“Se ripenso al 2017 della Polizia cantonale, un concetto lo riassume e al contempo rappresenta il cambiamento in atto nella nostra società: evoluzione“. A parlare è Norman Gobbi, Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, il quale sceglie l’approccio alle sfide della contemporaneità, in materia di sicurezza, per commentare i nuovi dati relativi alla vigilanza e alle dinamiche di intervento sul territorio ticinese da parte dell’organo e di tutti gli operatori.
“Anche le forze dell’ordine devono adattarsi a questo continuo mutamento, per dare una risposta efficace alle minacce che attanagliano il nostro paese. E’ questo ciò che emerge dalle cifre che contraddistinguono l’operato della Polizia” prosegue Gobbi, citando subito dopo “la massima attenzione, anche in Svizzera, per gli scenari legati al terrorismo che continua a minacciare l’Europa”. Una realtà che ha fortemente inciso, negli ultimi 12 mesi, sulla formazione degli agenti, che a fine 2017 ha raggiunto le 719.15 unità (un aumento del 5,7% rispetto al 2016), con un incremento nel numero di concorsi messi a disposizione, da 35 a 69.
Veniamo dunque alla dimensione concreta di questa evoluzione, riprendendo ancora una volta le parole del Consigliere per mettere in evidenza la “grande collaborazione tra Polizia cantonale, gli altri servizi del Dipartimento e tutti gli organi di sicurezza“. Un legame efficiente che in Ticino ha prodotto ancora una volta notevoli risultati.
Tra questi si registra un calo netto dei reati connessi al codice penale, -16%. Dato perfettamente sovrapponibile alla situazione nel distretto di Lugano, con 6.010 casi, e che interessa con cifre simili anche le aree circostanti: -12% per il distretto di Locarno (2.657 casi), -17% per quello di Mendrisio (1.982 casi), fino al -20% del distretto di Bellinzona, con 2.216 casi. La tendenza generale degli atti di violenza grave (omicidi, violenze carnali, lesioni personali) è passata da 95 a 72 casi. Continua invece a destare preoccupazione la casistica di episodi di violenza consumati presso esercizi pubblici, in particolare discoteche, così come in ambito familiare e domestico.
Diminuisce il numero degli incidenti stradali, fermo a 3.880 episodi (-2,8% rispetto al 2016). Nello specifico inoltre, è calato il numero dei morti (da 13 a 9 in altrettanti incidenti), ma è aumentato quello dei feriti, del 2,7%. I controlli di velocità con apparecchi radar mobili e laser hanno monitorato 13,5 milioni di veicoli, con una percentuale di infrazione dello 0,97, corrispondente a 2.389 revoche. Spicca inoltre in questo ambito il numero raddoppiato dei conducenti controllati per abuso di alcol grazie all’etilometro: dai 5.368 del 2016 si è passati ai 9.736 del 2017, con 910 soggetti risultati in infrazione. Il totale degli incidenti causati principalmente dall’abuso di alcol è sceso da 280 a 260 casi, di cui 183 con danni materiali e 77 con danni alla persona.
Per il quinto anno consecutivo è accertato il calo nel numero dei furti, -17%, ancora più significativo se rapportato ai furti con scasso: -29%. Su questo versante è aumentato in Ticino il coinvolgimento del reparto Scientifica, dal 53% degli episodi al 61%, in relazione al fatto che, la presenza degli specialisti sul luogo dei singoli episodi, aumenta la possibilità di rintracciare i responsabili. Coinvolgimento che ha portato una maggiore attività anche per i casi di omicidio, rinvenimento di cadaveri, incendi e controlli documenti. Le identificazioni degli autori di crimini mediante l’analisi delle tracce di dna sono salite dell’11% (71 persone individuate).
Per quanto riguarda i reati connessi ai fenomeni migratori, sono 35 gli arresti compiuti in Ticino nel 2017, tutti legati alle infrazioni della Legge federale sugli stranieri, soprattutto per le azioni volte a favorire l’entrata illegale di soggetti. Per circa la metà degli episodi è stata richiesta la conferma d’arresto da parte del giudice.
Un ulteriore campo di intervento e monitoraggio ha toccato ovviamente la lotta al traffico di stupefacenti, rafforzata con l’avvento del fenomeno “canapa light“, sostanza legale contenente meno dell’1% di THC. Un fronte delicato per quanto concerne la coltivazione e la vendita, visto il rischio potenziale di un nuovo scenario in linea con la situazione di fine anni ’90, ma rilevante anche per le dinamiche concernenti la vendita al dettaglio (non sempre esercitata entro i confini della Legge sulla coltivazione e vendita), e il consumo alla guida, in grado comunque di determinare stati di alterazione.
Per i sequestri di droga sono stati intercettati, nel corso del 2017, 75 chili di marijuana (130 nel 2016), 2.369 piante di canapa, 38 chili di hashish, 26 chili di cocaina, 14 chili di eroina. Le persone denunciate per reati connessi alla Legge federale sugli stupefacenti sono salite a 1.880 (1.524 nell’anno precedente), con 205 minorenni coinvolti e 395 italiani imputati. Gli arresti hanno raggiunto quota 138 (quasi in linea con i 130 del 2016) e le morti per overdose sono scese da 7 a 2. Il tutto nell’ambito di una forte sinergia con le polizie comunali, le Guardie di confine, la Polizia dei trasporti e la Fedpol.
A livello distrettuale, infine, emerge un quadro di generale aumento nei casi di reato aventi come sfondo il traffico di sostanze: 1.349 nel Luganese (+15%), 616 nel distretto di Bellinzona (+31%), 812 casi in quello di Mendrisio (+60%), con una sola lieve flessione nell’area di Locarno, 645 episodi (-1%).
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