Una missione in Canada a misura di piccole e medie imprese artigiane e industriali e un obiettivo: pianificare il futuro. Perché export non per forza è tutto e subito. Export è preparazione, approfondimento e presa di coscienza dell’importanza di un investimento che, in prospettiva, potrebbe rivelarsi fondamentale.
“Il consuntivo 2017 dice che l’export della provincia di Varese cresce del 2,95%: l’indicatore è positivo ma, dietro le cifre, c’è un dato forse più rilevante sul quale il territorio deve riflettere e impegnarsi – dice Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese – Ovvero che questo, più di altri, è il momento di investire sul made in Italy ad altissima vocazione artigianale, rappresentato dall’unicità dei prodotti delle Pmi”. Perché il mercato, a lungo andare, premierà soprattutto la capacità di differenziare e personalizzare. “E’ per questo che, dopo l’accordo di collaborazione siglato nel luglio dello scorso anno con l’Italian Chamber of Commerce of Ontario, approfondimenti dedicati al Ceta e un percorso di preparazione molto articolato, la scorsa settimana quattro Pmi hanno avuto la possibilità di prendere parte alla due giorni del Think Canada Global Business Summit di Toronto, uno dei più importanti eventi dedicati agli investitori interessati ad avviare rapporti con il Canada” interviene Matteo Campari, del servizio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Confartigianato Varese.
Una trasferta, quella della scorsa settimana, svoltasi nelle giornate del 20 e del 21 marzo, non scontata alla quale Epis Santino di Epis Stefano & C. di Arcisate, produzione di manufatti in cemento, Officina meccanica Bazzigaluppi Mario di Bazzigaluppi Gianfranco di Vigevano, produzione di stampi, sagome, portastampi, ML Engraving Srl, incisioni laser su stampi, di Bergamo, ed S.C. 2 di Costanzo Carlo, pezzi stampati per automobili, hanno partecipato approfittando, da un lato, della possibilità di prendere parte a workshop e approfondimenti in tema di diritto societario e dell’immigrazione, fiscalità, giuslavorismo e Ceta e, dall’altro, di incontri vis-a-vis con aziende canadesi interessate a conoscere il valore del Made In di Varese e della Lomellina.
“Al trentacinquesimo piano dell’Ontario Investment and Trade Centre, accanto alle Pmi italiane, aziende in arrivo da mezzo mondo perché, come ci rivelano i numeri ma, soprattutto, l’esperienza diretta acquisita nel corso della trasferta, il Canada è una porta aperta sul mondo, un crocevia di nazionalità e opportunità nel settore casa e costruzioni innanzitutto, ma non solo – prosegue Campari -. E questo, chi ha preso parte a questa missione, lo ha ben compreso, così come ha compreso che conoscere una nazione da vicino, respirarne l’aria, comprenderne atmosfera, usi e costumi rappresenta un valore aggiunto per pianificare un percorso di internazionalizzazione non improvvisato e compatibili con dimensioni e aspettative aziendali. Stiamo investendo su questo, sull’aiutare le Pmi a comprendere che è necessario uscire dal guscio e concentrarsi su nuovi mercati anche a fronte delle difficoltà congiunturali che permangono a livello nazionale, per riflettere concretamente sul futuro e non rimanere esposti ai soli venti del mercato interno”.
L’export, l’innovazione e la formazione, anche linguistica, sono leve di competitività. Per chi intercetta nuovi mercati e per il nostro territorio, che ne beneficia a livello occupazionale e di crescita, garantendo anche ai giovani opportunità lavorative mai tanto interessanti all’interno delle piccole e medie imprese. Il caso di Luca Epis, della Epis Stefano & C. di Arcisate, è emblematico: “Ha compreso – rivela Campari – quale valore aggiunto potrebbe portare all’edilizia canadese e ora sta pensando ad un percorso per implementare la conoscenza della lingua inglese destinato a tutti gli addetti dell’azienda”.
Si comincia così: dall’orgoglio di poter raccontare ciò che si fa e da quello di poter agganciare un mercato che ha sempre più voglia di made in Italy. Come ha rivelato alla delegazione di Pmi, Nicola Capomasi, imprenditore italiano che in Canada ha trovato l’altra America: “un’economia sana, regole chiare, un governo stabile e un Paese ricchissimo di materie prime e di investitori provenienti da tutto il mondo disposti a premiare chi è pronto a fare la differenza”.
© Riproduzione riservata







Cara Confartigianato,
anziché proporre un comunicato stampa apparentemente positivo dovreste anche, per onestà intellettuale, informare i lettori che le più importanti e conosciute reti europee che si occupano di sociale ed organizzazioni onlus (quelle italiane più conosciute sono Stop TTIP Italia, Attac Italia, CGIL, Fairwatch, Greenpeace Italia, Re:Common, Slow Food Italia, Transform Italia, Codiretti) sono fortemente contrarie al trattato CETA che “vi siete dimenticati” di menzionare ed entrato in vigore, in forma provvisoria, qualche mese fa.
A fronte di quel +2,70% menzionato nel comunicato, cosa chiede in cambio il Canada e le sue multinazionali ?
Serve pazienza, ma invito i lettori che hanno a cuore il loro futuro anche lavorativo e soprattutto quello dei loro figli, a non farsi abbindolare dallo specchietto per allodole, anzi per polli, a leggere il seguente link https://stopttipitalia.files.wordpress.com/2017/02/ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf che smantella con dovizia i lati positivi che Confartigianato esalta, ad iniziare dall’occupazione, passando per l’ICS (possibilità per le multinazionali di fare causa – con giudici scelti da loro ed in Canada – anche agli Stati che ritenessero di vietare l’importazione di prodotti canadesi, e non da ultimo l’importazione di prodotti alimentari trattati con pesticidi ed erbicidi (il caso eclatante che solo chi si occupa di cibo ed ambiente conosce è quello del grano canadese trattato con glifosato utilizzato da note marche per produrre pasta). Dimenticavo il mancato riconoscimento e quindi tutela di molte DOP, DOC, IGT e IGP che potranno essere bellamente taroccate senza che nessuno possa dire nulla, e così addio al Made in Italy alimentare…
Cara Confartigianato, per salvaguardare il futuro bisogna guardare lontano e non fermarsi alla prima pietruzza che luccica per illuminare solo qualche imprenditore, probabilmente è solo vetro…
Rolando Saccucci