Dopo la forte presa di posizione del sindaco di Luino, Andrea Pellicini, sulla questione dell’accoglienza ai migranti nel nostro territorio, sul Protocollo di Intesa tra Comunità Montana Valli del Verbano e Prefettura di Varese, tra convocazioni e rinvii di riunioni, torna a prendere nuovamente la parola il vicepresidente della Provincia di Varese e sindaco di Cassano Valcuvia, Marco Magrini. Solo venerdì le parole dello stesso Magrini, e dei sindaci Passera, Ielmini e Fazio.
Magrini, nella nota inviata, pone l’accento su alcuni temi peculiari proprio a Luino e alla sua amministrazione che, se da un lato si espone con dichiarazioni forti contro l’accoglienza, come quelle di ieri da parte di Pellicini, dall’altra, invece, firma il proseguimento della Convenzione con la Prefettura per continuare ad ospitare i sei migranti presenti in città già da qualche anno.
“Noi sindaci non possiamo affrontare la questione migranti come una discussione al bar – esordisce Magrini -, ma dobbiamo essere disponibili e consapevoli, affrontandola nelle sedi istituzionali. E allora cari sindaci un po’ di coerenza. Non dichiaro che non firmo il protocollo della Prefettura e poi delibero la sottoscrizione di un altro protocollo sempre con la Prefettura per accogliere 6 profughi a Luino (delibera n. 107 del 31 luglio scorso del Comune di Luino). La questione non è tra guelfi e ghibellini, sindaci Pd e sindaci di centro destra, caro Andrea e… tanto per chiarire il sottoscritto non è sindaco del Pd”.
“L’emergenza migranti interroga tutti e coinvolge tutti – continua il vicepresidente della Provincia di Varese -. Responsabili di Governo, amministratori locali e cittadini. È evidente che la politica sia in ritardo con strategie di governo insufficienti e forse in parte sbagliate, credo anche per la complessità del tema dell’accoglienza che non favorisce certo facili soluzioni; così come è palese che stiamo, come paese Italia, implodendo. Purtroppo lo stiamo verificando anche nel nostro territorio, vedi le criticità di Varese Busto e tante altre. L’ accoglienza implica il rispetto delle regole, della legalità da parte di chi arriva in Italia e anche da parte di chi è coinvolto direttamente nella gestione del fenomeno (mi riferisco alle ONG e alle stesse cooperative). Ben fa, finalmente aggiungo, il governo a richiedere regole da rispettare”.
“Detto questo – prosegue ancora il primo cittadino di Cassano Valcuvia -: non è certo creando muri e barriere, non solo fisiche quanto politiche, che possiamo garantire la sicurezza ai nostri cittadini ed ottemperare alle richieste della prefettura e dello Stato”.
“L’intervento del Sindaco Pellicini sembra ricondurre la criticità ad un banale contrapposizione tra schieramenti politici – incalza infine Magrini -. Il protocollo proposto dalla Prefettura, se qualcuno l’avesse letto, è certamente uno strumento significativo, perché affronta la questione per aree omogenee (e la Comunità Montana lo è, essendo formata da 32 comuni con circa 80.000 abitanti) e sulla base di criteri di ripartizione stabilito dal confronto con ANCI (Associazione nazionale comuni d’Italia) ovvero tre migranti ogni 1000 abitanti. Questo prevede che raggiunto il numero previsto dal protocollo, la Prefettura non avrebbe più distribuito profughi in questa area omogenea e va precisato che il numero è già quasi raggiunto( poche unità mancano). E allora perché tutto questo pandemonio?”.
“È evidente che parliamo tanto di regole, ma poi quando siamo chiamati come amministratori locali a fissarle e rispettarle, che emergono le contraddizioni, i pregiudizi e le ostilità. È chiaro che produce maggiore consenso il rifiuto, parlare in termini di discriminazione tra i migranti economici e i profughi dalle guerre, invocare prima gli italiani… Non dimentichiamoci che al di là delle nostre opinioni personali siamo degli amministratori locali e siamo richiamati a precise responsabilità”.
“Concludo – afferma infine Magrini -, dicendo che la gestione della vicenda protocollo prefettura poteva e doveva essere gestita in modo più responsabile e con la partecipazione di tutti i sindaci ad una prima condivisione e poi alla firma se tutti fossimo stati d’accordo alla presenza di sua Eccellenza il Prefetto. Infine un’ultima riflessione da semplice cittadino: speculare su questa tragedia è una grande tristezza, e non mettiamo in discussione l’uguale valore della dignità umana”.
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