Una testimonianza sentita ed intensa è quella di Anita Principalli, operatrice OSS della RSA “Vanda Albertini” di Agra, che in questi giorni è al centro dell’attenzione nel Nord della provincia, arrivando sino a Varese e in consiglio regionale a Milano.
Tanti i pareri, le polemiche, gli attacchi e le repliche del mondo politico, da parte dei tanti partiti presenti sul territorio che, a più riprese, si sentono legittimati ad intervenire in una faccenda che vede proprio le amministrazioni pubbliche essere protagoniste e coinvolte.
Se ieri abbiamo dato parola ad una familiare di una ospite della casa di riposo, oggi, invece, abbiamo ascoltato le parole di una dipendente della RSA che vive quotidianamente la situazione della struttura dal giorno della sua inaugurazione. La vita lavorativa di chi ogni giorno si prende cura degli anziani presenti ad Agra, tra sorrisi e pianti, disponibili per loro in qualsiasi tipo di necessità ed emozione, in situazioni che talvolta si fatica anche solo ad immaginare.
Paura e speranza sono i sentimenti contrastanti che si evincono dal suo racconto. “Diverse le reazioni degli ospiti – racconta Anita nel video -, perchè ad esempio c’è chi non ha una casa, e così la perderebbe, perchè questa è la sua nuova casa. Noi operatori, indipendentemente dalla mansione che svolgiamo ,siamo diventati una famiglia per loro. Il fatto di andare via da qui li destabilizza, crea delle paure e delle incertezze per il futuro. Molte persone non saprebbero, appunto, dove andare. Sono persone affette da pluri patologie, persone molto fragili che si destabilizzano con poco. Il nostro compito è quello di mantenere sempre alto il loro morale“.
“Noi crediamo che questa sarà una storia a lieto fine – continua Anita – e se prima lavoravamo bene, adesso lo facciamo ancora di più, con il sorriso sulle labbra e soprattutto con la gioia nel cuore, perchè crediamo che continueremo ad andare avanti a svolgere il nostro lavoro. Un lavoro particolare, perchè si ha a che fare con le persone. E’ un lavoro sì, ma è una gioia, un piacere. Tante mattine ci rendiamo conto che non siamo noi che aiutiamo loro, ma sono loro che aiutano noi perchè a livello interiore ci arricchiscono. Nonostante l’età è gente che ha ancora tanto da dare. Siamo diventati una grande famiglia“.
“Le preoccupazioni rimangono ma noi stiamo riuscendo a trasmettere un clima assolutamente positivo, come prima più di prima. Dietro ogni lavoratore c’è una storia, inutile dire che si viene a lavorare anche per lo stipendio. La vita è fatta anche di beni materiali, e quello serve per vivere e andare avanti quotidianamente. Anche per noi la notizia della chiusura è stato un fulmine a ciel sereno. Non ce lo aspettavamo. Ci sono stati colleghi che si sono messi a piangere, ci si sente crollare il mondo addosso, in un periodo di grandi difficoltà economiche per l’Italia, perdere il lavoro significa perdere la dignità. Senza lavoro si perde anche quella. Un primo momento di sconforto, dubbi e incertezze ce lo abbiamo avuto. Ci siamo detti però che dobbiamo tenere duro e non molliamo“.
“Io ho assunto un atteggiamento positivo perchè ritengo che sia un’ingiustizia chiudere una struttura dove viene data centralità alle persone, dove tutti stanno bene e si sentono a proprio agio. Credo che si tratterebbe di un maltrattamento morale spostare degli anziani che vivono qua e si sono ambientati. Si destabilizzerebbero, anche per chi ha una famiglia, perchè andrebbe a cambiare la quotidianità di ogni ospite, a loro discapito. Noi qui cerchiamo di favorire la socializzazione di tutti gli anziani e ci siamo riusciti“.
“Tutta questa storia – conclude Anita – ce la lasceremo alle spalle come un brutto sogno. Senz’altro il giorno di Natale, quando festeggeremo come abbiamo già fatto, insieme agli ospiti e ai loro familiari, lo ricorderemo come un brutto sogno“.
Anita, come tutte le operatrici e gli operatori, hanno sempre espresso le proprie preoccupazioni, come in questo video, prima per gli ospiti, i nonni, poi per il loro impiego.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0