Luino | 17 Giugno 2017

Approvata la diretta streaming dei consigli comunali, a farne le spese le interrogazioni

Emendamento approvato con i soli voti della maggioranza. Contraria la minoranza che non ha votato l'emendamento: "Gravi limitazioni". Unanimità per lo streaming

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Un altro tema importante del consiglio comunale di ieri sera, senza dubbio, è stato quello relativo alla “Modifica al Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale” e dell'”Approvazione Regolamento di disciplina delle riprese audiovisive delle sedute del Consiglio comunale e loro diffusione”.

A presentare il tema è stato il consigliere comunale e capogruppo “Lega Nord”, Antonio Palmieri, che ha spiegato tutte le modifiche all’articolo 23 che sostituiranno le precedenti. In base alle nuove proposte, le interrogazioni dovranno essere protocollate prima della presentazione in consiglio comunale e saranno spostate alla fine delle sedute. Solo quelle di carattere urgente potranno essere portate in consiglio, ma sarà il solo presidente del consiglio comunale a valutare l’urgenza e, nel caso venisse accettata la richiesta, iniziare il dibattito sul tema. In caso contrario, invece, l’interrogazione sarà inserita nell’ordine del giorno dell’assemblea successiva. La spiegazione a questa decisione arriva dall’altro capogruppo di maggioranza (ndr, Nuova Frontiera), Simona Ronchi: “Meglio evitare di avere al termine delle sedute argomenti importanti come il bilancio o le opere pubbliche. Questa modifica è stata pensata proprio per questa ragione”.

Se Taldone afferma di “non voler essere il presidente nel momento in cui deve decidere o meno se accettare un’interrogazione urgente”, Agostinelli si pone alcune domande tecniche relative ai termini di risposta. “Ci saranno risposte secche o no? Non vorrei che questa scelta derivi dal fatto di voler conoscere il copione a menadito nonostante lo streaming. Mi pare sia un paradosso. Approviamo lo streaming sì, ma con restrizioni evidenti alla libertà delle minoranze”. Per Compagnoni, invece, queste modifiche danno un ulteriore potere alla maggioranza, “che ha già il coltello dalla parte del manico. Questo emendamento va contro la fisiologia dello streaming stesso. Da una parte si apre alla discussione, e dall’altro non ci sarà più la possibilità di presentare interrogazione come si vuole”.

A rincarare la dose, poi, è Enrica Nogara: “E’ da sette anni che siedo tra i banchi della minoranza in consiglio comunale e questo emendamento mi puzza di bruciato. Promuoviamo lo streaming con evidenti limiti alle facoltà delle minoranze. E’ una scelta contraddittoria. Di cosa avete paura? Che la gente venga informata in tempo reale delle interrogazioni che presentiamo?”.

A chiudere gli interventi prima del voto è il sindaco Andrea Pellicini. “L’indirizzo che darà il presidente del consiglio comunale raccoglierà l’invito della maggioranza. La mozione presentata dalla consigliera Nogara questa sera, che non aveva estrema urgenza, ad esempio, ha avuto, a mio avviso, una risposta articolata ed esaustiva. E con lo streaming, così, i cittadini potranno ricevere risposte complete mentre vedono il consiglio comunale. E’ una questione di responsabilità e di preparazione, con gli assessori che, insieme agli uffici, potranno portare in assemblea cittadina tutte le risposte del caso. Penso si tratti di un esempio virtuoso”.

Se il punto sulle modifiche al regolamento sul funzionamento del consiglio comunale, che interessano ordine del giorno ed interrogazioni, è stato votato contro dalle minoranze, il regolamento di disciplina delle riprese audiovisive delle sedute del consiglio comunale e loro diffusione, invece, è stato approvato all’unanimità.

Presenti in sala tanti grillini luinesi che, insieme alla consigliera regionale M5S, Paola Macchi, avevano proposto la diretta streaming in consiglio comunale, grazie ad un’interrogazione presentata da Taldone mesi fa. I pentastellati luinesi oggi si dicono da una parte soddisfatti per lo streaming, ma dall’altra sono scettici sul cambiamento del regolamento che, in futuro, potrebbe rendere il dibattito in consiglio comunale molto meno “spontaneo” di quello attuale.

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