Lavena Ponte Tresa | 27 Gennaio 2018

Lavena Ponte Tresa, dall’unanimità alla bagarre: al centro delle divergenze ancora l’asilo

Maggioranza e minoranza si sono scontrati con toni accesi sul finire dell'assemblea. L'intervento dei consiglieri di minoranza Provini, Muraca e Monica Boniotto

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Un consiglio comunale intenso, quello che mercoledì sera ha aperto il 2018 per Lavena Ponte Tresa. Tra i banchi dell’assemblea cittadina un solo assente giustificato, il consigliere di minoranza Simone Mazzilli. Diverse le tematiche passate in rassegna nel corso della serata, tre erano i punti all’ordine del giorno previsti.

L’assemblea cittadina si è aperta con la consueta lettura ed approvazione dei verbali della seduta dello scorso 24 dicembre , che ha trovato l’unanimità tra i banchi del Consiglio. La seduta è proseguita con il secondo argomento oggetto di trattazione: la modifica del regolamento per l’utilizzo dei locali di proprietà comunale approvato nel giugno del 2014. Si tratta di regolarizzare le richieste di utilizzo di locali chiusi per il periodo invernale, pervenute da diverse associazioni sportive. In particolare, ad essere stato modificato è l’articolo 6 che disciplina, su richiesta esplicita in forma scritta con cadenza annuale, la concessione gratuita per l’utilizzo delle palestre comunali alle associazioni sportive del territorio per un numero limitato di ore settimanale. Punto votato all’unanimità.

Argomento di ampio interesse per la cittadinanza, poi, l’ultimo punto: l’approvazione del regolamento per l’erogazione di prestazioni sociali e per la realizzazione degli interventi sociali ed educativi del comune. Ad prendere la parola è stata l’assistente sociale, dottoressa Eliana Bianchi, che ha spiegato nel dettaglio le caratteristiche del nuovo regolamento. Tale provvedimento, finalizzato ad adeguare i regolamenti comunali alle nuove direttive di legge, è stato oggetto di rielaborazione da parte della Comunità Montana del Pimbello e successivamente presentato ai comuni dove è stato oggetto di ulteriore intervento da parte dell’ufficio e dell’assessorato dei servizi alla persona. “La decisione è nata dall’esigenza di avere uno strumento funzionale ed efficace per l’erogazione di tali servizi e dalla necessità di adeguarsi ai cambiamenti normativi degli ultimi anni – ha spiegato Bianchi-. Si tratta di un regolamento modellato sulla realtà di Lavena Ponte Tresa, che sarà applicato sperimentalmente nel corso di questo anno per poi valutarne l’impatto. Alla base del regolamento c’è la formula del ‘progetto assistenziale individualizzato’, una modalità di lavoro che prevede la collaborazione tra il servizio e l’utente. Tempi, obiettivi e modalità vengono condivisi: c’è una corresponsabilità”.

Così, le risorse verranno messe in campo sia dall’ente che dall’utente e dalla sua rete familiare/parentale, con i cittadini chiamati a contribuire al costo del servizio in base all’ISEE, che valuta la situazione economica del nucleo, misurando misurare la contribuzione in forma proporzionale basata sulla fascia di reddito d’appartenenza. La quota, dunque, non sarà più a scaglioni, che poteva essere meno equa, ma proporzionale. “Si è cercato di includere tutti i servizi erogati del settore ‘Servizi alla persona’ – continua Bianchi: servizi sociali, educativi, quelli di supporto all’attività scolastica, l’inserimento lavorativo, il trasporto. Le novità sono che alcuni servizi oggi gratuiti potrebbero diventare servizi a contribuzione. Prima i servizi per minori con disagio famigliare o derivanti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, quasi mai erano considerati ‘a contribuzione’: si dava per scontato che fossero a capo dell’ente. In questo regolamento, invece, si prevede la valutazione della situazione economica. Restano, invece, gratuiti gli interventi educativi svolti a scuola mentre alcune tipologie di contributi ed interventi come il campo estivo e la scuola dell’infanzia sono stati lasciati a definizione annuale”.

Diverse le domande inerenti il regolamento che arrivano dalla minoranza, tra cui quelle della capogruppo di minoranza Vanessa Provini, che chiede delucidazioni sulla discrezionalità della giunta riguardante la contribuzione e la richiesta, al termine dell’anno pensato per la sperimentazione, di riportane gli esiti in consiglio comunale prima di procedere alla sua definitiva entrata in vigore. L’assistente sociale spiega che la discrezionalità della giunta riguarderà solo casi specifici e particolari, mentre sui restanti sarà applicato il regolamento. Il sindaco Mastromarino conviene con il capogruppo di minoranza Provini sulla necessità di un momento dedicato al monitoraggio per fare il punto sugli esiti del regolamento. Tra le richieste pervenute dalla capogruppo di minoranza anche un’ulteriore precisazione. “Mentre all’articolo 6 il diritto all’accesso agli atti viene compresso – spiega Provini -, nell’articolo 39 si dà atto al principio di trasparenza”. Il segretario comunale chiarisce come permarrà il principio della trasparenza attraverso la pubblicazione degli atti, mentre per quanto riguarda l’accessibilità, poiché si tratta di argomenti ‘delicati’, sarà valutata ogni singola richiesta. Anche quest’ultimo punto trova l’unanimità.

A prendere la parola, per porre un quesito all’assessore Pasqualino D’Agostino, terminati gli argomenti oggetto di trattazione, è ancora la capogruppo di minoranza Vanessa Provini: “Faccio seguito al quesito proposto nella seduta di ottobre, in merito alle intenzioni dell’amministrazione rispetto alla situazione di disagio che si era palesata da parte di alcuni utilizzatori dei servizi dell’asilo di Ponte Tresa, riportata dalla stampa, a cui è seguito un incontro su invito del consiglio direttivo dello stesso asilo – spiega Provini -. Ringraziamo il consiglio per la disponibilità e crediamo che non voglia sottrarsi ad un ulteriore confronto, poiché abbiamo reperito nuove informazioni. Questo al fine di chiarire quelle che sono gli intendimenti riferiti che risultano ancora poco trasparenti. Dunque chiediamo all’assessore se ha intenzione di partecipare a questo confronto e fornirci le informazioni che sono servite anche alla predisposizione di atti e interventi a favore dell’asilo nel Piano di Diritto allo Studio, visto che si è deciso di discuterne in Giunta senza portarlo in Consiglio”.

“La scuola dell’infanzia è solo un capitolo del Piano di Diritto allo Studio, quello che è il nostro intervento sull’ente è regolamentato da una convenzione – spiega l’assessore D’Agostino -. Le scelte amministrative ed educative non competono a noi, così come non competono a noi i programmi, gli insegnanti assunti e in generale la gestione di un’istituzione del territorio. Dunque, parteciperò, purché le richieste e gli argomenti di suddetto incontro si limitino a quelle che sono le convenzioni che abbiamo con gli enti preposti”.

A questo punto è l’assessore Valentina Boniotto ad intervenire: “Chiedo al presidente se in futuro sia possibile valutare la differenza tra l’interpellanza e il quesito a risposta immediata. Non entro nel merito della discussione ma mi sembra che stiamo mancando di rispetto al regolamento del consiglio comunale”. Sul tecnicismo da regolamento è d’accordo anche il sindaco Mastromarino e così il presidente Silvia Zocchi coglie il pretesto per fare chiarezza, spiegando che qualora si voglia far ricorso ad un’interrogazione o ad un’interpellanza è necessario presentare il tutto in forma scritta prima della seduta. Provini, invece, ribadisce che il suo voleva essere un semplice quesito a risposta immediata, poiché ne rispetta i criteri.

Gli animi del consiglio iniziano a scaldarsi e si assiste ad un susseguirsi di domande provenienti sia dal gruppo di maggioranza che da quello di minoranza. Dai banchi della minoranza arriva la domanda del consigliere Pietro Muraca che chiede se il sindaco e il Consiglio sono a conoscenza della situazione dell’asilo di Ponte Tresa”. Immediato il “sì” del sindaco Mastromarino, che ricorda come il quesito a risposta immediata possa essere rivolto ad un solo soggetto, mentre il consigliere Muraca interviene ancora dicendo che il ruolo della minoranza è inutile, dal momento che non è possibile fare domande. La risposta, però, arriva dalla presidente Zocchi, che spiega che è lecito fare domande su un fatto che succede in paese, come l’asilo, ma che portando un argomento in consiglio con queste modalità non si arriva da nessuna parte. Bagarre poi ancora tra l’assessore D’Agostino e il consigliere Muraca, su questioni politiche. In particolare l’assessore D’Agostino chiede il perché il consigliere Muraca, già assessore allo sport, sia stato visto nella palestra della scuola media di Lavena Ponte Tresa durante l’orario di lezione. Il consigliere Muraca chiede che la domanda sia messa a verbale e afferma che la “risposta” arriverà, nelle sedi opportune.

La capogruppo Provini indica, poi, come polemico l’intervento dell’assessore Boniotto poiché il quesito posto è a suo parere perfettamente in linea con il regolamento, avendo solo chiesto la posizione dell’assessore D’Agostino rispetto ad un futuro incontro. L’assessore Boniotto risponde che la richiesta era rivolta ad entrambe le parti e finalizzato a far sì che certi argomenti, poiché importanti, vengano trattati in modo più approfondito con un’interpellanza.

La seduta del Consiglio trova la sua conclusione con le parole della consigliera Monica Boniotto rivolte al sindaco: “Quando ha intenzione di soddisfare la richiesta avanzata dal consigliere Roncoroni prima delle sue dimissioni, ritirate nel novembre del 2016, in merito al sondaggio telefonico, avvenuto nel periodo delle elezioni amministrative del 2016, come dichiarato anche nell’articolo del nostro giornale locale Luino Notizie?”. “Appena riterrò opportuno farlo, raccoglierò tutte le informazioni per poter rispondere”, conclude il sindaco Mastromarino.

Una seduta che, iniziata all’insegna dei toni pacati, ha trovato la sua conclusione con polemiche e toni accesi tra maggioranza e minoranza.

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