10 Maggio 2017

In aumento la richiesta assistenziale delle famiglie. L’impegno della Caritas, Croce Rossa Luino e Comune

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Oltre alle questione dei frontalieri e di AlpTransit, ad emergere nel luinese in questi giorni è un dato che non lascia indifferenti: il numero delle famiglie che stentano ad arrivare alla fine del mese è in aumento.A rivelarlo, nel corso degli ultimi mesi, sono i dati Caritas e Croce Rossa Luino che sostengono circa 150 famiglie in difficoltà. “Soddisfazione per una sinergia con l’assessore Franzetti – spiega Piefrancesco Buchi, presidente CRI Luino -, un confronto utile che ci ha portato a condividere parte delle azioni in favore dei vulnerabili”.

In aumento la richiesta assistenziale delle famiglie. L’impegno di Caritas, CRI Luino e Comune. Mentre i temi che imperversano da mesi nell’agenda politica luinese sembrano essere incentrati su problematiche legate ad AlpTransit, chiusura dei valichi e frontalierato, a bussare alla porta un’analisi di grande rilevanza sociale: l’aumento di richiesta assistenziale da parte delle famiglie. I dati rilevano un aumento del numero dei cittadini che, anche sul Verbano, stentano ad arrivare alla fine del mese con il conseguente incremento della richiesta di strumenti assistenziali volti a compensare questa mancanza. Fulcro, epicentro e punto cardine dal quale l’analisi origina, la sofferenza che, a tinte sempre più accese, si fa sentire nel mondo del lavoro. Sarebbe il Nord della provincia, infatti, ad essere interessata, più di altre realtà, dal fenomeno: diverse le aziende che, radicate da tempo sul territorio sono andate, nel corso degli anni, incontro alla chiusura.

Un orizzonte non confortante: sempre più le famiglie che necessitano del supporto di enti operanti sul territorio. Gli studi statistici elvetici mostrano un trend in crescita per quanto riguarda l’impiego dei lavoratori italiani oltreconfine che si aggira intorno allo 0,3% in più rispetto al 2016. Il dato non risulta, però, confortante alla luce del numero delle aziende che, con sempre maggiore frequenza, lasciano a casa il personale. La questione della sempre maggiore richiesta di strumenti assistenziali da parte delle famiglie potrebbe nel tempo manifestarsi in modo sempre più copioso a seguito anche della forza acquisita dal franco, che crea non pochi problemi ai settori produttivi svizzeri. Un orizzonte che si mostra non proprio roseo, dunque, nel quale la possibilità dell’aumento del numero delle famiglie in difficoltà è un’ipotesi tutt’altro che remota.

I dati della CRI Luino. Sono circa 150 le famiglie, nei 27 comuni in cui opera la Croce Rossa di Luino, che ricevono aiuti, per un totale di circa 400 persone, di cui 70 circa sono minori al di sotto dei 10 anni di età. Questi numeri comprendono un 68% di italiani e 32% di stranieri, di cui ad aver perso il lavoro sono circa il 64% a fronte di un 36% di appartenenti alla categoria dei pensionati. Dai dati divulgati emerge poi che di questi il 16% vive all’interno di case comunali.

Il lavoro della Caritas. Questi dati trovano conferma anche nelle parole, rilasciate alla Prealpina, di chi questo cambiamento lo percepisce nel proprio operare, come Enzo Porcelli, volontario e presidente della Caritas locale, uno degli enti dislocati sul territorio nei confronti del quale le richieste di supporto assistenziale registrate risultano in aumento. “Ogni giorno – spiega – per 5 giorni forniamo 25 pasti alla nostra mensa, la metà ai rifugiati ma l’altra metà agli italiani. Abbiamo poi un centro ascolto dove registriamo un aumento di casi di persone che si rivolgono a noi chiedendo un lavoro, persone che vengono poi indirizzate ai servizi sociali. Sono aumentate le persone che chiedono il pacco con dentro il cibo, ne distribuiamo circa 60/70 ogni mese. Insomma, dire che il fenomeno è raddoppiato è esagerato, ma certamente è in crescita anche tra gli italiani”.

“Con l’assessore ai Servizi Sociali di Luino, Caterina Franzetti – spiega il presidente CRI Luino, Pierfrancesco Buchi -, con cui ci furono un paio d’anni fa alcune divergenze di vedute sul tipo di sostegno da dare all’impegno dei volontari CRI sul territorio, c’è stata in questi ultimi mesi una sinergia di riavvicinamento: un confronto utile che ci ha portato a condividere parte delle azioni in favore dei vulnerabili. L’affrontare l’arrivo dei migranti a Luino la scorsa estate, il sostegno a progetti dedicati alla prevenzione della violenza domestica o alla promozione di campagne di sensibilizzazione sui malati, la condivisione dell’aiuto che ogni giorno diamo alle tante famiglie italiane e straniere che vivono in stato di difficoltà sono state lo stimolo per lavorare sulle cose che ci uniscono. Si può fare certamente di più, il comune può e deve fare certamene di più, ma sono contento per questa disponibilità nel mantenere proficuamente aperto questo canale di comunicazione e confronto sul sociale tra Croce Rossa e Assessorato ai servizi sociali”.

Così, un tavolo per pianificare insieme le politiche sociali può essere l’occasione per dare una svolta a Luino e più in generale al territorio verso le azioni concrete d’aiuto ai vulnerabili. Coinvolgendo tutte quelle realtà che già sono attive, ognuno con le sue peculiarità, e che tanto stanno facendo per chi è in difficoltà. La Croce Rossa Luino, inoltre, continua nella sua attività di raccolta alimenti da destinare alle famiglie bisognose. Sabato scorso è avvenuta una raccolta alla COOP di Luino, il 13 maggio i volontari saranno al Bennet di Lavena Ponte Tresa, mentre altre iniziative sono in programma nelle prossime settimane sul territorio.

“Le famiglie sono in aumento e dobbiamo dare risposte alla vulnerabilità”, conclude il presidente CRI Luino, Pierfrancesco Buchi.

 

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