27 Maggio 2017

Luino, dal sit in: “Situazione grave, il rischio è che l’amministrazione non abbia più minoranza”

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Un sit in organizzato per ribadire il sostegno al diritto di opposizione e alla libertà di parola, in sostegno del consigliere di minoranza Pietro Agostinelli. Il capogruppo Franco Compagnoni, però, ha annunciato due mozioni, una sui frontalieri e sul presidente del consiglio comunale, che sono state consegnate ieri in comune. Grande la solidarietà da parte dei presenti.

Luino, dal sit in: “Situazione grave, il rischio è che l’amministrazione non abbia più minoranza”. “Ognuno ha non solo la libertà e il diritto, ma anche l’obbligo di dire ciò che pensa per aiutare il bene comune”. Con queste parole di Papa Francesco, scritte su uno striscione, si è aperto il sit in tenuto oggi in comune in sostegno del diritto di opposizione. Una sessantina i cittadini presenti, tra cui attivisti politici e i consiglieri di minoranza luinesi Franco Compagnoni, Enrica Nogara e Pietro Agostinelli, che si sono confrontati in un clima sereno dove sono emerse le problematiche riguardanti le ultime questioni politiche luinesi. E’ il capogruppo de “L’Altra Luino”, però, ad annunciare due mozioni che sono state consegnate ieri in comune, una sui frontalieri e l’altra, invece, è una mozione di censura nei confronti del presidente del consiglio, dopo quanto accaduto nell’ultima seduta.

“Un atteggiamento di questo genere rischia di non meritare la minoranza, il che vuol dire che rimane solo la maggioranza – spiega il capogruppo Franco Compagnoni -. Dopo la mozione sui frontalieri e la presa di posizione sulle parole di Agostinelli, è la seconda buccia di banana su cui cade l’amministrazione. Questa è peggio di una bocciatura, perchè potrebbe significare la creazione di minoranze interne che saranno inevitabili. Pietro è il capitan ‘Ventosa’ di ‘Striscia la Notizia’ che tutte le amministrazioni vorrebbero avere, è l’uomo che corre sul posto per qualsiasi cosa. E’ sempre presente. Qui non c’entrano la politica e i partiti, qui il problema è legato all’affrontare le problematiche, in modo semplice e chiaro. Non si è mai visto che un consigliere di minoranza, rispetto a certi tipi di situazione, venga querelato per la sua azione politica. Dove stiamo andando? Credo che tutto ciò sia molto pericoloso e il loro rischio è quello di rimanere con la sola maggioranza. Queste vicissitudini hanno creato un’indignazione e un imbarazzo per tutti. Speravo in una minoranza unitaria, ma mi pare manchi una componente”.

Due mozioni consegnate in comune, una sui frontalieri ed una su quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale. “Ripresenteremo la mozione sui frontalieri – continua Compagnoni -, che ci sembra sostanziale non per cambiare i destini del mondo, ma per evidenziare che siamo vicino ai problemi della popolazione. Quando si amministra bisogna mantenere il proprio credo politico, ma anche capire quello che si sta facendo. Una determinazione su queste cose sarebbe stata utile ci fosse stata anche su temi un po’ più consistenti, come l’ospedale. Facciamo filosofia su cose che non possiamo decidere noi, e invece per altri temi di nostra competenza non siamo riusciti ad essere più pregnanti. Ma è evidente che del senno di poi ne son piene le fosse. Una seconda mozione, che insieme al MIN abbiamo firmato, riguarda l’ultimo consiglio comunale. Strategicamente, in base al consiglio comunale, si possono fare tutte le cose, ma il ritiro della mozione senza discussione successiva significa non volere un’unità di intenti vera. E’ proprio durante l’assemblea cittadina che si deve cercare l’unione. Durante l’ultimo consiglio comunale, una volta ritirata la mozione sui frontalieri, si sarebbe dovuta aprire la discussione, e così non è stato. In questo senso abbiamo sottoscritto la mozione di censura nei confronti del presidente del consiglio comunale Davide Cataldo. Non nella sua persona, ma nell’atteggiamento in cui ha interpretato il suo ruolo di presidente del consiglio, che dovrebbe essere garante di tutti. Il presidente può determinare i tempi, ma non sottrarre il dibattito politico. Tutto questo ci è sembrato molto grave”.

Dopo Compagnoni è intervenuta anche la consigliera Enrica Nogara, che ha ribadito la posizione di questa mattina. “In una città come Luino non abbiamo bisogno di questi scontri, ma abbiamo bisogno di costruire un tessuto di relazioni che sia improntato alla solidarietà, all’uguaglianza e alla libertà di parola. La mia vicinanza a Pietro è totale”. A margine, inoltre, anche l’affondo del segretario del MIN e Valli Adriano Giannini: “Dispiace non vedere tutta la minoranza compatta in una situazione del genere, mi piacerebbe capire se l’assente faccia ancora parte della minoranza visto le ultime situazioni. Spero che la minoranza, andando avanti, sia più coesa e ci sia più sostegno nei confronti del MIN”. Infine, è stato il luinese Luca Pandolfi, organizzatore della manifestazione, a chiudere gli interventi con un riferimento specifico al caso Binelli di Varese.

“La stampa – chiude Compagnoni – ha un ruolo cruciale nella nostra comunità e i social network sono importanti. Noi ringraziamo ed invitiamo la stampa a continuare a fare quello che quotidianamente fa. Il collegamento tra querela e diffamazione a mezzo stampa, giuridicamente parlando, è molto sottile e, da questo punto di vista, ci sentiamo solidali e vicini al lavoro di cronaca dei media che, annessi tutti i rischi del caso, riportano solo oggettivamente quanto avviene nel nostro paese”.

Dopo una settimana, quindi, questa è la situazione a Luino e il dibattito tra maggioranza e minoranze continua a tenere banco. L’auspicio, però, è quello che si torni ad un confronto costruttivo tra le parti.

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