Una disavventura durata diverse ore quella che si è trovato a vivere Antonio Canonica, cittadino svizzero 60enne con una disabilità motoria, residente a Sementina, che, nella serata di lunedì ha voluto testare il nuovo collegamento ferroviario tra Mendrisio e Varese. L’uomo, a seguito dell’attivazione della tratta avvenuta nella giornata precedente, ha colto l’occasione per andare a far visita ad amici oltre confine, ma il suo viaggio si è rivelato tutt’altro che confortevole.
A riportare l’incresciosa vicenda, nella giornata di oggi, sul quotidiano Ticino Online, è stato proprio Antonio Canonica che ha ricostruito tutte le tappe della disavventura della quale, suo malgrado, è divenuto protagonista. “Il treno a Varese è arrivato senza problemi” spiega Antonio a Ticino Online, sottolineando l’assenza di difficoltà nel cambio precedentemente effettuato a Mendrisio. La criticità con la quale il signor Antonio si è dovuto scontrare, infatti, è emersa proprio nella stazione di Varese dove, dopo essere arrivato è stato impossibile scendere dal treno. Ad impedire l’operazione di discesa il dislivello esistente tra la banchina e il vagone del treno. “Sollevarmi era impossibile – prosegue il signor Antonio nella testimonianza rilasciata al quotidiano online ticinese -. Solo la carrozzina elettrica pesa oltre 200 chili. Io quasi 100”.
A questo punto la soluzione consigliata è stata quella di restare sul treno sul quale si trovava, che di lì a poco sarebbe tornato indietro, scendere alla stazione di Induno Olona e prendere da lì un nuovo convoglio che lo avrebbe condotto nuovamente alla stazione di Varese. Questa volta su un binario nel quale il problema del dislivello non si sarebbe posto. Accettata la soluzione proposta, il signor Antonio si trova nuovamente nella stazione di Induno Olona, dove resta in attesa del treno che lo avrebbe dovuto condurre a Varese. Ma è qui che si profila una nuova problematica. Il convoglio, atteso al binario 1, arriva al binario 2 e la rampa per disabili che avrebbe dovuto permettergli l’accesso al secondo binario è chiusa e nessuno all’interno della stazione è in possesso della chiave. Tra le modalità attraverso cui al signor Antonio avrebbe potuto accedere al secondo binario c’era anche l’ascensore che, però, si è rivelato essere guasto.
Nel frattempo si è trovata a passare dalla stazione Cecilia Zaini, assessore ai servizi sociali di Induno Olona, che ha provato a risolvere la situazione chiamando sia la Polizia che i Vigili del Fuoco che, invano, hanno cercato di far funzionare l’ascensore. Il signor Antonio, dunque, dopo questa serie di incresciose vicende, si è trovato nuovamente ad attendere: questa volta un treno che possa riportarlo in Ticino.
“Mi hanno parcheggiato in una sala d’attesa fino alle 3:10 di notte – si legge ancora nella testimonianza del viaggiatore -. A quel punto è passato un treno per Albate Camerlata. A Mendrisio ho cambiato per Bellinzona”. L’uomo, partito da Mendrisio alle ore 18, non è riuscito a raggiungere la destinazione prestabilita ed ha fatto ritorno a casa solo alle 5 del mattino, e non intende ripetere l’esperienza. “Mi è bastato così” si legge, infatti, tra le ultime battute rilasciate alla testata giornalistica ticinese, che ha raccolto la sua testimonianza.
Una vicenda imbarazzante che in queste ore ha suscitato grandi critiche e che di certo non farà mancare margini di riflessione.
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