Bellinzona | 26 Marzo 2018

In Ticino aumentano i controlli sui frontalieri. Nel Mendrisiotto raddoppiano le rapine

Ad emergere un calo generalizzato dei i reati di furto con scasso e rapine, rispetto al quale alcune zone di confine si mostrano, però, nettamente in controtendenza

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Si è tenuta nella giornata odierna a Bellinzona la conferenza stampa dedicata al rapporto annuale della Polizia cantonale su quanto fatto lo scorso anno e sulla rotta che si intende seguire nel 2018.

Apertasi con un’introduzione nel corso della quale il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha ricordato il fondamentale ruolo assolto dalla Polizia cantonale nell’ambito della sicurezza sul territorio, nonché la necessità da parte della politica di sostenerne l’attività con la fornitura di idonei strumenti, la conferenza stampa è proseguita con un bilancio relativo all’anno appena trascorso. Tra le novità passate in rassegna dal direttore Gobbi la maggiore vicinanza della Polizia cantonale ai cittadini, consentita grazie all’introduzione di un profilo Twitter, la segnalazione dei controlli mobili della velocità, con la quale è stato dato seguito alla volontà parlamentare, un maggior presidio del territorio e l’attenzione ai reati economici e finanziari. Importante anche il ruolo della Polizia cantonale nell’ambito della sicurezza federale riguardante la gestione dei flussi migratori e il progetto pilota per la chiusura dei valichi secondari.

Tra i dati presentati nel corso della mattinata emerge un calo generalizzato dei i reati avvenuti in Ticino nel corso del 2017 con un -8%, riguardo a quelli commessi contro le persone, un -18% concernente i reati contro il patrimonio, un -11% dei reati contro l’onore e la sfera personale e un -15% le violenze e gli abusi sessuali. Nonostante le diminuzioni registrate è possibile, però, rilevare un’impennata di alcune tipologie di reato soprattutto a ridosso della fascia di confine con l’Italia. Tra cui ad esempio un aumento del 17% di furti con scasso in zona di Locarno, che si mostra in assoluta controtendenza rispetto al distretto di Blenio dove, invece, tale reato ha visto una diminuzione di ben 89 punti percentuali. Medesimo discorso per quanto concerne le rapine che, pur registrando un’importante flessione nei distretti di Riviera, Bellinzona e Locarno, subisce un grande aumento nel Medrisiotto +87% rispetto al 2009. Si registra, inoltre, anche un incremento dei reati contro la legge sugli stupefacenti (nel 2016 3014 contro i 3768 del 2017, ndr).

A prendere, poi, la parola il Comandante Matteo Cocchi che ha tracciato un esaustivo bilancio sulle attività della Polizia cantonale passando in rassegna l’interventistica, i dati statistici, le novità introdotte nel 2017 e le sfide future. Per quanto concerne il settore dell’interventistica il 2017 ha visto un incremento del 12% delle chiamate a carico della Polizia cantonale per un totale di 787 segnalazioni giornaliere, che si traducono in circa 32 chiamate all’ora e di 1 ogni 2 minuti. L’attività ha visto una diminuzione degli interventi riguardati i furti, calati del 41% per un totale di 1.654. A risultare, invece, in aumento sono gli interventi nominativi che hanno subito un incremento del 37% arrivando a toccare le 81.985 uscite. In più lieve diminuzione, infine, gli interventi per arresti, 928, e incidenti, 3.880, che sono dunque diminuiti 4,6% e 2,8%. Il Comandante ha poi passato in rassegna i dati relativi all’attività della Polizia cantonale riguardanti i controlli sulla manodopera estera, rispetto alla quale sono stati effettuati 852 controlli, giungendo ad un incremento del 32%. In particolare ad essere stati effettuati sono stati circa 16 controlli settimanali per un totale di 3.191 persone. Dai controlli effettuati è emerso un totale di 136 persone non in regola, oltre a 35 datori di lavoro denunciati. La coordinazione con i partner, la prontezza d’intervento e l’introduzione del progetto “Via libera” figurano, infine, tra le sfide future.

La conferenza stampa ha trovato la sua conclusione con un nuovo intervento del Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che, in merito al tema della sicurezza, ricorda agli intervenuti che la zona di comfort ottenuta in Ticino non è un risultato scontato ma è il frutto delle scelte politiche e strategiche della Direzione del Dipartimento delle istituzioni e del Comando della Polizia cantonale. Gobbi passa, poi, in rassegna quelle che saranno le linee guida e le sfide future che la Polizia cantonale si troverà ad affrontare tra cui la realizzazione della Polizia ticinese e la collaborazione e un miglior coordinamento con le polizie comunali. Da punto di vista dell’operatività Gobbi spiega che ad essere previste saranno la collaborazione con le autorità federali e italiane oltre che la lotta al terrorismo e alle organizzazioni criminali. Tra le prospettive future, inoltre, l’adeguamento della legislazione cantonale e federale per dotare la polizia degli strumenti adeguati. Infine,  l’accento viene posto sulla prevenzione: sia nell’ambito della circolazione stradale con il progetto “Via libera”, che sulla sensibilizzazione dei frequentatori di fiumi e laghi con la campagna “Acque sicure”.

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