Dopo numerose vicissitudini, iniziate nel 2010 nei comuni di Pino sulla sponda del Lago Maggiore e di Veddasca, finalmente i due progetti per finanziare i sistemi di depurazione a servizio dei residenti dei due borghi dell’Alto Varesotto sono iniziati nel mese di gennaio.
“Sono entusiasta per l’esito di questa vicenda, che permetterà un intervento fondamentale per la salvaguardia del nostro ambiente – conferma soddisfatto il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera -. Sulla depurazione non si può scherzare, ma un territorio splendido come il nostro non poteva che cogliere al volo un’occasione del genere. Di opere pubbliche ne stiamo facendo molte, ma questa è senza dubbio la più importante, sia sul piano economico sia su quello strategico”. Nelle scorse settimane, infatti, gli ingenti lavori hanno preso il via con l’esproprio di oltre un centinaio di proprietà (esattamente 106 a Veddasca e 31 nell’ex comune di Pino, ndr) per un valore di oltre 56mila euro.
Una vicenda complessa, che per alcuni anni si è persa attraverso un iter autorizzativo a dir poco cervellotico, ma che ha avuto un’accelerazione importante nel 2014, dopo l’avvenuta fusione dei tre comuni. Tutto ciò intrecciato con la vicenda della nascita del Gestore unico provinciale, dalle sorte oramai segnata del termine dei Consorzi di depurazione (come la Verbano SpA) e il subentro della nuova Società Alfa srl. Con i tempi che si dilatavano a causa di mille impedimenti che sorgevano di volta in volta.
Eppure, a fine 2016, il comune di Maccagno con Pino e Veddasca è riuscito a bandire la gara d’appalto, condizionandone l’esito all’ottenimento del finanziamento a fondo perduto da parte di Cariplo. Proprio nei giorni in cui si concretizzava la vittoria dell’Associazione Temporanea d’Imprese tra le Ditte Puricelli Ambiente verde srl di Jerago con Orago e Civelli Costruzioni srl di Gavirate, però, arrivava la doccia fredda della notizia che la stessa Fondazione Cariplo il 31 gennaio 2017 aveva revocato il contributo. Troppo tempo era passato l’avvio della pratica e troppe le nubi che si addensavano sul futuro della gestione dell’acqua pubblica in provincia.
E’ cominciato allora un importante lavoro finalizzato a ricucire i rapporti, chiarendo ogni punto controverso nel tentativo di dimostrare a Fondazione Cariplo la bontà dell’operazione portata avanti. Una fase durante la quale ognuno degli enti in campo ha dato il massimo per concretizzare il risultato finale e non perdere il fondamentale contributo della Fondazione.
Poi, finalmente, la sospirata buona notizia. Lo stesso Presidente di Fondazione Cariplo, l’avvocato Giuseppe Guzzetti, ha comunicato che l’iter si è sbloccato e il finanziamento confermato. I lavori sono iniziati a Gennaio 2018: il cronoprogramma prevede per il lotti 1 e 2 (ex Comune di Pino e Comune di Tronzano) la durata di 480 giorni consecutivi (16 mesi), mentre per l lotti 3 e 4 (ex Comune di Veddasca) la durata di 510 giorni consecutivi (17 mesi).
Si tratta di due progetti distinti, che prevedono un impegno economico di oltre 2,2 milioni di euro e destinati a garantire la depurazione dei due estinti comuni, oltre a quello di Tronzano. La pianificazione prevede la costruzione di otto impianti distinti, da Biegno fino a Zenna. Le risorse necessarie, invece, saranno garantite dal contributo a fondo perduto della Fondazione Cariplo (oltre 930mila euro), dalla Verbano SpA (915mila euro), Comune di Tronzano (250mila €), Comunità Montana “Valli del Verbano” (100mila €) e Comune di Maccagno con Pino e Veddasca (100mila €). Per i lotti 1 e 2 (ex Comune di Pino e Comune di Tronzano) la durata dell’intervento sarà di 16 mesi circa, mentre per i lotti 3 e 4 (ex Comune di Veddasca) la durata è di 510 giorni consecutivi.
“Sono grato a Fondazione Cariplo per aver capito che per noi si trattava di un’occasione imperdibile – conclude il sindaco -. Ringrazio anche l’A.T.O. provinciale, Alfa, Verbano S.p.A. e tutti gli Enti che hanno creduto nel nostro impegno. Un ringraziamento a parte merita il Consigliere regionale Alessandro Alfieri, che si è speso credendo che per il bene del territorio venisse prima di tutto”.
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