Annunci inaspettati nella serata di ieri, venerdì 24 novembre, durante il consiglio comunale di Lavena Ponte Tresa. Dopo aver passato in rassegna gli argomenti all’ordine del giorno il sindaco Massimo Mastromarino ha messo a conoscenza il consiglio comunale della sopraggiunta notifica di un avviso di garanzia a suo carico. A ricevere la notifica, insieme al primo cittadino, anche il vicesindaco Mina Grazia Donata e l’assessore Valentina Boniotto.
“In relazione alla convenzione e al permesso di costruire a Petra, comunico di aver ricevuto, insieme al vicesindaco Mina Grazia Donata e all’assessore Valentina Boniotto, un avviso di garanzia da parte della Procura di Varese – ha spiegato il sindaco Massimo Mastromarino al termine della seduta -. Ribadiamo la nostra estraneità ai fatti a noi imputati, riservandoci di esporre quanto a nostra conoscenza nelle sedi opportune. Mi sembrava doveroso, questa comunicazione, farla al consiglio comunale prima che al paese, prima che alla stampa”.
A margine del consiglio, però, ci siamo fatti spiegare dal sindaco le motivazioni che lo hanno condotto ad annunciare l’avviso della Procura di Varese pubblicamente. “Ho ritenuto doveroso nel rispetto del consiglio comunale, comunicare a loro che mi è stato notificato un avviso di garanzia e con me è stato notificato a Valentina Boniotto e a Mina Grazia Donata. In questo momento ci sentiamo di poter ribadire che siamo estranei a questi fatti e stiamo producendo una memoria difensiva. Mina Grazia Donata e Valentina Boniotto sono state indagate per fatti avvenuti quando erano consiglieri di minoranza della precedente amministrazione, dove, è giusto ricordare, hanno assunto sempre una posizione contraria alla convenzione Petra. Io oggi sono indagato per lo stesso motivo, ovvero fatti avvenuti quando ero consigliere comunale di minoranza, pur avendo espresso voto contrario alla convenzione Petra e per procedimenti aperti che ho ereditato in quanto oggi sindaco”.
Nello scorso mese di agosto il paese sito sulle rive del lago Ceresio era stato scosso dalla notizia riguardante il sequestro di diciassette immobili, dal valore totale di oltre 4 milioni di euro. Oltre a questo, però, la Guardia di Finanza di Luino aveva annunciato che le persone indagate erano sedici, tra cui amministratori pubblici, funzionari e pubblici impiegati.
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