EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Luino | 8 Febbraio 2018

Regionali, intervista al candidato presidente Gori: “Cresce l’ottimismo”

Martedì sera, prima dell'incontro a Germignaga, il sindaco di Bergamo ha fatto il punto della situazione sulla campagna elettorale, criticando anche Maroni e Fontana

Tempo medio di lettura: 4 minuti

L’election day del 4 marzo, relativo alle politiche e alle regionali in Lombardia, si sta avvicinando sempre di più e la campagna elettorale dei candidati Governatori e dei candidati consiglieri è ormai entrata nel vivo.

Martedì sera a Luino prima, ed in seguito a Germignaga, il candidato presidente del centrosinistra, Giorgio Gori, ha presentato il proprio programma, parlando di tutte le problematiche del territorio e ascoltando sindaci, cittadini, associazioni ed imprenditori, per inserire nell’agenda politica tutte le osservazioni sollevate dalla popolazione.

Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo, andando ad affrontare i temi più attuali di queste settimane, in vista della chiamata alle urne per milioni di elettori lombardi.

Come sta andando la campagna elettorale e qual è la percezione dei cittadini sulle regionali?

Io sono molto fiducioso perchè vedo con il passare delle settimane che cresce quel clima che ho già visto a Bergamo nel 2014 quando mi ero candidato contro il sindaco di centrodestra, dato per favorito, e poi pian piano è montata un’atmosfera, diventata passaparola, che è stata contagiosa. Mi pare che stia succedendo la stessa cosa con tanti elettori che in passato hanno votato il centrodestra e questa volta stanno considerando di fare una scelta diversa. Soprattutto faccio riferimento ai settori produttivi, industrie, imprese e artigianato, che misurano la concretezza degli argomenti che gli porti.

Quali sono le critiche più ricorrenti fatte a Maroni da parte delle realtà che sta incontrando?

In tanti mi dicono che non abbia fatto niente, anzi ha fatto crescere una specie di mostro burocratico che complica infinitamente la vita ai cittadini. Lo so anche io da sindaco, però, non me lo dovevano necessariamente raccontare. Questo è un tema molto sentito, ma tra i cittadini sono troppi quelli che hanno sollevato la questione della sanità, nei suoi aspetti più immediati, e mi riferisco alle liste di attesa e alle situazioni nei Pronto Soccorso. C’è molta insoddisfazione per la gestione della cronicità, non solo tra i pazienti, ma anche tra gli operatori, come medici e infermieri. Chi ne capisce oggi ti dice che questa cosa non funziona. Un altro problema è quello evidenziato da tutte le persone che hanno una certa sensibilità ambientale, che percepiscono la paralisi che non si sia fatto nulla di rilevante.

Questo è un tema che potrebbe portar voti trasversalmente…

Certo, sto parlando di cittadini, tutti quelli che non votano a criteri più politici e ideologici. Ovviamente quando uno dice “razza bianca” (riferendosi alle parole del suo maggior avversario Fontana, ndr), fa reagire una gran parte di elettorato che dice “io quello lì non lo voterò mai”. Pensando ad un interesse quotidiano, invece, credo ci sia la vasta platea dei pendolari che meriti una grande attenzione in tutta questa ragione.

Parlandomi di questi problemi, quali sono le cinque priorità che si darebbe se vincesse le elezioni?

Cinque? Sono poche. Ce ne sono tante da mettere in pratica. Ma senza dubbio una tra le prime cose da sistemare è la sanità, come dicevo prima, e correggerla in corsa, perchè rischia di venire fuori veramente una grande confusione dove a farne le spese potrebbero essere i malati. C’è da fare un lavoro molto importante sulla formazione. C’è un enorme scollamento tra il mondo della formazione e quello delle imprese che è impressionante, specialmente in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, con un grande numero di disoccupati. Non te lo puoi permettere.

E per quanto riguarda il trasporto ferroviario, anche dopo la strage di Pioltello?

Il tema del trasporto ferroviario è un tema che richiede una decisione da prendere subito, per evitare che i tempi si allunghino. L’obiettivo è quello di porre fine, nel 2020, al contratto di TreNord, che sostanzialmente è responsabile della gestione di un mondo molto precario.

Sta girando in questi giorni in tutta la Lombardia durante questa breve ma intensa campagna elettorale, ma qual è la cosa le ha fatto più male sentire? Una testimonianza di un anziano, di un disoccupato…

Sono tante le persone che si avvicinano per raccontare storie umane a volte strazianti. Quello che mi colpisce di più, però, sono i genitori che mi incontrano e mi parlano dei loro figli. Sono tanti che non si capacitano di come possano avere il figlio in casa a 35 anni senza un lavoro. E’ faticoso.

Il passaggio dall’essere sindaco, ad intraprendere questa nuova sfida verso il Pirellone, come lo sta vivendo?

In questi mesi l’impegno come candidato a Governatore e l’incarico di sindaco a Bergamo convivono. Sono ovviamente due partite differenti: a Bergamo, come tutti i miei colleghi sindaci, lo sanno bene, si lavora sulla quotidianità, di cose anche piccole e molto concrete, mentre la Regione non è un grande comune. E’ un ente che principalmente ha responsabilità  legislativa e bisogna studiare e lavorare ad una visione lungimirante. L’idea di una Lombardia più efficiente, capace di crescere e creare posti di lavoro, anche più inclusiva, solidale ed attenta alle fragilità è fondamentale.

La Lombardia, però, nel nostro paese è una tra le regioni che trainano maggiormente l’economia…

Senza dubbio, se paragonata ad altri territori italiani, ma non è così performante come dovrebbe. Guardando all’Europa non siamo al top delle classifiche, se il confronto lo facciamo alle regioni del meridione d’Italia in nove casi su dieci si denota che siamo i migliori. Se andiamo a vedere gli indicatori sull’innovazione, sulla disoccupazione, sul lavoro femminile, si scopre che ci sono dati che non sono ottimali, anzi… anche per quanto riguarda la dispersione scolastica.

Nelle prossime settimane incontrerà altri cittadini, continuando la campagna elettorale. Lei cosa si auspica? 

Anzitutto avevo deciso di candidarmi anche prima del forfait di Maroni, quindi di giocarmela contro di lui. Avevo la convinzione che anche contro Maroni, che gode di buona stampa, ce la potessi fare. Stringi stringi è uno che ha fatto veramente poco. Ha promesso la luna, con il dimezzamento del residuo fiscale, delle tasse, varie abolizioni, ma non ha fatto mai niente di queste cose. C’è in giro molta delusione.

Un’ultima battuta, invece, a chi le dice che è un uomo che arriva, lavorativamente parlando, dalla parte di Berlusconi, lei cosa risponde?

Dico che da Berlusconi ho imparato un sacco di cose, professionalmente, ed è stato un buon capo. Peccato che quando ha deciso di entrare in politica sia andato dalla parte sbagliata, io gliel’ho proprio detto. Gli ho detto “Guardi che io non la seguo, non la penso come lei, non ho quelle idee lì”. Di conseguenza in quella circostanza avevamo anche avuto un po’ di discussioni. Penso che sia stato un buon imprenditore, ma allo stesso tempo un politico abbastanza deludente. Un altro che ha alimentato grandi speranze che poi quando ha governato ha combinato poco. Poi credo sia una persona di qualità genetiche superiori alla media, per cui è lì ancora ad 82 anni e tiene banco del centro destra. Io, però, ad uno di 82 anni non affiderei mai la guida di un paese, con tutto il bene che posso volergli.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127