Ennesimo maltrattamento in famiglia perpetrato nell’Alto Varesotto, questa volta a Marchirolo. A farne le spese una signora, di origini marocchine e la propria figlia di 9 anni, che da tempo era costretta a vivere questa situazione e a vederla con i propri occhi.
La donna, esasperata dai comportamenti del marito, un quarantenne operaio disoccupato di origini marocchine, con il vizio dell’alcol, nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 gennaio, ha deciso di lasciare il compagno fuori casa.
Spesso, infatti, negli ultimi tempi, l’uomo, tornando a casa dopo aver bevuto fuori, maltrattava la donna, sotto gli occhi atterriti della piccola figlia. Per evitare i soliti problemi, e, soprattutto, evitare alla bambina di vedere il padre in quelle condizioni, la donna non ha permesso all’uomo di entrare in casa.
L’uomo dopo tanta resistenza ha fatto desistere la donna che, prima di aprirgli la porta, ha chiamato i Carabinieri. Una volta entrato in casa l’uomo, come ormai capita sovente, ha continuato a maltrattare la donna verbalmente, dando in escandescenza, fino all’arrivo dei militari dell’Arma della Radiomobile che hanno riportato la calma nell’appartamento.
La signora, così, ha raccontato ai Carabinieri di essere vittima di maltrattamenti da diverso tempo, anche se fino a venerdì non aveva mai sporto denuncia ai danni del marito.
Venerdì mattina, per, è stato il Gip del Tribunale di Varese ad aver disposto la custodia cautelare in carcere all’uomo, per il reato di maltrattamenti. L’uomo successivamente è stato così trasferito presso il carcere dei Miogni di Varese.
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