Milano | 13 febbraio 2018

Da Maccagno a Milano, protagonista di “Madì Italia” anche la maccagnese Elisabetta Cornolò

L'artista: "L’arte è gioco: pensiero ludico e razionalità creano possibilità infinite". Oggi alle 18.30 l'inaugurazione della mostra in via Tadino 26

Da Maccagno a Milano, protagonista di

Sarà inaugurata oggi, martedì 13 febbraio, alle ore 18.30 a Milano, presso la Fondazione Mudima in via Tadino 26, la mostra “Madì Italia”, per ricordare il Movimento Madì, fondato a Buenos Aires nel 1946 da Arden Quin. Un doveroso omaggio al suo sperimentalismo e anticonformismo, grazie ad una mostra collettiva di alcuni dei nuovi protagonisti, tra i quali la maccagnese Elisabetta Cornolò.

Nata a Luino nel 1965, l’artista ha frequentato il Liceo artistico Statale “A. Frattini” di Varese e il corso di scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 1988 insegna Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado di Luino. Ha iniziato la carriera artistica con elaborati grafici, pittorici e scultorei di carattere geometrico. Attraverso la composizione, rielaborazione e intersezione di figure geometriche elementari ha sperimentato le possibilità dinamiche e di relazione con lo spazio esterno delle forme. La scelta dei colori bianco e nero è motivata dalla necessità di eliminare qualsiasi interpretazione naturalistica o coinvolgimento emotivo. Le forme si dispiegano nello spazio, l’equilibrio o la tensione si estendono al di fuori dei contorni. Ha iniziato a presentare le sue opere nel 1988 con personali e collettive, attraverso la Galleria Arte Struktura di Milano, dove ha conosciuto il gruppo MADÌ, di cui fa parte e con cui espone dal 2004.

Così Elisabetta Cornolò si racconta“Ero Madì ancora prima di conoscere il movimento, non sono arrivata all’astrazione da un percorso di semplificazione di elementi naturalistici, simbolismo o espressionismo dell’opera d’arte non mi hanno mai interessato. La mia ricerca è partita già dai primi anni come analisi delle possibilità delle forme geometriche, sia bidimensinali che tridimensionali. L’arte è gioco: pensiero ludico e razionalità creano possibilità infinite. Ogni forma è pensata senza confini netti, non c’è un contenitore quadrangolare che può contenere un progetto, esistono piuttosto forme che imprimono allo spazio esterno tensioni e direzioni”.

Il Movimento Madì inizialmente ha coinvolto gli artisti latino-americani e negli anni cinquanta, con l’avvenuto trasferimento a Parigi del suo fondatore, un folto numero di artisti europei. Fin dall’inizio, gli artisti Madì si prefiggevano la distruzione di tutti i condizionamenti e limiti imposti dalla tradizione geometrica, chiusa nei quattro angoli retti del supporto tradizionale del piano.

Oggi artisti Madì operano in vari Paesi del mondo e con il loro operare danno un’attuale ed originale testimonianza di come il Madì continui ad essere pensiero, sperimentazione, invenzione.

La mostra sarà visitabile fino al 23 febbraio con i seguenti orari: 11/13 – 15/19 Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni consultare il sito della Fondazione Mudima, cliccando qui.

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