Luino | 29 Ottobre 2017

Torna a splendere la rotonda liberty di Chiara e Sereni. “L’angolo più romantico di Luino”

Un luogo che in poco tempo era diventato il simbolico accesso alla città. Ora si è rifatto il look con la posa dei lampioncini mancanti e nuove eleganti lampade

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“Invito i cittadini e gli amanti di Luino ad ammirare ‘la rotonda’ di viale Dante, tornata a risplendere con la posa dei lampioncini mancanti e con nuove lampade bellissime”. Così il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, commenta la riqualificazione non di una comune rotonda, ma della ‘rotonda’ esaltata da Piero Chiara e da Vittorio Sereni. “In questi anni Luino ha saputo realizzare un lungolago spettacolare, apprezzato da chiunque venga a farci visita – spiega in modo orgoglioso Pellicini -. Non potevamo dimenticarci dell’angolo più romantico della città”.

A tracciare la storia e i tanti aneddoti novecenteschi di uno dei luoghi “simbolo” di Luino, però, è lo storico luinese Federico Crimi. “Stiamo parlando di quel luogo proteso a semicerchio verso le acque del lago, coronato da una balaustra e da lampioncino in ghisa, realizzato tra il 1911 e il 1913 a suggello di un piano urbanistico cittadino imperniato sulla grande Stazione Internazionale. Cento anni fa il lungolago fu proteso in direzione di Germignaga con il viale dei platani oggi ripristinato. Uno stradone rettilineo, in asse con la facciata della stazione, fungeva da nuovo scenografico accesso alla città strappando al pronao di San Giuseppe il primato conservato per qualche secolo”.

“Nel 1979 – prosegue Crimi -, Vittorio Sereni e Piero Chiara, insieme al comitato che dava l’avvio all’almanacco annuale dedicato alla storia luinese sotto il titolo de ‘la Rotonda’, riunivano sotto il simbolo del popolare ‘Rondò’, sul lungolago della cittadina, un’esigenza di rilancio che fosse profondamente ancorata alle radici della città. Quell’esperienza editoriale, che dura tutt’oggi, segnava, per entrambi, un ritorno a Luino, dopo una lunga pagina biografica di assenza, allo scopo di dedicarsi con rinnovata vitalità al luogo d’origine, fonte inesauribile di poetica e di spunti narrativi”.

La ‘rotonda’ era, dunque, il nuovo simbolo di Luino è rappresentava, oggi come allora, il vertice di quella felice e quasi miracolosa stagione locale che aveva visto Luino uscire come dalle tenebre della storia per affacciarsi all’Europa: era arrivata la ferrovia del Gottardo (dal 1882), i treni viaggiavano da Berlino verso Genova e nel Buffet de la Gare facevano capolino teste coronate, ambasciatori, esploratori, letterati e prelati. Un ‘mondo’, come ricordò Piero Chiara – conclude Crimi -, che improvvisamente si spalancava alla cittadina, eppure tutto racchiuso nella sola stazione”.

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