Roma | 28 dicembre 2017

Gentiloni lascia, Mattarella ha sciolto le Camere. Parte il conto alle rovescia verso le elezioni

Gentiloni questa mattina, prima di salire al Colle, ha partecipato alla tradizionale conferenza di fine anno tracciando il bilancio della sua esperienza da premier

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Ha ufficialmente preso inizio il conto alla rovescia verso le elezioni: Mattarella, infatti, dopo aver visto informalmente il premier Paolo Gentiloni, rientrato a Palazzo Chigi dopo circa un’ora di colloquio al Quirinale, ha dato inizio al colloquio con il presidente del Senato Pietro Grasso. E’ attesa al Colle, per un incontro successivo, anche la presidente della Camera Laura Boldrini.

Dopo aver ricevuto separatamente, i presidenti delle Camere, il Presidente Mattarella ha sciolto il Parlamento il cui decreto sarà contro-firmato dal presidente del Consiglio, con un nuovo rapido passaggio al Colle prima del consiglio dei ministri previsto per questa sera che darà il via libera ai decreti elettorali e indicherà la data delle elezioni, presumibilmente il 4 marzo. Gentiloni salirà, poi, ancora una volta al Colle per far controfirmare i decreti elettorali al presidente della Repubblica.

Il premier, prima di salire al Colle per l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha risposto alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, tracciando il bilancio della sua esperienza a Palazzo Chigi, ma anche dei due precedenti esecutivi guidati dal Pd: quello di Enrico Letta prima e Matteo Renzi poi. “Ritengo importante aver raggiunto l’obiettivo fondamentale del governo: aver portato a conclusione ordinata la legislatura”- le parole del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa di fine anno. “Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre – ha, poi, aggiunto il premier -. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori. Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso. C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”. (ANSA) Ecco il video.

(Foto copertina © governo.it)

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