Società | 11 agosto 2017

Mettersi ai comandi di un aereo pur non vedendo: il sogno di Sabrina Papa diviene realtà

Nonostante una distrofia retinica che l'accompagna dalla nascita, la caparbia 47enne è riuscita a mettersi al comando di un aereo. Ecco come

“L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che con il cuore”, diceva l’amica volpe al Piccolo principe di Saint-Exupery. E l’essenziale, per Sabrina Papa, romana di 47 anni, non vedente dalla nascita per una distrofia retinica, è sempre stato mettersi ai comandi di un aeroplano e andare a giocare tra le nuvole.

Ma come fare? Tecnicamente in Italia non è consentito a un non vedente sedere ai comandi di un aereo ma grazie allo spirito d’iniziativa di un istruttore, che ha noleggiato in proprio l’aereo assumendosi la responsabilità dei primi voli di prova, alla tecnologia e, soprattutto, alla sua straordinaria forza di volontà, Sabrina è riuscita nel suo intento e ora studia, in Francia, per diventare pilota. “I miei genitori – ha spiegato la stessa Sabrina raccontandosi ad AskaNews – vivono in un paesino del Salento non molto lontano dall’aeroporto di Galatina e io già da piccola, quando sentivo gli aerei correvo in terrazza e volevo stare lassù con loro. Per fortuna, grazie ai ‘Baroni rotti’ che ho conosciuto grazie a un post su Facebook, sono andata in un aeroclub vicino Roma dove ho cominciato a fare i primi voli come passeggera”.

Sabrina però non si accontenta, lei vuole pilotare. Ed è con l’istruttore Sergio Pizzichini che riesce a studiare un metodo per farlo: lei memorizza la posizione di ogni comando e ogni pulsante, lui dal posto posteriore di un ultraleggero Sky Arrow, toccandole le spalle e leggendole i valori degli strumenti, le dà indicazioni per portare l’aeroplano. È già un primo grande successo, ma ancora non basta. “Mi sarebbe piaciuto – ha continuato Sabrina – avere qualcosa di più immediato, che in cuffia mi desse dei comandi per fare io quello che l’istruttore faceva attraverso me. Finché, sempre grazie ai ‘Baroni rotti’, sono venuta a conoscenza del fatto che in Francia c’è un’associazione di piloti non vedenti ‘Les mirauds volants’ e loro volano con l’istruttore che dà le informazioni vocali e un apparecchio che si chiama SoundFlyer, realizzato da un team di ingegneri di Thales Francia”.

Il dado è tratto. In men che non si dica Sabrina vola a Tolosa, poche ore di simulatore e poi via nei cieli francesi. Il SoundFlyer, un giroscopio associato a un Gps, dal costo di circa 2mila euro, con impulsi sonori e indicazioni vocali richiamabili con un tastierino, fornisce al pilota tutte le indicazioni per condurre l’aeroplano in sicurezza. “La differenza tra questo metodo francese e quello che ho inventato con il mio istruttore – ha concluso la pilota – è che, nel secondo caso è lui che pilota attraverso di me mentre, con la modalità francese, è lo strumento che ti dà tutte le informazioni ma sei tu che devi sapere cosa fare, sei tu il pilota”. Dopo la prova, Sabrina ha deciso che tornerà presto a Tolosa per completare il corso di volo e coronare il suo sogno.

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