Roma | 7 ottobre 2017

Riforma elettorale: via libera al Rosatellum bis, ma cosa prevede?

A favore hanno votato i deputati di Pd, Ap, Lega, FI, Ala, Ci e Direzione Italia. Contro si sono espressi Fdi, Al, M5S, Mdp e Si. Fiano: "Mai pensato a mettere fiducia"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

La riforma della legge elettorale, ribattezzata Rosatellum bis, prevede un sistema misto, dalla forte impronta proporzionale. E’ prevista una soglia di ingresso del 3%, per le coalizioni sale al 10%.

Ecco nel dettaglio cosa prevede il testo approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera, che da martedì passa all’esame dell’aula.

Mix proporzionale-uninominale. Il 36% dei seggi viene assegnato con l’uninominale, il 64% con il proporzionale. 231 sono quindi i seggi alla Camera e 109 quelli al Senato assegnati in collegi uninominali, vince il candidato più votato. Il resto dei seggi viene assegnato con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali: i listini non possono contenere un numero di candidati inferiori a 2 e superiori a 4. Le circoscrizioni sono 20 per il Senato e 28 alla Camera. Viene assegnata al governo la delega per ridisegnare i collegi.

Soglie. Per accedere in Parlamento è fissata una soglia d’ingresso del 3%, sia al Senato che alla Camera. Soglia che per le coalizioni sale al 10% su base nazionale. I voti dei partiti in coalizione che abbiano raggiunto la soglia dell’1% vengono ripartiti alla stessa coalizione. Sotto la soglia dell’1%, invece, i voti vanno dispersi. È vietato il voto disgiunto.

Istruzioni per l’uso sulla scheda. All’elettore viene consegnata un’unica scheda, sia per il proporzionale che per il maggioritario. Una scheda è per la Camera e una per il Senato. Sul frontespizio ci saranno le istruzioni per l’uso: viene spiegato come si vota e come saranno distribuiti i voti.

Scheda anti-frode. Su ogni scheda ci sarà un tagliando removibile, dotato di codice alfanumerico progressivo, che verrà rimosso e conservato dall’ufficio elettorale prima che la scheda venga depositata nell’urna.

Pluricandidature. Le pluricandidature sono consentite fino a un massimo di 5 nei listini proporzionali, non sono consentite nei collegi.

Norma salva-Mdp. La commissione ha approvato alcuni emendamenti al Rosatellum bis che consentono anche a Mdp di non raccogliere le firme per presentare le liste alle prossime elezioni (avendo già un gruppo parlamentare) e un altro che consente ai nuovi partiti non presenti in Parlamento di dimezzare il numero delle firme necessarie da 1.500-2.000 a circa 750. In questo caso si tratta di una deroga valida solo per le prossime politiche. E lo stesso vale per un’altra norma: gli avvocati cassazionisti potranno autenticare le firme a sostegno delle liste elettorali.

Quota di genere. Nei collegi uninominali e plurinominali nessuno dei due generi può essere rappresentato da più del 60% dei candidati.

(AskaNews – Foto © )

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127