“Luino è da sempre una terra di cultura, ha dato i natali a Vittorio Sereni, Piero Chiara, Rognoni, Del Grosso, persino a un beato come Jacopino nel’ 400 (che bello sarebbe intitolare la nascente comunità pastorale di Luino a questo nostro beato ‘a km zero’ che fece edificare il Santuario del Carmine)“. Esordisce così Alessandro Franzetti, da anni impegnato sul territorio luinese tra politica e cultura, ricoprendo il ruolo di consigliere comunale e presidente del consiglio, ed essendo il vicepresidente e portavoce Associazione “Amici del Liceo Sereni” di Luino e consigliere dell’Università Popolare di Luino.
“Luino – continua Franzetti – è un crocevia di culture, quella lombarda, quella svizzera, quella ticinese, piemontese, il cui trait d’union non solo fisico è il nostro lago. Dobbiamo andare fieri della nostra identità e storia. L’amministrazione comunale dovrebbe favorire in tutti i modi lo sviluppo culturale della Città, valorizzando il nostro patrimonio. Oggi vi sono poche associazioni culturali, tra cui spiccano l’Università Popolare e gli Amici del Liceo, associazioni che conosco bene facendo parte dei rispettivi consigli direttivi. Tuttavia, troppo spesso queste associazioni sono lasciate sole, e i volontari che vi operano sono degli eroi del quotidiano, e agiscono in maniera disinteressata, o meglio con l’unico interesse del bene comune“.
“Gli Amici del Liceo da trent’anni organizzano mostre, dibattiti, conferenze con personaggi noti e comunque sempre di qualità, e si basano su quel motore di cultura che è il Liceo ‘Sereni’, vera fucina di talenti. L’Università Popolare opera dagli anni ’80, con due interessantissime sessioni all’anno di oltre venti incontri ciascuna, e coinvolge 150-200 persone“.
L’appello di Franzetti al sindaco Pellicini. “Caro sindaco, caro Andrea, mi rivolgo a te che sei un caro amico, e non ti nascondo che mi manca lavorare quotidianamente con te… mi rivolgo alla tua spiccata sensibilità culturale, e sono certo che vorrai mantenere la promessa che hai fatto pubblicamente aprendo la stagione culturale dell’Università Popolare di quest’anno, di concedere il magnifico Palazzo Verbania come sede fissa e gratuita dell’associazione. Ti chiedo inoltre di farti parte attiva per aiutare noi del direttivo a trovare una sede opportuna e idonea per le sessioni fino all’apertura definitiva del Palazzo Verbania. L’Università Popolare è una delle migliori espressioni culturali del territorio, un valore soprattutto per i numerosi e fedelissimi iscritti. Abbiamo tante potenzialità inespresse, dobbiamo fare rete tra associazioni e istituzioni, con ben saldo il valore della sussidiarietà; per questo motivo propongo in primis a te, caro sindaco, e a tutti gli operatori nel mondo della cultura e a tutti i luinesi, gli ‘Stati Generali della Cultura‘, che potrebbero fare da battesimo al nostro Verbania“.
“Io, come sempre – conclude Franzetti -, ci sono per la Città, e volentieri mi pongo come civil servant…“.
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Purtroppo Egragio Sig. Franzetti, che va scomparendo, perchè snobbata dall’altra cultura, quella dei salotti, è la cultura popolare. Perchè non si adopera per creare un associazione “Amici del CFP”? forse che quella cultura sia meno nobile? Eppure serve tutti i giorni a migliorare la qualità delle nostre vite! In termini di comfort e piacevolezza. Ci pensi, I soggetti più geniali non sempre devono conoscere i presocratici o chi era Bernardino Luini. Scoprirebbe un mondo parallelo di inusitata capacità di stimolo.
Ciao Alessandro, hai una grande e buona volontà, ma probabilmente se fino ad oggi non si è riusciti a cavare un ragno dal buco vuol dire che i referenti sono quelli sbagliati, non sto pensando ai nostri Amministratori, penso alla scelta istituzionale. Devono essere le associazioni ad avere la volontà di unirsi o di collaborare; sono loro che devono individuare lo strumento o gli strumenti idonei per generare un “humus associativo”, nulla possono fare le Amministrazioni se non c’è questa volontà. Di esperienze istituzionali del genere ne abbiamo viste fallire già troppe. Comunque, grazie per la Tua generosità intellettuale.