Export sì, ma dove? Con la Russia ancora nel pieno della guerra commerciale e diplomatica dichiarata dall’Ue dopo la crisi ucraina, l’America trumpiana sempre più orientata al protezionismo e il Medioriente in costante instabilità, per l’export made in Varese è sempre più urgente l’apertura di nuovi mercati.
E uno, in particolare, ha tutta l’intenzione di giocarsi la partita con il vecchio continente. Si tratta delCanada, Paese ricco di materie prime, con elevata propensione agli interscambi commerciali, un Pil che lo posiziona tra le prime dodici potenze mondiali e un tenore di vita superiore a quello degli stessi Stati Uniti.
Il seminario di mercoledì 26 luglio. Di Canada, dell’accordo di libero scambio firmato con l’Ue, che sarà applicato in via provvisoria dal 21 settembre prossimo, dell’iter in corso per l’adozione da parte dei 28 dell’Eurozona (Italia in particolare) e delle opportunità che ne deriveranno per imprese e professionisti si parlerà in occasione del seminario in programma mercoledì 26 luglio 2017 dalle 18 alle 20 nella sala Turri di Confartigianato Imprese Varese (terzo piano della sede di viale Milano, 5).
L’obiettivo è quello di consentire a persone e aziende di pianificare, in vista della novità post-festiva, l’eventuale avvicinamento al Canada, con tempi più rapidi rispetto ai competitor.
In occasione del seminario promosso dall’ufficio internazionalizzazione-AreaBusiness di Confartigianato imprese Varese Pmi e professionisti (architetti, ingegneri, commercialisti ecc.) avranno la possibilità di confrontarsi, a partire da queste e altre cifre, con Corrado Paina, direttore esecutivo dell’Italian Chamber of Commerce of Ontario; Giuseppe Pastorelli, console generale d’Italia a Toronto; Jan Scazighino, Ministro Consigliere dell’Ambasciata del Canada a Roma; Mario Nigro, avvocato dello Studio legale Stikeman Elliott Llp e Vittorio Turinetti di Priero, Lca Studio Legale.
Tempi e benefici del Ceta. Il Ceta, stando alle previsioni economiche formulate in sede di ratifica dell’accordo con l’Ue (15 febbraio 2017), unirà circa 35 milioni di canadesi con 510 milioni di europei in un unico spazio di libero commercio che prevede, entro sette anni dall’entrata in vigore, l’eliminazione dei dazi doganali sui prodotti industriali e sulla quasi totalità dei prodotti agricoli e alimentari.
Il Ceta garantirà, inoltre, una protezione aggiuntiva su 173 prodotti europei (41 italiani) con denominazione di origine controllata oltre che una sorta di “corridoio preferenziale” per l’accesso agli altri mercati del continente, quello degli Usa e quello del Messico.
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