giudiziaria, contestavano il diritto di una stampa libera e democratica di porre interrogativi, di analizzare situazioni, di condurre inchieste con un solo obiettivo: mettere queste informazioni a disposizione dell’opinione pubblica, in un puro spirito di servizio pubblico”.

“Ora quella promozione di accuse, quel tentativo di imbavagliare giornalisti liberi e indipendenti, arriva a compimento. Proprio nella giornata di ieri, giovedì 26 aprile, con inizio alle ore 9 presso l’aula del Tribunale Penale Federale via Franscini 7 a Bellinzona, si terrà davanti alla Pretura Penale il processo per diffamazione e concorrenza sleale contro quattro giornalisti del Caffè promosso dalla Clinica Sant’Anna di Sorengo. Questo ci dice che una pesante minaccia continua a gravare oggi in Ticino, forse ancor di più che negli scorsi anni, sulla libertà di stampa e sul diritto di cronaca, valori fondamentali garantiti dalla Costituzione”.

“Diritto di pensiero, di parola, di informazione sono la base della democrazia. Principi che la Corte europea dei diritti dell’uomo difende anche a tutela del ruolo della stampa, sottolineando il rischio che ogni sanzione penale ne possa condizionare l’attività. Cercare di zittire la stampa, di far tacere l’informazione altro non è che una prova di forza che priva i cittadini del diritto di chiedere e ottenere risposte alle loro legittime domande. La difesa della libera informazione è oggi indispensabile in una realtà dove la pluralità giornalistica si sta drammaticamente impoverendo”.

“Per questa ragione abbiamo deciso di rinnovare il nostro appello a sostegno dei giornalisti del Caffè e della libertà d’espressione in questo delicato momento del processo. Invitiamo tutti coloro che lo condividono ad aderire a questo appello, comunicando la propria adesione all’indirizzo: solidarieta@bluewin.ch“.

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