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Cunardo | 16 Ottobre 2017

Nascosti per due anni a Cunardo: cittadinanza onoraria a Lea e Daniele Nissim, ebrei scampati al fascismo

Una storia che ha dell'incredibile quella che verrà raccontata il 19 ottobre ai ragazzi delle scuole di Cunardo: il salvataggio di una famiglia ebrea padovana nel 1943

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Avverrà questo giovedì 19 ottobre il conferimento della cittadinanza onoraria del comune di Cunardo a Lea e Daniele Nissim. Al termine della cerimonia, i due fratelli racconteranno la loro storia – fatta di paura, spostamenti in gran segreto, complicità dei paesani e un lieto fine – davanti ai ragazzi dell’istituto comprensivo Vaccarossi.

Lea e Daniele Nissim scamparono alla furia nazifascista nascondendosi, dal 1943 al 1945 insieme alla loro famiglia, in una casa di Cunardo. Riuscirono a salvarsi aiutati da due Giusti tra le nazioni varesini, Calogero Marrone e Anna Sala, e dalla silente collaborazione dei cunardesi. Il loro ritorno in quei luoghi, che segnarono la loro vita, sarà un momento importante per far sì che il valore della memoria rimanga nelle coscienze delle future generazioni e si rafforzi quale patrimonio collettivo e incancellabile.

Durante la giornata la Compagnia Duse di Besozzo renderà omaggio a Calogero Marrone, che falsificò i documenti della famiglia, commemorato come “Giusto tra le nazioni” insieme alla “staffetta” Anna Sala.

Tutto è cominciato da un incontro casuale, avvenuto in primavera a Tel Aviv, tra Daniele Nissim e Giovanni Bloisi, anziano ciclista di Varano Borghi che lo scorso marzo ha intrapreso un “viaggio della memoria” in bici, per ripercorrere i tanti luoghi toccati dalle persecuzioni razziali dell’ultima guerra. Proprio a quell’uomo, che ha voluto mantenere vivo il ricordo di tante vite spezzate ingiustamente, Daniele ha deciso di raccontare la sua storia.

Una storia che parte da Padova, dove Paolo Nissim è il rabbino capo della città che, insieme alla sua famiglia, si vede costretto a scappare dal Veneto dopo i fatti dell’8 settembre 1943. I quattro trovano rifugio nella casa fuori città dell’ingegnere ed antifascista milanese De Grandi, proprio a Cunardo.

Calogero Marrone ed Anna Sala, a questo punto, procurano e recapitano loro documenti falsi che attestano la provenienza da Caserta. Vengono spacciati per una famiglia fascista in fuga che cerca riparo nei territori della Repubblica Sociale Italiana, visto che, in quel momento, gli Alleati stavano risalendo la penisola dopo lo sbarco in Sicilia già nel luglio 1943. Uno solo era il problema: l’accento marcatamente padovano della famiglia che poteva metterli in pericolo a qualche orecchio indiscreto. Ma così non è stato, fortunatamente: nessun cunardese, pur sapendolo, evidenzia l’accento, preferendo ai soldi della delazione, che avrebbero fatto molto comodo, il salvataggio di un’intera famiglia ebrea.

Negli anni i contatti con la famiglia Nissim si sono persi, a causa del loro trasferimento a Tel Aviv, Gerusalemme. Oggi la vicenda, grazie all’incontro con Giovanni Bloisi, è tornata alla luce e il comune di Cunardo ha voluto ricordarla e rendere loro omaggio con la simbolica cittadinanza onoraria, per esser raccontata ai più giovani, le future generazioni, grazie all’incontro con le scuole.

Altri dettagli e i ricordi di quei due anni di paura saranno raccontati in prima persona giovedì 19 ottobre, quando Daniele e Lea torneranno a Cunardo dopo 72 anni dai fatti. L’appuntamento è alle ore 10.15 presso il palazzo del Municipio in via Da Vinci. Interverranno Angelo Morisi, sindaco di Cunardo, Gunnar Vincenzi, presidente della Provincia di Varese, e Ester De Tomasi, presidente ANPI provincia di Varese.

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