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Milano | 30 Ottobre 2017

Lombardia, montagna: via libera al Progetto di Legge sugli impianti di risalita

Il sottosegretario alla Presidenza con delega alla Montagna Ugo Parolo: "Gestione sinergica per interventi efficaci e miglior impiego delle risorse"

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“Si tratta di un atto di notevole importanza, frutto di un intenso lavoro di confronto e di studio, che pone le basi per una nuova visione e inquadramento degli impianti di risalita, riconoscendone la specifica valenza all’interno degli ambiti alpini e proponendo un percorso, volto sia a provare a superare la situazione attuale di grave crisi del settore che a pensare a un loro riposizionamento, in un’ottica condivisa e di prospettiva che coinvolga la responsabilità dei territori, della regione e del tessuto competitivo”. Lo dichiara il sottosegretario alla Presidenza con delega alla Montagna Ugo Parolo, annunciando l’approvazione, da parte della Giunta, del Progetto di Legge “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse e funzionali al relativo servizio”.

Attrattività della montagna. “La proposta di legge di Regione Lombardia – spiega Parolo – si pone l’obiettivo sfidante di incentivare l’attrattività dei territori montani che accolgono gli impianti di risalita e le infrastrutture accessorie. Gli impianti, oltre ad essere un’importante ricchezza per la nostra Regione, costituiscono tutt’oggi un’infrastruttura  primaria per permettere la crescita sia del turismo che dell’intera economia locale. L’obiettivo sotteso è quello di disegnare un nuovo sviluppo delle aree alpine, dove l’impianto di risalita può costituire un elemento essenziale ma solo se visto in sinergia a una programmazione territoriale che punti, secondo le specificità dei singoli territori, a diversificarne l’offerta, andando oltre, pur senza abbandonarlo, a un modello volto esclusivamente allo sci alpino”.

Il riconoscimento del valore pubblico. Uno dei capisaldi del Progetto di Legge è il riconoscimento del ruolo pubblico degli impianti di risalita e delle infrastrutture accessorie. “La Regione – continua il sottosegretario – trova la forza nel legiferare su questa materia proprio in relazione al riconoscimento dell’interesse pubblico all’efficiente gestione di queste infrastrutture e ai benefici derivanti alle economie locali dalla loro ottimale funzionalità: si tratta di un principio da non dare per scontato perché regge la possibilità per il “pubblico” di giocare un ruolo diretto nella partita”.

Il patto territoriale. Il Progetto di Legge vede nei “patti territoriali” lo strumento negoziale col quale il territorio, affiancato dalla Regione, disegna il suo futuro anche attraverso un programma di interventi di prospettiva e la costituzione di società pubbliche che possano agevolare gli investimenti necessari, anche attraverso processi di finanziamento a supporto degli investimenti col supporto di Finlombarda S.p.A. “Regione Lombardia – fa eco Parolo – vuole giocare un ruolo importante in questa partita, gettando le basi per un percorso che non sia volto solo alle esigenze contingenti, che pure esistono e che vanno risolte, ma che provi ad accompagnare i territori in una prospettiva di medio-lungo periodo.”

Il percorso attivato dal GDL. “Questa proposta di Legge, – aggiunge – che ci auguriamo il Consiglio regionale possa licenziare in tempi brevi, trae origine dal Protocollo sottoscritto con la Provincia di Sondrio in base al quale è stato costituito un Gruppo di Lavoro che col coinvolgimento del Sistema Bancario locale e dei principali stakeholders del territorio, ha identificato quale modello da sviluppare, una modalità di gestione pubblica consistente nella costituzione di una o più società infrastrutturali finalizzate allo sviluppo e al mantenimento delle reti di un comprensorio sciistico montano”.

“Non posso che essere soddisfatto – chiosa il sottosegretario regionale – dell’impegno attuato da Regione Lombardia nella definizione di questo fondamentale progetto di legge, che prova a mettere in campo una spinta propositiva e di prospettiva contro la crisi che attanaglia il comparto, anche a fronte della forte concorrenza estera e delle Province Autonome confinanti. Ora, insieme ai territori, dobbiamo avviare il percorso attuativo e non escludo possano esserci ulteriori altre iniziative da parte della Regione, anche di partecipazione diretta ai percorsi in forma maggiormente strutturata”. “Sono convinto – conclude – che con queste nuove dinamiche di programmazione coordinata si potrà cambiare il futuro della montagna ed esportare il modello lombardo anche a livello nazionale”.

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