Mesenzana | 13 marzo 2018

La strada tra Mesenzana e Cassano Valcuvia cimitero per rane e rospi, centinaia gli esemplari investiti

La situazione descritta dal messaggio di un lettore. Giorgio Piccolo: "A breve le nuove barriere e un piano alternativo per la gestione del fenomeno"

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L’avvicinarsi della primavera coincide con il periodo di migrazione riproduttiva degli anfibi, fenomeno che lungo la strada che collega Mesenzana a Cassano Valcuvia, in particolar modo nel tratto conosciuto come località Lische, spinge rane, rospi e salamandre a spostarsi verso il fiume, esponendosi al rischio di schiacciamento rappresentato dai veicoli in transito.

Ciclicamente Comunità Montana si preoccupa quindi di posizionare reti a barriere a bordo della carreggiata, per limitare la perdita di esemplari che tentano la traversata della SS 394.

A tale proposito, un lettore, Riccardo Lattuada, ci ha contattato esprimendo il suo turbamento per quanto accaduto nei giorni scorsi in località Lische, trasformatasi improvvisamente in un cimitero di anfibi.

Sono un membro del gruppo di divulgazione scientifico faunistica denominato Yorci. Vi scrivo perché ieri sera ho assistito personalmente a una scena vergognosa e a dir poco desolante, che mi ha fatto veramente rimanere male. Sulla strada provinciale che collega la rotonda della Malpensata, nel comune di Mesenzana, alla rotonda di Cassano Valcuvia, c’erano centinaia, non decine, centinaia di rane e rospi investiti lungo tutto il tratto. E’ stata una scena surreale, di una tristezza infinita. Mi era già capitato altre volte di vedere scene simili perché, nonostante tutti gli accorgimenti possibili, qualche anfibio passa comunque le barriere e fa una brutta fine: ma come ieri non mi è mai successo e non è una cosa normale. In particolare quello che non mi spiego è perché non sia stato preso nessun provvedimento, ovvero reti di contenimento o barriere per bloccare il passaggio della carreggiata, come è sempre stato fatto gli scorsi anni in quella zona.

A sciogliere i dubbi del lettore, che con il suo gruppo offre un importante contributo nel documentare costantemente la vita delle specie che popolano i nostri boschi, è direttamente Giorgio Piccolo, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano: “Siamo in attesa del nuovo materiale di protezione che dovrebbe essere consegnato oggi stesso (ieri, ndr) – comunica Piccolo -. Le piogge incessanti hanno improvvisamente accelerato le migrazioni, lasciandoci spiazzati. Per questo motivo, nel fine settimana, le guardie ecologiche hanno presidiato la zona, mettendo in sicurezza circa 300 esemplari in attesa delle barriere”.

La tutela dell’ambiente e della fauna, anello di congiunzione tra dovere istituzionale e passione per la natura all’interno dell’ente, è alla base di una interessante iniziativa che Giorgio Piccolo anticipa, cogliendo l’occasione: “Proprio in quest’area, abbiamo recentemente concluso l’acquisto di un ampio terreno – continua il presidente -. Nei prossimi mesi gli scavi ci consentiranno di ricavare una pozza d’acqua con cui poter gestire in modo alternativo le esigenze riproduttive degli anfibi, evitando loro gli spostamenti verso il fiume e il rischio di incontrare i veicoli lungo il percorso. In questo modo avremo inoltre un nuovo strumento da impiegare anche in ambito didattico, per approfondire gli aspetti che riguardano le migrazioni”.

In concomitanza con la chiusura del progetto Roadkill, introdotto nel 2016 per porre un freno agli incidenti tra veicoli e animali, per esempio con il posizionamento di impianti anti collisione dotati di rilevatori termici e di movimento, si apre così un nuovo capitolo nell’ambito della coabitazione e della salvaguardia degli animali. Crediamo veramente in ciò che facciamo – conclude Piccolo – al di là degli impegni e delle responsabilità connesse alle nostre cariche”.

Già nella giornata di oggi diversi operatori si sono adoperati per installare le barriere a bordo strada per salvare gli anfibi.

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